Roma, Italia
DAL REDATTORE:
NOTIZIE DALLE PROVINCE: ANNUNCI: SERVIZIO MEDIA: EVENTI RISALTANTI: UN ULTIMO SGUARDO:
Naturalmente, ognuno è interessato a conoscere chi sta emergendo tra i candidati a Superiore Generale e al Consiglio Generale. Dovremo lasciare per il momento nella stanza comune e all’ora dei pasti il materiale di discussione. I partecipanti agli incontri regionali possono parlare dei risultati dei loro incontri regionali. Il Comitato per la Preparazione del Capitolo si incontrerà durante la prima settimana di giugno per sintetizzare il materiale degli incontri regionali. Dopo di che, dovremmo iniziare a vedere informazioni e documentazioni più concrete che cominceranno ad apparire su SCALA e/o sul nostro sito web CSSR.COM che accompagnerà il Capitolo Generale stesso. Alcune informazioni generali preliminari sono già disponibili. Sul nostro sito web CSSR.COM nella sezione redentorista protetta dalla password, abbiamo attivato il menu del nostro XXIV Capitolo Generale. Per ora, è stata pubblicata una breve descrizione su ciò che è un Capitolo Generale e sul suo significato, una lista dei membri del Capitolo (con le loro foto, man mano che le riceviamo) e informazioni pratiche per i Capitolari sul viaggio e sull’ubicazione del Capitolo. Seguirà una documentazione e questo sito sarà una fonte di notizie e di informazione stampata durante il Capitolo. Stiamo anche lavorando nel nostro sito CSSR.TV per portarvi parti selezionate del Capitolo via video streaming, video registrati e foto. Gli incontri regionali devono approvare il nostro piano prima di procedere. In questi 50 giorni di periodo pasquale, Gary Ziuraitis, C.Ss.R. Angola A questo breve articolo allego alcune foto della visita di Benedetto XVI scattate dal cronista. Disgraziatamente, non c’è nessuna foto del Papa con i Redentoristi dato che non c’è stato nessun incontro particolare con i sacerdoti e i religiosi. E’ stato il secondo scalo della sua prima visita nel continente africano. Questa è iniziata nella Repubblica del Camerun dove ha consegnato a tutti i vescovi dell’Africa l’Instrumentum laboris per la seconda Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per l’Africa (“La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace”). La visita in Angola è stata breve, solo di 3 giorni; invece Giovanni Paolo II nel 1992, gliene ha dedicati 10; comunque la visita è stata densa di contenuto.
Europa Nord La Provincia di Sanctus Clemens si appresta a celebrare ormai quattro anni di vita, essendo stata costituita il 1 agosto 2005. Riteniamo opportuno portare a conoscenza della Congregazione questa esperienza. La recente visita fatta dal Governo Generale a questa Unità è stata infatti occasione per fare una valutazione, per intravedere segni di speranza, e per apprezzare i tentativi fatti dal Governo Provinciale nel gestire una realtà in qualche modo inedita nel panorama Redentorista. Cosa rende “inedita” questa esperienza? Innanzitutto la struttura adottata. Ben quattro Provincie - Fiandre, Amsterdam, Colonia e Svizzera - sono passate allo status di Regioni, come parti di una unica, nuova Provincia, quella di Sanctus Clemens appunto. Ognuna delle quattro Regioni ha un Consiglio, come anche la Provincia ha il suo Consiglio, mentre unico è il Capitolo Provinciale. Anche gli Statuti sono uguali per tutta la Provincia, ma l’amministrazione economica ha uno “statuto” speciale: si serve della contribuzione delle quattro Regioni per progetti comuni, ma rimane separata per rispettare le legislazioni proprie dei diversi paesi. La stessa rappresentanza della Provincia al prossimo Capitolo Generale ha richiesto una soluzione inedita: oltre che dai quattro superiori Regionali, la Provincia sarà rappresentata anche dal Superiore Provinciale. Ma forse parlare di questa Provincia a partire dalle strutture può apparire arido e