S C A L A

 

Chiamati a dare la vita per l’abbondante redenzione

 

 Ufficio di Informazione Redentorista                                                                  Numero 9

Bollettino della Congregazione del SS. Redentore
Roma, Italia
16 Luglio 2005

Nota editoriale

Le notizie non vanno in vacanza, ma le persone si! Il prossimo numero di SCALA apparirá in ottobre per permettere che il nostro personale e i traduttori, a tempo pieno o no, di tutto il mondo, prendano le loro vacanze. Se fosse necesario e gli eventi cosí lo rechiedessero, lanceremo un numero speciale di SCALA.

SCALA è realmente il risultato di uno sforzo internazionale e mondiale. La pausa estiva è una buena opportunità per ringraziare uno per uno tutti i collaboratori di SCALA. Vorrei menzionare in particolare i traduttori che, oltre a prestare il loro tempo alle esigenze di SCALA, hanno anche lavoro in altre aree: portoghese, P. José Vidigal (Río de Janeiro); spagnolo, P. Porfirio Tejera (Madrid); francese, P. Gabriel Boudreault (Tokyo), P. Jean Beco (Bruxelles Sud), P. Hervé Gendron (S. Anna di Beaupré) e P. Yves Morvan (Lyon-Paris); italiano, P. Sergio Campara (Rettore Sant’Alfonso) e P. Serafino Fiore (Vicario Generale); inglese, P. Anthony Mulvey (Dublin); tedesco, P. Hermann Schmid (Svizzera) e P. Heribert Koger (Vienna); polacco, P. Jan Cygnar (Varsavia) e P. Andrzej Wodka (Academia Alfonsiana).

Ringrazio pure il Padre Generale con il suo Consiglio per concedermi la loro fiducia al momento di dire sì al loro invito rispetto alle Comunicazioni Redentoriste. Ringrazio il Segretario Generale, P. Joe Dorcey, per il suo aiuto, come pure al P. Wilfried Lienesch (Colonia) e al P. John Vargas (Denver) per i loro consigli tecnici nel mio Ufficio di Comunicazioni. Vorrei ringraziare anche Ron Ziuraitis, mio fratello, che ci aiuta molto efficacemente dagli Statu Uniti per il disegno e composizione mensile di SCALA e nel nostro servizio di CSSR - IM. Lo utilizziamo molto spesso qui in Casa Generalizia. Se lo desideri, anche tu puoi imparare di più intorno a questo mezzo di comunicazione e puoi sottoscriverti ad esso. CSSR-IM

E, ovviamente, devo ringraziare anche i lettori di SCALA per i loro contributi, indicazioni e commenti lungo tutto questo primo anno di esistenza. Sei tu lettore che rendi SCALA interessante e capace di essere un segno dei nostri sforzi per portare in questi nostri giorni l’abbondante redenzione a un mundo assetato di essa. Questo potrebbe essere pure un buon momento per ricordarti che stiamo progettando un annuario stampato del 2005, che si chiamerà "ORBIS", continuando con un nome che ha un’ampia tradizione nelle nostre comunicazioni redentoriste. Conterrá articoli lunghi in sette idiomi e foto a colori. Sarà disponible verso la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo.

Se poi senti nostalgia di noi durante l’estate, puoi entrare nell’archivio di SCALA in cssr.com e aggiornarti su temi anteriori che non hai ancora potuto leggere.

Ci vedremo quinde in ottobre, a meno che non sia prima, con el numero 10 di SCALA. Non ti dimenticare di inviarci tue notizie! E che tu possa godere di buone vacanze!

Grazia e redenzione a tutti!
Gary Ziuraitis, C.SS.R.


 

INDICE 

 Eventi

 VAI

 Notizie delle (V) Provincie e Regioni

 VAI

 In Spiritu Redemptionis

 VAI

 I Redentoristi fanno notizia

 VAI

 I Redentoristi fanno notizia nel Vaticano

 VAI

 Galleria di foto (solamente on-line)

 VAI

 Attività del Padre Generale e del  Consiglio  Generale

 VAI

 Giustizia e Pace

 VAI

 Dal sito web dei Redentoristi

 VAI

 Avvisi

 VAI

 


Eventi

Eventi notevoli e recentes nella famiglia redentorista. Per una lista completa di essi, vedere il "Sito" di Officialia.

Voti temporali:
Jonel César, Regione di Port au Prince, 7 febbraio 2004
Enel Constant, Regione di Port au Prince, 15 agosto 2004
Viller Constanvil, Regione di Port au Prince, 15 agosto 2004
Kristoffenson Alea y Soriano, Viceprovincia di Manila, 15 maggio 2005
Hernando Pérez, Provincia di Cebu, 21 maggio 2005
Leomel Jong Puerto, Provincia di Cebu, 21 maggio 2005
Shaun Silagan, Provincia di Cebu, 21 maggio 2005
Dominique Dang Tran Thien Thanh Tra, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Thomas Ho Duc Cuong, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Luong van Long, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Nguyen Cong Minh, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Pierre Nguyen Luong Bang, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Nguyen Manh Thuong, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Antoine Ngyuen Tan Hung, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Dominique Nguyen van Huyen, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Dominique Nguyen van Phuong, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Michel Pham Gia Lam, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Paul Touneh Han Tu, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Tran Dinh Phuong, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Vincent Vu Ly Bang, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Vu van Tien, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005

Voti perpetui:
Nickson Prédélus, Regione di Port au Prince, 7 agosto 2004
Jean Eddy Louis, Regione di Port au Prince, 7 agosto 2004
Arsenio Cuervo Vega, Provincia di Madrid, 24 maggio 2005
John Thanapoom Manamuti, Viceprovincia di Bangkok, 28 maggio 2005
Francis Somkiet Munsub, Viceprovincia di Bangkok, 28 maggio 2005
Peter Montri Onthale, Viceprovincia di Bangkok, 28 maggio 2005
John Mathee Srivorakul, Viceprovincia di Bangkok, 28 maggio 2005
Joseph Dinh van Cao, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Do Tuan Anh, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Duong Cong Dinh, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Jean Baptiste Le Trung An, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joachim Le Van Chinh, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Jean Baptiste Mai Minh Manh, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Paul Ngo Van Phi, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joachim Nguyen Chi Cong, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Jean Nguyen Ngoc Hai, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Joseph Pham Quoc Giang, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Pierre Pham Xuan Loc, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Dominique Tran That, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Jacques Vo Minh Quang, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005
Thomas d´Aquin Vu Quan Bang, Provincia di Vietnam, 27 Giugno 2005