riduttivo. Sanctus Clemens è la seconda Unità in ordine di grandezza dopo Varsavia, contando ancora oggi 270 confratelli. Essa continua a testimoniare una lunga e importante storia, che ha visto i Redentoristi predicare in modo straordinario il vangelo nel centro nord dell’Europa, e da qui partire per nuove fondazioni nei cinque continenti. Questa storia ha richiesto recentemente di scrivere una nuova pagina. La crescente secolarizzazione in questa parte del vecchio continente, ha avuto sempre più significative conseguenze sulla missione Redentorista e soprattutto sul calo delle vocazioni. Anche il progressivo innalzamento dell’età media dei confratelli, oggi vicina ai 75 anni, rappresentava un motivo per cercare nuove soluzioni. Sia chiaro: la vitalità dei Redentoristi in Olanda, Fiandre, Svizzera e Germania rimane ancora oggi straordinaria. Molte delle nostre chiese continuano ad essere frequentate: Wittem in Olanda, Jette in Belgio, Bous in Germania e Baden in Svizzera sono solo dei nomi tra i tanti, per indicare un lavoro che continua generoso, ma certamente l’elenco potrebbe continuare. Le scuole, come il grande Collegium Josephinum di Bonn e quello del “Cuore Eucaristico” in Essen (Belgio), testimoniano tuttora lo straordinario lavoro svolto dai Redentoristi nell’educazione dei giovani, anche se al momento attuale sono pochi i confratelli implicati direttamente in questo campo. Altre forme della missione Redentorista fanno registrare una dedizione generosa a dispetto delle età, e qui la fantasia davvero non manca: dalla pastorale del telefono al ministero delle confessioni, dalle missioni parrocchiali alle case di ritiro, dall’assistenza ai santuari alla predicazione di esercizi spirituali, dall’aiuto a homeless e rifugiati alla pastorale parrocchiale. Vari confratelli risiedono fuori comunità per svolgere un’azione di aiuto a parrocchie e Unità pastorali diocesane, salvo riunirsi periodicamente con quelli che vivono in comunità. Altri offrono un servizio di cappellania a pensionati, carceri, gruppi come gli Alcoolisti anonimi ecc. Senza dubbio l’elenco potrebbe continuare. Potremmo anche ricordare il grande lavoro svolto per favorire una buona comunicazione all’interno della Provincia , la presenza del Governo Provinciale nelle comunità, e la consuetudine di avere ogni anno delle “giornate della Provincia” a cui tutti sono invitati a partecipare, per dei ritiri in comune, ma anche per celebrare i giubilei di professione o ordinazione presbiterale. Ci sembra piuttosto interessante, invece, mettere a fuoco alcuni punti o progetti sui quali il Governo Provinciale ha deciso di dare particolare attenzione, in questo contesto per altri aspetti non facile: - Il primo progetto è quello di comunità per anziani (Senioren Kloster), che finora hanno avuto concrete realizzazioni in Izegem (Belgio), Boxmeer (Olanda), Leuk (Svizzera), e di cui si sta finalizzando un piano in Germania. Si tratta di strutture in genere nuove, in qualche caso parte di opere più grandi e gestite da religiosi e laici, dove i confratelli possano vivere serenamente la terza e quarta età, usufruendo di assistenza medica e infermieristica all’occorrenza, e dove le strutture comunitarie sono al servizio della loro situazione: nessun impegno pastorale se non quelli che liberamente il singolo vorrà assumere, né compiti amministrativi o di manutenzione, riunioni ridotte all’essenziale, ecc. - La Pastorale Giovanile ovviamente in una Provincia con un’età media tanto elevata non può essere un lavoro sostenuto da molti. Ma merita attenzione l’investimento di energie e di persone fatto dalla Regione Köln in Kirchellen, dove uno Jugend kloster affianca la nostra casa proponendo giornate di orientamento religioso per le scuole, week end per giovani, incontri per ministranti ecc. Per portare avanti questo programma si conta