Ordenazioni sacerdotali:
Fritz Abellard Thomas, Regione di Port au Prince, 8 febbraio 2004
Gilbert Peltrop, Regione di Port au Prince, 8 febbraio 2004
Jean Max Walter Souverain, Regione di Port au Prince, 8 febbraio 2004
Nickson Prédélus, Regione di Port au Prince, 30 gennaio 2005
Jean Eddy Louis, Regione di Port au Prince, 30 gennaio 2005
Arockia Sagaya Seelan Carvalho, Provincia di Bangalore, 16 aprile 2005
Siluvai Muthu, Provincia di Bangalore, 30 aprile 2005
Robert Russell Harrison, Jr., Regione del Caribe, 7 maggio 2005
James Kumar, Provincia di Bangalore, 7 maggio 2005
Patras Mundu, Provincia di Bangalore, 8 maggio 2005
Carlos Félix Tchimbowe, Viceprovincia di Luanda, 8 maggio 2005
Mateo Tancio Jr. Butlig, Provincia di Cebu, 10 maggio 2005
Jesus Sanito Umbac, Provincia di Cebu, 10 maggio 2005
Copernicus Jr. Perez, Provincia di Cebu, 10 maggio 2005
Joseph Royan, Provincia di Bangalore, 14 maggio 2005
Sarath Chandra Sagar Maddineni, Provincia di Bangalore, 18 maggio 2005
Maximiliano José Goytia, Provincia di Buenos Aires, 29 maggio 2005
Joseph Nguyen van Phuong, Provincia di Vietnam, 11 Giugno 2005
Pierre Do Minh Hien, Provincia di Vietnam, 24 Giugno 2005
Benedikt Kisters, Provincia di Colonia, 26 Giugno 2005

Elezioni:
Rvdo. P. Luís Rodrigues Batista, eletto Superiore Provinciale di San Paolo - Brasile.
Confermato il 8 Giugno 2005.

Rvdo. P. Glenn Michael Cecil de Cruz, rieletto Superior Viceprovinciale di Ipoh.
Confermato il 13 Giugno 2005.

Rvdo. P. Vicente de Paula Ferreira, eletto Superiore Provinciale di Río de Janeiro.
Confermato il 15 Giugno 2005.

Rvdo. P. José Augusto da Silva, eletto Vicario provinciale di Río de Janeiro.
Confermato il 18 Giugno 2005.

Rvdo. P. João Pedro Fernández, eletto Superiore Viceprovinciale di Luanda.
Confermato il 18 Giugno 2005.

Rvdo. P. Michal Zamkovský, eletto Superiore Viceprovinciale di Bratislava.
Confermato il 23 Giugno 2005.

Rvdo. P. Peter Slobodník, eletto Vicario Viceprovinciale di Bratislava.
Confermato il 23 Giugno 2005.

Rvdo. P. Joy Poonoly, rieletto Vicario Viceprovinciale di Alwaye.
Confermato il 27 Giugno 2005.

Nomine:
Rvdo. P. Thomas Mulanjananikal, nominato Superiore regionale di Colombo.
14 Giugno 2005.

Rvdo. P. Christopher Rohan Perera, nominato Vicario del Superiore regionale di Colombo.
14 Giugno 2005.

Rvdo. P. Sanath Kumara Fernando, nominato secondo Consigliere della Regione di Colombo.
14 Giugno 2005.

Rvdo. P. Dominic Dinh Minh Hai, nominato Superiore Viceprovinciale di Extra Patriam.
15 Giugno 2005.

Rvdo. P. Dominic Tran Quoc Bao, nominato Vicario Viceprovinciale di Extra Patriam
. 15 Giugno 2005.

Rvdo. P. John Bautista Pham Quoc Hung, nominato primo Consigliere della Viceprovincia di Extra Patriam.
15 Giugno 2005.

Rvdo. P. Peter Ngo Dinh Thoa, nominato secondo Consiguiere della Viceprovincia di Extra Patriam.
15 Giugno 2005.

Erezione di case:
Beato Methodius Dominik Trcka nella città di Stará L´umbovna, Slovacchia.
27 Giugno 2005.

Casa Seelos nella città di A. Hangdong, Chiang Mai, Thailandia.
30 Giugno 2005.

Soppressione di case:
St. James the Apostle nella città di Fajardo, Puerto Rico.
27 Giugno 2005.

Las Matas de Farfán, Repubblica Dominicana.
27 Giugno 2005.

Trasferimento di Casa di Noviziato:
Il noviziato di Vietnam è stato trasferito dalla casa di Mai Thon alla casa di Can Gio nella città di Thanh Pho Ho Chi Minh (Hochiminihville).

Decessi:
Rvdo. P. Thomas Francis O’Toole, 81, Provincia di Baltimore, 19 Giugno 2005
Rvdo. P. William Gerard Ratcliffe, 84, Provincia di Londra, 21 Giugno 2005.

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Notizie delle (V) Provincie e Regioni

Dublino, Irlanda
Incontro di Redentoristi in Capitolo elettivo
P. Tony Flannery, C.SS.R.

(Nota dell’editore: si raccoglie qui qualche paragrafo di una colonna apparsa il giugno scorso nella rivista redentorista “Reality”, pubblicata dalla Provincia di Dublino).

Noi Redentoristi irlandesi, ci riuniremo a Dublino per realizzare un Incontro particolare che si chiama Capitolo elettivo. Questa Riunione si fa ogni tre anni. Tutti noi Redentoristi che viviamo e lavoriamo in Irlanda ci riuniamo, durante una settimana insieme, con i rappresentanti delle nostre missioni straniere, eccetto molti confratelli anziani o ammalati. Eleggeremo i confratelli che ci governeranno durante i prossimi tre anni, discuteremo e cercheremo di prendere decisioni su temi urgente e del momento.

Saranno circa 100 i confratelli che prenderanno parte in questa Assemblea. C’è da dire che il nostro promedio di età è elevato. Io, con 58 anni, sarò ancora tra la metà dei più giovani della riunione. Ciò condizionerá, in certo modo, il nostro ordine del giorno. La maggioranza dei nostri confratelli sono giubilati, nella misura che ciò può dirsi di un sacerdote che oltretutto è religioso. Questi confratelli non possono esercitare fácilmente il nostro ministero più importante che è quello della predicazione di missioni, novene e ritiri nelle parrocchie e in altri luoghi dentro e fuori del paese. Si tratta di un lavoro difficile che, col passare degli anni, si fa ancor più pesante e che sempre esige una buona dosi di energie fisiche e mentali. In epoche anteriori, le entrate proveniente da queste attività ci davano pure da vivere, ma con un minor numero di operatori nell’attualità, e inevitablemente con un maggior numero di confratelli da mantenere, i temi di ordine economico ci occuperanno certamente durante la settimana. Le pensioni degli anziani sono attualmente la rendita più consistente delle nostre comunità.

Un altro tema che verrá discusso dall’Assemblea: studiare il da farsi con gli edifici che abbiamo. Teniamo ancora sette grandi proprietà: tre a Belfast, una a Dundalk, un’altra a Dublino, un’altra a Limerick, altra a Esker, oòtre a quella di Athenry, la nostra unica casa di campagna. Ora risulta che sono tutte troppo grandi per i nostri obiettivi attuali. Data la quantità di anzíani, il mantenimento di queste proprietà si fa piuttosto inutile. Poco tempo fa, persone appartenenti al Ministero della Salute e della Sicurezza Sociale visitarono alcune di esse arrivando alla conclusione che c’è bisogno di circa due milloni di Euro per metterle in condizione, al livello richiesto. Si devono prendere quindi alcune decisioni importanti e complicate.