sulla collaborazione di molti volontari laici, in gran parte giovani. Molte sono le iniziative in programma, tra cui corsi di meditazione, un concerto rock ogni anno ecc. E in una cittadina poco distante un confratello lavora per i giovani in un concerto di degrado ed emarginazione. - Un terzo punto che sembra doveroso mettere in luce è quello della partnership con i laici, che finora si è concretizzato in progetti, dove i laici non vivono semplicemente lo status di collaboratori più o meno passivi, né tanto meno di recettori della missione Redentorista. In varie delle nostre case esistono fondazioni – come in Wittem, Roermond, Zenderen - dirette da laici che secondo i casi gestiscono le nostre strutture, la pastorale e il servizio di accoglienza. Il gruppo Scala che si ritrova in Olanda si riunisce periodicamente per approfondire la spiritualità Redentorista. Il gruppo Bremstruik in Belgio ha “ereditato” la gestione della nostra chiesa in Rooselare, e la assiste con un progetto che prevede anche la formazione dei laici stessi e un’esperienza di comunità. Altri gruppi di laici, come Maria Kefas e Effata in Gent, sono esperienze interessanti di spiritualità e di evangelizzazione. Altri gruppi sono presenti in Bous, Germania, e in altri luoghi che qui è impossibile rievocare tutti. Quel che ci sembra opportuno sottolineare è che “qualcosa di nuovo” sta nascendo, anche in un contesto che apparentemente potrebbe indurre al pessimismo. Numerosi sono i credenti desiderosi di approfondire la loro vita di fede, di conoscere meglio la spiritualità Redentorista, di condividere la nostra stessa missione e di sperimentare – pur da laici – i valori propri della consacrazione. Chissà! Il futuro è nelle mani di Dio!
Francia Da qualche mese un’immagine di sant’Alfonso domina l’ingresso della grande basilica sotterranea Pio X in Lourdes
Perù Innanzitutto confermo che il Segretariato Sub-Regionale è formato dalle seguenti persone: Ci siamo riuniti nella casa di Santa Anita a Lima, Perù, dal 17 al 18 di marzo 2009, con il fine di trattare alcuni obbiettivi propri dei Fratelli Redentoristi. Poi, nei giorni 19-20-21, i Fratelli hanno partecipato all’Incontro Latinoamericano della C.L.A.R. sulla Figura del Fratello. L’Incontro è avvenuto nella casa per ritiri della Sorelle Domenicane del Rosario, e si è concluso con una passeggiata per la città di Lima, attraverso la bellezza delle sue chiese coloniali e i suoi conventi storici.
Sono state prese anche alcune decisioni per il Fratello e la sua integrazione nelle nostre Vice-Province : Si è anche deciso che nel Triennio si terranno tre riunioni di Fratelli:
Si chiede anche alle Unità di nominare un Responsabile dei Fratelli, per aiutarli nella formazione e nel coordinamento. Si suggerisce di tenere due riunioni annuali in ogni Unità, con riferimento alla festa di S. Gerardo e alla Vita Consacrata, ad ottobre e febbraio secondo le opportunità. Per tali riunioni si prende in considerazione il seguente schema: Terminata la nostra riunione a Lima, abbiamo ringraziato la Vice-Provincia del Nord Perù nella persona del suo Viceprovinciale P. Argimiro Gago e del Superiore locale P. Grimaldo Garay, per la calorosa accoglienza e perché ci hanno fatto sentire come a casa nostra. Colombia La nostra cara e martirizzata Colombia ha uno dei tassi di violenza (omicidi, sequestri, rapine a mano armata, corruzione…) più alti del mondo. Sembra che il Signore, assieme alla meravigliosa biodiversità che ha regalato a questo paese, abbia fatto una “strizzata d’occhio” al demonio del disprezzo della vita affinché avesse più facilità nel suo compito distruttivo. Non c’è un paese nel mondo con tanti elementi di violenza messi insieme: guerriglia, paramilitari, narcotraffico, corruzione amministrativa, falsi militari, delinquenza comune e indolenza di molti cittadini che già accettano