Oltre a queste questioni pratiche, i nostri Capitoli dedicano generalmente un certo tempo al dibattito su ciò che noi chiamiamo il nostro apostolato. Siamo stati fondati più di 250 anni fa per essere predicatori straordinari della Parola di Dio, specialmente tra i poveri. Senza alcun dubbio, ascolteremo discorsi su questo tema che ci esorteranno ancora una volta a ritornare a ciò che chiamiamo il nostro carisma originale. Questi argomenti si odono durante molte conferenze, ricordando ai confratelli lo stile speciale che ci caratterizza. Questi discorsi vengono uditi con tutto respeto, ma non si prendono troppo in serio. In questa tappa della nostra vita, la maggior parte di noi sente che trattare di mantenere qualsiasi parcella Della nostra attività pastorale suppone una sfida abbastanza grande come per impedirci di pensar in qualsiasi altra iniziativa nuova o audace.

Qualcosa di simile succede quando si tratta della nostra vita in comune o vita di comunità come si suole chiamarla. Abbiamo un insieme di enunciati molto spirituali nelle nostre Costituzioni, che descrivono una vita in comune basata sulla carità e sul rispetto mutuo, su una profunda condivisione della vita, la fede e la orazione costante. I testi saranno letti nell’Eucaristia e all’inizio delle riunioni, ricordandoci qual è il nostro ideale.

La maggior parte di noi ha vissuto la vita religiosa durante 40 o 50 anni e fummo iniziati ad essa in un tempo in cui le relazioni personali e la prossimità con la gente erano viste con riserva. Imparammo il nostro stile di vita. Non sismo abituati ad una condivisione profonda con gli altri membri della comunità di qualsiasi cosa si tratti. Generalmente, la vita nelle nostre case è gradevole. Ci capiamo bene gli uni con gli altri e si respira un ambiente di distensione. Sono rimasti indietro i tempi delle strutture rigorose e dell’autorità oppressiva e la maggior parte di noi si sente abbastanza a gusto con la vita che si fa.

Venticinque anni fa, le sessioni del Capitolo erano riunioni intense ed appassionate, in cui si esprimevano opinioni profonde ed energicamente difese nei riguardi della nuestra vita e delle nostre attività pastorali. L’elezione dei nostri coordinatori poteva costituire pure una questione appassionata e generatrice di tensioni. Non è probabile che il nostro Capitolo si svolga così quest’anno. Le persone saranno più spassionate e l’atmosfera sará più rilassata. Pur tuttavia potrà sorgere ancora qualche fuoco di discussione accalorata quando si trattino certi temi come, per esempio, se dobbiamo vendere o no la nostra proprietà a chi offra di più o se, al contrario, dovremmo disporre della stessa in un modo che sia più solidario con i poveri. Si dovrebbe disporre di qualche somma per attendere meglio i confratelli anzíani? O si dovrebbe fare secondo le parole di Gesú': “Vendete ciò che avete e date il denaro ai poveri?”.


Baghdad, Irak
Ricostruire in mezzo al terrore e alla guerra
P. Ed Vella, C.SS.R.

Il Maggiore John Stone, che lavora in Operazioni Militari e Civili dell’esercito nordamericano, dirige la ricostruzione di una nuova scuola in una parrocchia di Baghdad affidata ai Redentoristi (vedere galleria di foto). Il Maggior Stone è cugino del P. Edward Vella, redentorista della Provincia di Denver. Pochi giorni fa, il Maggior Stone ha ottenuto che FOX NEWS óptese avere un’intervista con il P. Bashar durante un pranzo con il cappellano militare locale.

Il P. Bashar Matti Warda, C.Ss.R. è nato a Baghdad nel 1969, fu ordinato sacerdote di rito caldeo nel 1993, ed entró in Congregazione nel 1995. Ha fatto il noviziato in Irlanda ed ha studiato teologia morale a Lovanio. Di ritorno a Baghdad, nel 1999, fu professore di teologia morale nel Collegio Filosofico e Teologico Babel. Nel 2001, la Chiesa dei Caldei chiese ai Redentoristi che prendessero a carico la Parrocchia di Sant’Elia, la seconda maggiore parrocchia dell’Irak, con 2.500 famiglie. Da allora egli ne è il parroco.

Dice il P. Bashar: “Dalla liberazione dell’Irak, i Redentoristi hanno cercato di lavorare con l’Esercito degli Stati Uniti per aiutare tutta la popolazione della zona, tanto mussulmani come cristiani. Viviamo in un suburbio di Baghdad dove ci sono molte famiglie povere. Il 1° di agosto 2004, ironicamente il giorno della festa di Sant’Alfonso, un automobile scoppiò di fronte alla porta della chiesa di Sant’Elia dopo la messa domenicale. Fu la prima chiesa ad essere attaccata. In settembre del 2004 abbiamo deciso di aprire una scuola per i bambini delle vicinanze. Questa è diventata una forma di aiutare allo sviluppo di un futuro di pace per l’Irak, e in un mezzo anche di predicare il Vangelo al popolo iracheno, sia per mussulmani come per i cristiani.


Irak
Abu Ghraib
P. Peter Sousa, C.SS.R.

Il P. Peter Sousa, C.SS.R., è membro della Viceprovincia di Richmond, degli Stati Uniti, e compagno di ordinazione del P. Generale. Adesso lavora attivamente come cappelleno dell’Esercito degli Stati Uniti. Egli ci scrive così: “Saluti dal Medio Oriente. Ora sono in Kuwait e mi sto recando ad Abu Ghraib. Vi manderò alcune notizie su ciò che stá succedendo là. Sò che eticamente e moralmente siamo obbligati ora a mantenerci ai livelli più alti ed una parte del lavoro consisterá in visitare ospitali - esattamente durante le prime ore della mattina – giustamente perché la nostra presenza impedisca qualsiasi maltrattamento ai prigionieri. Il nostro ospedale è quello che presta il primo soccorso a tutti i prigionieri. Vi prego che vi ricordate di mé nelle vostre orazioni”.


Brasile
Rio de Janeiro
Congresso o su san Gerardo Majella

Nota editoriale: In quest’Anno Gerardino, ci giunge dal Brasile un resoconto sul loro Congresso Gerardino. Anche Materdomini ha tenuto un convegno in giugno, in seguito vi riferiremo anche su quest’evento.

Il Congresso su san Gerardo Majella è diventato parte della storia Redentorista in Brasile. Il totale dei partecipanti (sacerdoti, fratelli, studenti professi, altri seminaristi e missionari laici) ammonta a 198, riuniti dal 9 al 13 maggio 2005. Tutte le nove Unità redentoriste in Brasile erano rappresentate. Il Convegno era tenuto nella casa di ritiri San Josè in Belo Horizonte, recentemente rinnovato e inaugurato, dove è stato aggiunto un terzo piano e dove tutte le stanze sono diventate appartamenti alimentati con energia solare. La casa era ottima!