la perdita intenzionale della vita come un fatto più o meno naturale e comune. Vittime di questa situazione paradossale sono stati i nostri due confratelli missionari redentoristi, Ariel Jiménez e Gabriel Montoya, che, in piena gioventù, sono stati brutalmente assassinati per essere derubati di alcuni milioni di pesos, denaro con il quale si doveva sostenere un internato indigeno di più di 200 bambini nelle profonde savane e foreste del Vichada. Perché questa situazione in un paese tradizionalmente cattolico come la Colombia? Perché abbiamo molti anni di violenza e ci abituiamo ad essa, dicono alcuni. Perché siamo poveri e bisognosi e di fronte a tanta indigenza la necessità ci costringe ad essere violenti, dicono altri. Perché il mondo capitalista e consumista di oggi ci ha invaso, e dalla sua ubriachezza materialista siamo usciti ebri e senza controlli di fronte ad una mazzetta di biglietti, dicono altri ancora. Tutti hanno in parte ragione, ma a volte vi è una fonte più profonda che unisce tutte queste correnti sotterranee di violenza e fa sì che la nostra sia del tutto particolare. Mi verrebbe da dire che, mescolando l’intelligenza e l’audacia del colombiano con la sua malizia e il desiderio di progredire a tutti i costi, abbiamo formato una subcultura della violenza nazionale che potremmo esprimerla con questo detto che ripetiamo tanto “il colombiano non si arena”. Sì bisogna mettere un cero a Dio con le nostre devozioni, preghiere e pellegrinaggi, e uno al diavolo con le nostre bugie, corruzioni e apparenza. L’importante, in questa subcultura, è tenere, apparire, possedere, con qualunque mezzo…. Poi noi confessiamo o paghiamo una promessa al santo a cui siamo devoti o diamo una elemosina o sosteniamo una famiglia povera per nascondere il rimorso. La voce profetica di alcuni membri della Chiesa, se non di tutti, è fastidiosa e molesta in un quadro sociale come quello che abbiamo dipinto. E bisogna farla assolutamente tacere, così, allegramente, senza riflettere in tutto ciò che si fa, senza misurare le conseguenze… tacere come la coscienza, affinché il possedere ed il dimostrare possano brillare senza rimorsi. Entusiasmiamoci ad un cambiamento interiore del cuore affinché possiamo amare il tempio di Dio che è ognuno di noi e onoriamo il Dio vivente che è ognuno dei nostri fratelli. Sì, siamo tempio dello Spirito Santo e Figli di Dio, fratelli gli uni degli altri. Questa è la luce di Cristo venuto al mondo. Non preferiamo, come dice il Vangelo di questa quarta domenica di Quaresima, le tenebre alla luce. “Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”.(Gv 3,20-21). In Colombia diminuiremo gli indici di violenza quando lo Stato prenderà coscienza del suo impegno di servizio ai cittadini e non di interessi particolari, meschini e corrotti. Quando la Chiesa lascerà il suo clericalismo di credersi più intelligente o santa del semplice mortale e si renderà conto che anch’essa è peccatrice e soggetta alla conversione. Quando nella società civile si rispetteranno le differenze e si costruirà il dialogo come ponte privilegiato di comunicazione e ricerca della verità. Quando nelle famiglie regnerà la convinzione che si vive meglio e più profondamente con la testimonianza e l’esempio che con le grida e i castighi o le attitudini permissive del “lasciar fare”. Quando ognuno di noi si accetterà così com’è con le sue qualità e difetti, con i suoi istinti e tendenze, i suoi ideali ed aspirazioni. Quando varrà di più la bellezza dell’albero o il canto del passero o la purezza dell’aria, con la limpidezza dell’acqua, della costruzione impudica d’immensi centri commerciali, cattedrali del consumismo, dove ci sentiamo protetti dalle guardie e compriamo con gli occhi ciò che non possiamo coi nostri portafogli. Ma in definitiva, diminuiremo la violenza fratricida quando ci sentiremo figli di uno stesso Padre che fa uscire il sole sui buoni e i cattivi, sopra i giusti e i peccatori (Mt 5,43-45), quindi per Lui, che è amore, ciò che vale al disopra di tutto è l’esistenza dell’essere vivente. “perché Dio non ha inviato suo Figlio al mondo per condannare il mondo ma per salvarlo per mezzo di Lui” (Gv 3,18). Io non voglio condannare né giudicare nessuno, ma voglio amare tutti e ognuno dei miei confratelli. Non è questione di idee, è questione di sentimento. Che Ariel e Gabriel, uniti a Dio nell’etimologia dei loro nomi, ci aiutino dalla patria del cielo a vivere e a sentirci come fratelli in questa patria della terra. Gabriel missionario, Ariel missionario: Missionario che offri la vita Colombia “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati”. (Is 40,1-2). Potrebbe sembrare strano l’inizio di questa piccola relazione sulla mia presenza come missionario della Consolata ai funerali dei due sacerdoti missionari redentoristi, brutalmente assassinati nel Vichada. Orbene, P. Salvador Medina mi ha chiesto il favore di rappresentare tutta la Comunità IMC Colombia- Ecuador in questo triste evento che affligge una comunità cristiana, una comunità religiosa e tutta la Chiesa. Siamo missionari della consolazione e quale migliore segno di questa realtà se non la nostra presenza fisica e spirituale in questa celebrazione che all’inizio sembrava il pellegrinaggio di tutta la comunità cristiana (quella di Salamina e quella di Aranzazu) verso lo sconforto. Nei due villaggi c’era il silenzio. Si respirava un’aria di dolore, di quiete, di tristezza, di sconforto, di desolazione e di impotenza. Alle 10 del mattino, è iniziata la celebrazione in memoria del P.Gabriel Fernando Londoño nel tempio di Nostra Signora Immacolata di Salamina. Celebrazione presieduta da Mons. Álvaro Rincón, vescovo emerito di Puerto Carreño e 50 sacerdoti. Eravamo 50 sacerdoti tra Redentoristi, delegazione dei padri Monfortiani, Vincentini e della Consolata, più di 5 sacerdoti diocesani, tra loro Mons. Luiss Enrique Hoyos, rappresentante dell’Arcivescovo e vicario generale dell’arcidiocesi di Manizales, e delle religiose e seminaristi diocesiani. Alle 2 del pomeriggio ci siamo incontrati nell’atrio del tempio di Nostra Signora del Rosario di Aranzazu per la celebrazione successiva, presieduta da Mons. Fabio Morales Grisales, vescovo emerito di Mocoa-Sibundoy. Qui la presenza dei sacerdoti diocesani è stata molto più numerosa. In totale hanno concelebrato 65 sacerdoti e si è avuta la presenza di varie comunità religiose femminili. In ambedue i villaggi, la comunità cristiana si è resa presente in modo massiccio. Il tema centrale delle due omelie è stato quello del rifiuto ma, al tempo stesso, si è dato enfasi nell’allegria di lottare per la vita per fronteggiare il desiderio di vendetta, di odio, di rancore. Siamo deboli e la nostra convivenza è maltrattata dai conflitti, dissapori e offese, fino ad arrivare al punto critico di spezzare la vita delle persone. La vita in comune è possibile solo quando i fratelli condividono il perdono che ognuno ha ricevuto da Dio. Noi mettiamo sempre limiti al perdono. Gesù ci invita a perdonare senza limiti; quindi, il nostro perdono deve essere proporzionale al desiderio di vendetta. Solo il perdono può salvare e porre le fondamenta della vita della comunità che si compromette con la giustizia (carità di Dio). Di fatto, Mons. Álvaro e il sacerdote Gustavo, missionario redentorista, fratello del P. Jesús Ariel Jiménez Soto, hanno invitato la comunità a lavorare per il perdono, la riconciliazione, la pace, la fraternità e la solidarietà. Girando gli occhi verso Dio ed aprendo i nostri cuori alla conversione, al cambiamento, approfittando di questo tempo di Quaresima che ci porta alla Pasqua, e in questi momenti stiamo pregustando già la Pasqua, pienezza della Resurrezione. Come