Il tema del Congresso era “Santità e vita quotidiana”: il mistero e la missione, la santità delle porte aperte. I conferenzieri hanno dato al Congresso un tono serio e positivo. P. Carlos Palacio, S.J e la teologa Dr. Maria Clara Binguemer, hanno creato entusiasmo tra i partecipanti.

P. Carlos ha parlato delle sfide della vita religiosa. Proprio come richiesto in ogni situazione, anche Gerardo sviluppò la sua santità con grande sforzo. Possiamo percepire in quel tempo e anche oggi che il modello della fede era ed è Gesù, la sua persona, il suo carisma, la sua missione. La radice di un qualsiasi sviluppo che propone di essere religiosi richiede di essere regolato dalla vita e dalla persona di Cristo.

La storia di Gerardo è un’attraente avventura, che incanta e sorprende. Una tale intimità col mistero suscita nel cuore una sete per il di più. Questo era ciò che ognuno avvertiva dopo la condivisione con la teologa Dr. Maria Clara Binguemer. Come immaginare che ci possa essere una così tale divina presenza in tanta fragilità? Sulla tavola della carne di Gerardo il divin Maestro scrisse la legge dell’amore: amore per il vicino, per il povero, per il bambino, per le vedove; qui l’affetto trovò la sua espressione più forte. La “pazzia” del santo fu il frutto di un’intimità scritta nel suo corpo, nelle sue azioni, in tutta la sua vita, per cui egli era, più di ogni altro, un amico di Dio.

Guidati da P. Márcio Fabri dos Anjos, C.Ss.R., che parlò dell’idea di santità nell’evoluzione della vita religiosa, abbiamo percepito che la santità di Gerardo era molto in linea con i tempi nei quali ha vissuto. Comunque, la sostanza del cammino spirituale di san Gerardo risiede nella ricerca, e tutti noi siamo chiamati ad una crescita spirituale graduale, seguendo lo stesso tracciato.

P. Noel Londoño, C.Ss.R., dalla Provincia di Bogotá, Colombia, ha passato in rassegna la vita di san Gerardo, suscitando curiosità e allo stesso tempo controversia. Ci ha parlato del contesto storico e sociologico nel quale Gerardo visse. La formazione della leggenda, del nome, dei meravigliosi eventi sulla persona di Gerardo è intimamente connessa alla mentalità del tempo, quando il santo appartenne moltissimo alla gente, per la quale Gerardo era uno di loro, un prodotto del tempo e del luogo. Un tempo nel quale la fede aveva bisogno di un corpo, quando aveva la faccia del povero, quando era la totale dedizione di sè attraverso l’abnegazione e la penitenza. Gerardo apparteneva a Dio poiché era della gente - o era della gente poiché apparteneva a Dio? Ancora una volta era P. Noel Londoño che spiegava la dimensione della santità di Gerardo in termini di relazione tra la gente e il santo stesso. Il corpo di Gerardo era sorgente di grazia, anche dopo la morte. La santità penitenziale di Gerardo era tale che il suo corpo acquistava valore. Era un posto-dimora per il divino. Era una benedizione per la gente del suo tempo.

I mini-corsi all’interno del Congresso erano anche una piacevole sorpresa per i partecipanti con la loro competenza e una positiva atmosfera. Essi hanno messo in risalto le varie dimensioni del lavoro pastorale, della santità e della vita quotidiana, della questione femminile e del sacro e della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo. La nostra partecipazione nella costruzione del Regno di Dio qui e ora, nella nostra storia, nelle nostre case, nei nostri tempi era un importante punto di riflessione.

Una serata culturale era tenuta il giorno 10: musicisti dalla Scuola Barocca di Belo Horizonte ha eseguito alcune opere di sant’Alfonso, “Cantata della Passione” e il “Duetto tra l’anima e Gesù Cristo”, con strumenti del tempo, come richiesto dallo spartito originale: clavicembalo, violino, violoncello e tromba, con voci di tenore e soprano. La voce soprano era quella dell’apprezzata cantante d’opera, Silvia Klein. Per la grande sorpresa della maggioranza dei confratelli, il vescovo Lélis Lara, C.Ss.R. fungeva da regista e un ex Redentorista, Luciano Mendes, era il direttore. Questa era la prima audizione dal vivo per i Redentoristi in Brasile. La maggior parte non avevano mai sentito questa particolare opera del nostro Fondatore.

La sera del 12 i partecipanti al Congresso si sono recati alla gremitissima chiesa di san Giuseppe al centro di Belo Horizonte per la concelebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo Walmor Oliveira de Azevedo. Egli non ha lasciato cadere l’occasione di effondersi nel più generoso degli elogi per i Redentoristi in Belo Horizonte sin dalla fondazione della città stessa. Questa parrocchia, con centocinque anni di vita, fu creata nei primi tempi della città e sin dall’inizio è stata sotto la cura dei Redentoristi.

L’ultimo giorno del Congresso fu riservato ad un pellegrinaggio a Curvelo, 155 chilometri da Belo Horizonte, dove tutti si diressero alla Basilica di san Gerardo, l’unica e sola dedicata a san Gerardo nel mondo intero. Circa 1.000 persone si aggregarono ai partecipanti da cinque scuole municipali e al sindaco della città in una marcia per la solidarietà e la pace. L’Arcivescovo di Diamantina, Paulo Lopes de Faria, presiedette la celebrazione , durante la quale ha enfatizzato l’importanza della presenza Redentorista nella sua archidiocesi. Immediatamente dopo, tutti erano invitati a radunarsi nel giardino della casa Redentorista, dove rappresentanti di ogni (Vice-) Provincia sono stati incoraggiati da P. Dalton Barros de Almeida a piantare un albero, chiamato ipê, a memoria del pellegrinaggio.

P. Dalton, Superiore Provinciale e al contempo anima del Congresso, commentò che tutta l’atmosfera era estremamente positiva, entusiasta e amichevole. Molti confratelli avevano sentito parlare di Gerardo, ma in realtà conoscevano poco di lui. La storia di Marcel Van, un fratello Redentorista in Vietnam, scritta in maniera illustrata, un testo di prima classe, fu diffusa insieme alle Visite al Santissimo Sacramento di sant’Alfonso, recentemente riscritte da P. Noel Londoño in spagnolo e tradotte in portoghese da P. Dalton.

Anche il P. Vincenzo de Paula Ferreira, il Superiore recentemente eletto della Provincia di Rio de Janeiro ha dato le sue impressioni sul Congresso : “tutto l’itinerario della settimana era molto speciale con le sue celebrazioni, le conferenze, i mini corsi, le attività culturali e tutto questo era impregnato della fraterna convivialità dei Redentoristi. In ogni momento c’era il dolce gusto di essere un Redentorista. Illuminati da così tante cose, eravamo ispirati anche a vivere la nostra santità quotidiana e a gettare i semi di una nuova epoca per la nostra Chiesa e la Congregazione. L’Unione dei Redentoristi in Brasile merita lode per l’unità, la Provincia di Rio de Janeiro per aver accolto e coordinato un così grande evento e P. Dalton per la brillante coordinazione di tutto il processo organizzativo dell’evento.