segno di questo messaggio, nell’offertorio i fratelli hanno acceso vari ceri per indicare la Resurrezione di questi nostri fratelli nella fede e nel ministero. E’ stato veramente un evento di grande consolazione, la consolazione che porta a Cristo coloro che credono in Lui. Quando P. Rafael Prada, superiore provinciale dei Redentoristi, si è diretto a tutta la comunità l’ha invitata a celebrare con gioia questo sacrificio, ed ha approfittato dell’occasione per invitare bambini e giovani affinché alcuni di essi considerano la possibilità di servire Cristo e la Chiesa come sacerdoti, missionari, missionarie. Nel cimitero di Salamina un giovane gli si è avvicinato e gli ha detto: io voglio essere missionario redentorista. Per questo motivo, questo pellegrinaggio di sconforto si è convertito in un incontro di speranza, di vita, di perdono, di riconciliazione e di consolazione. Veramente il popolo di Dio che ha partecipato a questo evento è uscito consolato ed animato a continuare a condurre uomini e donne alla causa del Vangelo ovunque (missione ad gentes). Infatti, ciò che si è iniziato con tristezza e dolore si è trasformato in allegria che si è manifestata con un forte applauso e con l’accompagnamento del corpo dei Vigili del Fuoco delle due località come segno dello spegnere la sete di vendetta tramutandola in sete di perdono, di riconciliazione per placare il fuoco dell’odio, per alimentare il fuoco dell’amore e della vita. In tutti i riconoscimenti che sono stati fatti nel tempio sono stati sempre menzionati i missionari della Consolata per la loro solidarietà e presenza in questo evento ecclesiale. E’ coinciso anche con il fatto che molti missionari redentoristi mi conoscevano per il servizio come Rettore del CEPAF e come collaboratore del ministero pastorale sia a Bogotà sia a Bucaramanga e Manizales. Alla fine di ogni eucarestia sono state lette le comunicazioni delle istituzioni civili (Alcaldía, Concejo, Vigili del Fuoco, Segreteria di Istruzione del Vichada, etc.) nelle quali è stata esaltata la vita e la missione di questi missionari. Il Superiore Provinciale di Bogotá, P. Rafael Prada, ed i Redentoristi della Provincia di Bogotá vi ringraziano per le espressioni di condoglianza, di sostegno spirituale, di solidarietà e di speranza che avete inviato in occasione della violenta morte dei Padri Jesús Ariel Jiménez e Gabriel Fernando Montoya che lavoravano nel Vicariato Apostolico di Puerto Carreño; ed anche per il decesso di Mons. Ramón Mantilla Duarte, primo vescovo Redentorista colombiano. Noi rinnoviamo pubblicamente la nostra promessa di restare fedeli alla sequela di Gesù Cristo nell’annunciare il vangelo ai poveri come voleva S. Alfonso, anche se questo comporta il sacrificio della propria vita. Rafael Arcadio Bernal Supelano, C.Ss.R. Casa Generalizia Le Poste Italiane hanno fatto una piccola modifica all’indirizzo della nostra Casella Postale. Da oggi in avanti per utilizzare questo servizio è necessario comporre l’indirizzo in questo modo:
L’unico cambio è aggiungere “PT 158” dopo Roma. N.B. Si ricorda che a questo indirizzo si può inviare la corrispondenza ordinaria fino ad un massimo di 2 kg. Per tutti gli altri invii, sia per posta, sia per DHL, FedEx, UPS, ecc., si deve utilizzare quest’indirizzo:
Attenzione! Su WWW.CSSR.TV: una parte dell’Omelia del Padre Generale nella Veglia Pasquale. Recenti eventi importanti nella famiglia dei Redentoristi. Per un quadro completo visita Sito Officialia
Prima Professione dei Voti Temporanei: Professione di Voti Perpetui: Ordinazioni Sacerdotali: Defunti: 60° Giubileo di Professione: 60° Giubileo di Ordinazione: 50° Giubileo di Professione: Soppressione di Casa:
UN ULTIMO SGUARDO ALLE FOTO: “Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno”. (Gv 6,40) Per favore, visita il nostro Web in...www.cssr.com , y www.cssr.tv |