Nelle parole di elogio di Anna Paula, una missionaria laica Redentorista da Juiz de Fora, il Congresso su san Gerardo era un tempo eccezionale di grazia, ricco di esperienze, preghiera e condivisione. Abbiamo rivissuto in una settimana la storia di un popolo e del suo santo, memorie dettagliate dei passi intrapresi da Gerardo nel suo semplice e incantevole passaggio nel mondo. Rivivere la vita di un santo è un dono. Rivivere i passi di Gerardo, essere capaci di comprendere il suo mondo, il suo contesto, fu un’esperienza unica di amore. Essa ci fa capire che la fede e la vita sono intimamente connesse. Proprio per questa ragione, in questo Congresso , noi siamo stati anche capaci di rilassarci, di ridere gli uni con gli altri, cantare, giocare e vivere insieme come fratelli e sorelle.

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In Spiritu Redemptionis

Una nuova creazione
Sean Wales, C.SS.R.

C’è un’espressione italiana che dice “traduttore traditore”. Anche usando la nostra lingua ci rendiamo conto di come a volte le parole ci tradiscono. Non abbiamo bisogno di essere predicatori per accorgerci di quanto inadeguate siano le nostre parole, anche le più sottili, anche se esse ci sono di aiuto. Nell’ambito delle relazioni umane noi abbiamo trovato anche a nostre spese come parole persino innocenti possono tagliare o ferire; come anche abbiamo imparato quanto irrimediabili siano certe nostre parole.

Quando poi si tratta dei misteri della fede siamo pronti ad accettare i limiti del linguaggio. Davvero, alcune delle menti teologiche più eccelse hanno rifinito il discorso religioso in uno strumento decisamente preciso, ma noi sappiamo che ogni linguaggio si rivela poca cosa rispetto al mysterium tremendum et fascinosum. Poiché non possiamo pensare fuori delle categorie di spazio e tempo, noi non possiamo esprimere quelle cose che sfuggono alla nostra comprensione. E’ noto che Wittgenstein riconobbe ciò a conclusione delle sue Investigazioni Filosofiche: “quanto a ciò di cui non si può parlare, si deve fare silenzio”.

Noi dobbiamo comunque proclamare il mistero della fede. Dobbiamo trovare alcune parole per tenere insieme ciò che riusciamo ad afferrare delle meravigliose opere di Dio. La teologia tenta sempre di formulare un linguaggio per Pasqua, un linguaggio per la nuova creazione. Mentre siamo disposti a pensare e parlare in una sequenza lineare e temporale, ad esempio la nascita, la vita, la morte, ecc., quando noi cerchiamo di parlare di Gesù, un simile approccio non può rendere giustizia all’esperienza di fede. Durrwell parla di “un’eterna nascita nella morte”, per esprimere l’idea per cui nella sua risurrezione Gesù non si è lasciato la morte dietro. Egli era glorificato nella sua morte e rimane nello stato della Pasqua ebraica, essendo redenzione per noi. “Il dare la vita da parte di Gesù richiedeva che egli rimanesse nel mistero della sua morte, nel suo morire al cospetto del Padre, e nel ricevere la vita dal Padre” (p.32).

Una conseguenza di questa intuizione per cui la morte e la risurrezione del Cristo sono una sola cosa, é che qualsiasi incontro col Cristo oggi è sempre un incontro col Cristo “nel suo morire come nel suo risorgere”. Noi ci riferiamo non solo al Cristo in quanto Redentore, ma al Cristo nel suo agire che ci redime.

Nell’eucaristia noi lo riceviamo in quanto sacrifica sé stesso “per noi e per la nostra salvezza”. Nella sua parola noi ascoltiamo uno che ci sta salvando . Questo è un nuovo linguaggio per una nuova creazione. Può accadere che l’arte cristiana (specialmente nella tradizione bizantina) ha trovato maniere per esprimere questo mistero in una maniera più convincente. Forse la stessa musica cristiana può riportare vita e morte in una maniera più evocativa.

Qualunque sia il mezzo, ciò che conta è che noi stessi entriamo nel mistero: “Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio ” (2 Cor 5:17). La nostra musica, la nostra arte, il nostro linguaggio, i nostri simboli, le nostre relazioni, tutto è un riflesso dello spirito della nuova creazione. Come Paolo aggiunge “perché noi possiamo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (v.21).

Una conseguenza davvero drammatica del Mistero Pasquale è che nel Cristo Redentore noi siamo chiamati non solo a restaurare ciò che era perduto nel passato, ma a trasformare tutto nella creazione. Noi non guardiamo indietro allo status quo anteriore sperando che sia restaurato tutto ciò che era buono; noi siamo chiamati a guardare avanti verso una nuova creazione, a un mondo trasformato nella sua vera essenza.

La nostra “maniera di essere” (Costituzioni e Statuti) ci chiama ad essere “più intimamente assimilati al mistero pasquale” (C. 50). Ciò richiede (C.41.1) che diamo tutta la nostra attenzione a “rivestire l'uomo nuovo, fatto a immagine di Cristo crocifisso e risorto dai morti, purificando la nostra maniera di giudicare e di agire”. Pertanto “mentre annunziamo la vita nuova ed eterna, dobbiamo essere davanti agli uomini segni e testimoni della potenza della risurrezione di Cristo” (C. 51).

E’ da sperare che continuiamo ad apprendere il linguaggio della nuova creazione nelle nostre comunità, che portiamo i valori della “vita nuova ed eterna” ai nostri incontri provinciali, capitoli, assemblee, come anche nel nostro ministero. Prima di tutto dobbiamo essere segni e testimoni della risurrezione l’uno per l’altro.

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I Redentoristi fanno notizia

Bolivia
Cardinale Julio Terrazas Sandoval, C.SS.R.
Preso da London Tablet

La Chiesa interviene come pacificatrice in Bolivia. Questa settimana, i vescovi della Bolivia si sforzano strenuamente di mettere d’accordo tutte le parti in conflitto in un litigio che minaccia di distruggere il loro paese. Le possibilità di esito sembrano lontane, nonostante l’invito del Papa Benedetto XVI perché ciascuna parte dimostre il suo senso di responsabilità e si sieda a negoziare in maniera aperta e sincera nelle “conversazioni di pace”. Il Card. Julio Terrazas Sandoval, Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, come pure la Conferenza Episcopale hannno accettado di mediare tra il Governo e il Presidente Carlos Mesa, da una parte, affetti da gravi problemi socio-politici, e, dall’altra, i militaristi di origine etnico, politico e regionale tra altri aspetti. Il fine di settimana, 4-5 di giugno, il Caridinale mantenne alcuni primi contatti con i presidenti del Governo e del Congresso, ma sembra che i progressi ottenuti sono stati scarsi. Il 6 di giugno, il Presidente Mesa presentó la sua rinuncia per la seconda volta in tre mesi e rimise al Congresso che decida di accettarla o no. Il Congresso aspettò fino alla sua riunione del giovedì per vedere se effettivamente la accettava o la rifiutava.

(Di fatto il Parlamento di Bolivia ha accettato le dimissioni di Mesa e, come Presidente provvisorio fino alle nuove elezioni politiche, ha designato sembra, il Presidente del Tribunale).


Dublino, Irlanda
Rivista cattolica tradizionalista attacca un Redentorista innocuo di Limerick
Brendan Halligan, giovane impegnato di Limerick, 21 maggio 2005

Sará che i Redentoristi - forse più identificati con Limerick che con qualsiasi altra città del mondo, inclusa Napoli, terra del loro fondatore S. Alfonso Maria de’ Liguori – si trovano di fronte alla condanna eterna che detta la stampa? Faccio la domanda dovuto ad un attacco pubblicato nell’ultimo numero della rivista tradizionalista cattolica “The Bradsma Review”, che ha molti lettori a Glenstal. L’obiettivo di questo attacco è il P. Gerry Moloney di Limerick, figlio di Breda e di Michael Doon e fratello di Margaret, Mary, Rodger e Tom.

El P. Gerry Moloney è Director dell'Editoriale redentorista ed edita la pur redentorista rivista Reality, che si pubblica mensilmente in Irlanda. Ma è nella sua qualità di editore della rivista Face Up, attraente per la gioventù, ciò che ha scatenato le ire del nemico.

Un colonnista anonimo de Bradsma cita in un articolo deplorevole ed aggressivo il contenuto di una supposta cartolina postale del P. Gerry in cui questi riconoscerebbe – secondo il colonnista – che è una testa matta, come pure quanto segue, a lui attribuito: “Vivo con una tremenda preoccupazione. Mi sento stressato perfino nelle cose più piccole, come se, per esempio, la rivista uscirà in tempo, o se vesto alla moda, o se Liverpool riunirá le condizioni necessarie per la champions leage” di quest’anno”.

E Bradsma continua dicendo: “Non è possibile parodiare meglio questi Redentoristi! Sono più comici di quanto mai conseguì esserlo Dermot Morgan. Sembra che in tutto ciò che fanno, i Padri non ne indovinano una. Non sempre furono senza peccati, almeno a Limerick, ma, sia come sia, stanno facendo un bene immenso alla città, alla contea, al paese. Negli ultimi anni sono stati tacciati da conservatori, e nientemeno che a Limerick! Ora il loro peccato è il liberalismo. Vanno sempre dalla parte storta”.

Il fariseismo di Bradsma non ha altra spiegazione che la pura invidia professionale. Ma se il P. Gerry, sacerdote esemplare e brillante periodista popolare, deve essere condannato perché parla oggi con i giovani con il loro proprio linguaggio, dove andremo a finire? Vorranno attaccare la strategia comunicativa di Nostro Signore, che pure parlò nel linguaggio del suo tempo, le parabole?

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I Redentoristi fanno notizia nel Vaticano

Il Papa Benedetto XVI fa la prima nomina di un Redentorista Vaticano
P. Sabatino Majorano

Il 21 di maggio, il Papa Benedetto XVI ha nominato, per un periodo di cinque anni, il P. Sabatino Majorano, membro della Provincia di Napoli e Preside della nostra Accademia Alfonsiana, Consultore della Congregazione per la Causa dei Santi.

Il P. Giuseppe Orlandi, della Provincia di Roma, e il P. Adam Owczarski, della Provincia di Varsavia, membri ambedue della Comunità di Sant’Alfonso a Roma, sono pure Consultori di questo stesso Dicastero. Anche il P. Antonio Marrazzo, della Provincia di Napoli, lavora in stretta collaborazione con lo stesso Dicastero, nella sua qualità di Postulatore Generale Redentorista.

Altri Redentoristi che lavorano come Ufficiali delle Congregazioni vaticane sono: il P. Fernando José Monteiro Guimaraes, della Provincia di Río de Janeiro, che è capo dell’Ufficio della Congregazione per il Clero; il P. Réal Tremblay, della Provincia di Sant’Anna di Beaupré, che è Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede; e il P. Superiore Generale, che è membro del Consiglio dei 16, e si riunisce tre volte all’anno con la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

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Galleria di foto   (solamente on-line)

1.Suore Redentoriste di Merrivale, Sudafrica, insieme con il Cardinale Wilfrid Napier, arcivescovo di Durban: |Fila di dietro: Sr. Eleanor, priora; Cardinale Napier; Sr. Alice. Fila prima: Sr. Anne Marie; Mary Ann, postulante (ora già novizia); Sr. Alphonsina Mary, Verónica, postulante (ora già novizia); Sr. Joan Culver, in visita, proveniente da Liguori, USA.

2. Membri del Capitolo formato dalle quattro Provincie di Colonia, Flandrica, Amsterdam ed Helvetica, riuniti in primavera per preparare la nuova Provincia di San Clemente che sará inaugurata il prossimo 1° di agosto. Speriamo di poter offrirvi nel prossimo numero di ottobre un articolo completo su questo evento.

3. Il Cardinale Julio Terrazas, C.SS.R., arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, Bolivia. Recentemente, la mediazione realizzata dal Card. Terrazas in nome della Conferenza Episcopale non ha potuto risolvere la crisi politica prodotta tra i politici del paese e il presidente di Bolivia che alla fine ha dovuto presentar le sue dimisión.

4. 26 di giugno, festa Della Madonna del Perpetuo Socorro. Le foto che appaiono si riferiscono alla celebrazione liturgica del giorno e alla processione che, come chiusura della Novena celebrata in suo onore, si tenne dopo l’Eucaristia lungo la Via Merulana e le vie adiacenti. Le comunità di fedeli di lingua polacca e inglese, oltre a quella italiana, appartenenti al Santuario, si sono unite in un’unica celebrazione per onorare l’immagine Della Madonna venerata in Sant’Alfonso.  1, 2, 3, 4, 5, 6

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Attività del Padre Generale e del Consiglio Generale

Ti piacerebbe sapere dove stanno i membri del Governo Generale in un determinato giorno dell’anno o che cosa stanno facendo? I seguenti indirizzi Web per i vari idiomi ti facilitano il calendario del Governo Generale.

http://www.cssr.com/calendars/CalIT.htm

Questi indirizzi si trovano come e-links nella nostra Web cssr.com nella Zona di Membri e richiedono passwords o contrassegno. Se ancora non ce l’hai, vedi lí stesso la forma di ottenerlo dal Segretario Generale.

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Giustizia e Pace

Sintesi dell’opera: “Finirla con la fame! Fin dove possiamo arrivare?
Obiettivi della ONU per lo sviluppo in questo Millennio

Lo scrittore Dr. Bruce Duncan è un sacerdote redentorista che ha studiato Scienze politiche ed economiche nell’Università di Sydney. Dal 1986 insegna giustizia sociale e scienza dello sviluppo nella Unione Teologica Yarra di Melbourne.

Il presente foglietto sostiene che, prestando un forte appoggio agli obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo in questo millennio, l’Australia potrebbe aiutare a:
·salvare la vita di 30 milioni di bambini;
·liberare dalla fame 250 milioni di persone;
.elevare il livello di vita di 500 milioni di persone che vivono nella povertà più estrema (con una rendita inferiore a 1 dollaro per giorno).

Le due idee maestre del libretto sono:
1. il mondo può realmente sradicare le fame se c’è volontà politica per farlo; e
2. ciò può conseguirsi con relativa rapidità, date le abbondanti risorse di cui disponiamo, incluso trasferendo all’aiuto per lo sviluppo anche se fosse solo una piccola parte delle spese fatte per gli armamenti. Attualmente, il mondo spende 20 volte di più in armi che in aiuti allo sviluppo.

Durante anni, economisti di prima fila e studiosi dello sviluppo son venuti affermando che la fame e la povertà non dovrebbero esistere più nel nostro mondo di oggi. Jeffrey Sachs, dell’Università di Columbia, scrisse che, per la prima volta nella storia, il mondo si trova a poca distanza dalla fine della povertà globale. Ciò che manca è la volontà politica di conseguirlo.

Insieme con altri lider mondiali e figure religiose, il Papa Giovanni Paolo II esortó a più riprese le persone coscientizzate a rispondere energicamente alla sfida che suppongono migliaia di milioni di poveri e ad assumerne la causa. Li invitó ad una movilizzazione della coscienza sociale per svegliare la volontà dei politici in vista di eliminare la fame e la povertà.

Gli obiettivi per lo sviluppo in questo Millennio si propongono come meta fino al 2015 di ridurre alla metà il numero di persone tormentate dalla fame e dalla povertà. Il piano delle Nazioni Unite richiede una stretta collaborazione tra le nazioni ricche e quelle povere, affidando la maggior parte del lavoro ai pae in vias di sviluppo. Gli obiettivi che si pretendono sono:
. garantire l’educazione primaria completa a bambini e bambine, difendere l’uguaglianza tra i sessi e promuovere la donna;
· ridurre dei 2/3 la mortalità infantile per bambini minori di cinque anni, e dei 3/4 la mortalità delle partorienti;
. invertire la diffusione delle malattie contagiose, specialmente l'AIDS, la malaria e la tubercolosi;
. conservare e migliorare il medio ambiente, riducendo alla metà il numero di persone che soffrono la mancanza di acqua potabile.

L’Obiettivo Nº 8 chiede una nuova società globale che dupplichi l’aiuto economico internazionale e apra i mercati per permettere che i paesi più poveri partecipino in un sistema mercantile più giusto. Lì stesso si chiedono anche migliorie nel governo dei paesi in via di sviluppo, riduzione del debito estero e l’accesso alla produzione di medicamenti.

L’aiuto esterno dell’Australia negli ultimi cinque preventivi fu l’equivalente al 0,26 % del prodotto interno bruto, il più basso in 35 anni. Comparando ciò con l’obiettivo del 0,7 % proposto dalle Nazioni Unite, si vede chiaramente che l’Australia deve almeno dupplicare il suo aiuto.

La generosa risposta del Governo e del nostro popolo in occasione del disastro dello tsunami in Asia indica che l’Australia potrebbe fare molto di più per superare la fame. Investigazioni svolte nel 2001 indicavano che l’85 % degli australiani era a favore dell’aiuto all’estero e che quasi il 60 % degli stessi dichiarava di aver dato effettivamente il proprio aiuto personale.

Insieme con l’Inghilterra, l’Australia potrebbe veramente cooperare per fare della povertà assoluta e della fame una pagina passata della storia.


Australia
Come possono i Redentoristi appoggiare la Campagna contro la fame e la povertà nel Mondo?
Bruce Duncan CSsR

Bruce Duncan è specialista in Storia ed Etica Sociale alla ‘Yarra Theological Union’, Melbourne, Australia. E’ autore di un foglietto di 38 pagine con il titolo: Ending Hunger – how far can we go? (Finirla con la fame – Fin dove possiamo arrivare?), (Sydney: Australian Catholic Social Justice Council, 2005) che riflette sugli Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio che è stato promosso all’ONU.

I Redentoristi di tutto il mondo si sentono molto preoccupati per il problema di centinaia di milioni di persone che patiscono la fame e povertà estrema nel mondo, sforzandosi di elevare il loro livello di vita, a volte in situazioni molto difficili e di estremo pericolo.

Difficilmente possiamo evitare di collegare questo dramma Della fame nel mondo di oggi con la scena del Giudizio Finale che descrive San Matteo nel suo vangelo quando Dio chiede conto a quelli della sua sinistra e della sua destra di come hanno risposto all’affamato, al malato e al senza tetto. In questo passaggio, la sola pietà senza una preoccupazione attiva per gli afflitti e per coloro che soffrono non conta nulla in assoluto agli occhi di Dio.

La solidarietà con i poveri e gli emarginati della società è un messaggio costantemente ripetuto durante anni dal Papa Giovanni Paolo II e dai pastori della Chiesa. Questo stesso messaggio appare, d’altra parte, come un tema prioritario incluso nelle nostre proprie e rinnovate Costituzioni redentoriste. Ciò richiederebbe un esame sulla nostra vita e sul nostro lavoro, dato che molti di noi vivono la propria vocazione in un modo più chiaro, impegnato ed evangelico, specialmente attraverso la predicazione delle missioni e la realtà delle devozioni popolari.

Il tema è: In quale modo possiamo dare un maggior appoggio all’attuale campagna per diminuire la fame e la pobreta estrema nel mondo? E, in maniera più concreta, come potremmo collegarci con lo sforzo delle Nazioni Unite sul tema dei suoi Obiettivi di Sviluppo per il nuovo Millennio? Qual’altra cosa, come credenti, potrebbe interessarci più profondamente di ciò, ed in particolare modo nel nostro caso di religiosi?

Inoltre, i periti economisti ci vengono dicendo da diversi anni che con le nostre grandi risorse attuali nessuno dovrebbe patire oggi nel mondo la fame né dovrebbe trovarsi in una situazione di estrema povertà. La fame e la povertà permangono non in forza di una fatalità economica, ma per ragioni politiche, a causa della guerra e della mancanza di buona organizzazione.

Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio
Nell’anno 2000, 189 paesi firmarono la Dichiarazione del Millennio, impegnandosi a ridurre alla metà il numero di persone che soffrono la fame o stanno vivendo in diverse situazioni di estrema povertà (cioè, vivendo con meno di un dollaro USA diario) prima del 2015. Ciò riflette la intensa pianificazione e l’investigazione che durante molti anni hanno realizzato centinaia di esperti nel tema dello Sviluppo, coordinati dalle Nazioni Unite. Con gli 8 Obiettivi dello Sviluppo per il Millennio, si configurano alcune mete chiare da raggiungere. Ogni paese dovrebbe studiare la sua propria pianificazione in maniera dettagliata con lo scopo di vedere come conseguire detti Obiettivi.

Gli Obiettivi di Sviluppo dell’ONU per il Millennio vengono descritti in otto paragrafi:
1. Ridurre alla metà, prima del 2015, il numero di persone che hanno fame - attualmente intorno a 800 milioni - o che si trovano in situazione di estrema povertà.
2. Scolarizzare, per dar una istruzione elementare tanto ai bambini come alle bambine.
3. Promuovere l’uguaglianza dei sessi e la dignità della donna, specialmente nella istruzione a livello di secondaria.
4. Ridurre fino di due terzi la mortalità infantile di minori di cinque anni.
5. Migliorare la salute materna e ridurre di tre quarti la mortalità tra le partorienti.
6. Interrompere o invertire la proliferazione di malattie contagiose, includendo l’AIDS, la malaria e la tubercolosi.
7. Mantenere e migliorare il medio ambiente, e ridurre alla metà il numero di persone che mancano di acqua potabile.
8.Promuovere un tipo di solidarietà globale per lo Sviluppo con:
   ·Sistemi di mercato e di economie aperte
   ·Buoni governi
   ·Ridurre il peso del debito estero, o cancellarlo, per i paesi impoveriti, offrendo loro anche aiuti più generosi come pure nuove opportunità commerciali
   ·Accesso a medicamenti raggiungibili
   ·I benefici che apportano le nuove tecnologie.

Solamente è possibile immaginare la differenza che potrebbe esistere nelle relazioni internazionali e nel dialogo tra le religioni più importanti se tutti, con l’aiuto deciso dei Paesa più ricchi, concentrassero le loro energie e risorse per alleggerire la fame e la pobreta ovunque. Ciò supporrebbe uno stimolo molto più umanitario e attrattivo verso la democrazia che qualsiasi attacco o guerra preventiva.

Come possiamo cooperare noi Redentoristi?
Noi Redentoristi siamo molto coscienti che, pur essendo una organizzazione di carattere internazionale, siamo anche relativamente pochi in numero e le nostre risorse sono molto modeste. Tuttavia, dobbiamo aiutare la Chiesa e l’insieme più ampio dell’opinione pubblica a promuovere una decisa azione in pro degli Obiettivi per il Millennio. Senza alcun dubbio, ci saranno critiche contro certi aspetti di questi Obiettivi e farse anche opportunità per indrodurre alcune miglioria, ma l’intenzione generale che soggiace agli stessi è sommamente morale e un enorme segno dei tempi come pure della messa in pratica della solidarietà a scala mondiale. Nulla di simile si è mai vista prima nella Storia.

Questo sforzo per ridurre la fame e la povertà in maniera rapida può fallire, tuttavia, se l’ opinione pubblica non se situa in modo più tassativo dietro gli Obiettivi per il Millennio e obliga i governi dei paesi più ricchi a mettere a disposizione di tali Obiettivi le risorse e i fondi necessari per renderli effettivi. Ovviamente la maggior parte del lavoro deve farsi nei paesi in via di sviluppo affinché essi stessi raggiungano gli Obiettivi.

E’ qui che entrano in gioco la nostra predicazione e la nostra conessione con la realtà del mondo. Il messaggio che dobbiamo portare è la Notizia estremamente Buona. Molti periti economisti e molte organizzazioni internazionali ci dicono che contiamo con le risorse disponibili e con l’esperienza sufficiente per impedire che la fame e la pobreta disumana si estendano come pure per farlo in un tempo relativamente rapido in tutto il mondo. Finora mai è stato il mondo in una condizione così fortunata e favorevole per dire e fare una cosa simile!

Se quanto detto è vero, noi siamo chiaramente di fronte ad una obbligazione morale. Perciò, dobbiamo fare tutto il possibile per informare la gente riguardo a queste reali opportunità di promuovere una coscienza pubblica che garantisca l’appoggio politico e il contributo economico dei governi affinché pongano da parte loro tutto il necessario e quanto stia nelle loro mani.

Ricordiamo ciò che il Papa Giovanni Paolo II disse il 16 ottobre del 2003, nella Giornata Mondiale della Fame nel Mondo: “Come possiamo rimanere silenziosi quando ci confrontiamo con la persistenza del dramma della fame e della povertà estrema in una epoca in cui l’Umanità, più che mai, ha la capacità di condividere le sue risorse in una maniera più giusta ed equitativa?”

Nel suo messaggio a motivo della Giornata Mondiale della Pace, nel 2000, il Papa Giovanni Paolo II sottolineò anche che la povertà di migliaia milioni di uomini e donne è “Il tema che più sfida la nostra coscienza umana e cristiana”. Chiese allora ripetutamente una gigantesca mobilitazione della coscienza sociale affinché il mondo contribuisca con decisione a raggiungere gli Obiettivi per il Millennio.

Non è facile capire in che modo noi, Redentoristi, dobbiamo rispondere a questo invito. Da una parte, possiamo riconoscere che questo problema della fame e della povertà nel mondo è di una importanza storica così enorme che può competere o incluso eclissare quella dell’abolizione della schiavitù. D’altra parte, noi Redentoristi siamo disseminati per il mondo intero e la nostra risposta dev’essere diversa secondo le circostanze.

Tuttavia, sarebbe possibile per noi, come Congregazione, contribuire a diffondere e ad illustrare gli Obiettivi per il Millennio come risposta pratica agli stessi, inserendola nella nostra predicazione e nel nostro lavoro? Potremmo aiutare a svegliare la coscienza sociale delle persone che entrano in contatto con noi?

Gli Obiettivi per il Millennio potrebbero offrirci, di fatto, una forma originale che varrebbe la pena incorporare, come obiettivo comune, nel nostro lavoro di Redentoristi, non facendo le stesse cose che fanno gli altri, ma bensí unendoci nella risposta come tale corpo complesso e articolato, mediante il ricorso alle nostre diverse abilità e oportunita con le persone che promuovono questi Obiettivi?

 

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Dal sito Web dei Redentoristi

Questo mese diamo a conoscere il Sito della Provincia di Lyon-Paris:

http://perso.Wanadoo.fr/redemptos

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Avvisi

Invito speciale
150° anniversario della Casa Generalizia di Roma

Alla fine di questo anno 2005, celebreremo il 150° anniversario della Casa Generalizia di Roma. Ci piacerebbe elaborare una lista il più completa possibile di tutti i confratelli che hanno vissuto in questa casa durante gli ultimi anni, perché noi constatiamo lacune a questo riguardo. Quinde facciamo un invito ai lettori di SCALA perché ci aiutino a completar la lista. Se lei è uno di coloro che hanno vissuto in questa Casa Generalizia, ci farebbe un grande favore di comunicarlo al P. Jean Beco (jbeco@tiscalinet.it), dando la data del suo arrivo a Roma come pure della sua partenza, indicando allo stesso tempo l’attivita che ha svolto e/o gli studi che ha fatto. Inoltre, se lei è a conoscenza di qualcuno che ha vissuto qui a Roma e sospetta che non ha letto questo avviso, ci faccia il favore di comunicarglielo! Le anticipiamo il nostro grazie!

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Visite, por favor, nuestro “sitio”:www.cssr.com
I numeri anteriori di SCALA si trovano archiviati in: http://www.cssr.com/scala/index.shtm