S C A L A

 

Chiamati a dare la vita per l’abbondante redenzione

 

 Ufficio di InformazioneRedentorista                                     Numero 11

Bollettino della Congregazione del Santissimo Redentore
Roma, Italia
16 novembre 2005

Editoriale

Le calamità naturali hanno dominato lo spazio di notizie in gran parte del mondo ed hanno affettato le attività pastorali di molti Redentoristi. In un clima che ci ricordava le dantesche descrizioni dell’Apocalisse, ci sismo messi al tanto degli uragani (in tutti i Caraibi e nel golfo di Messico), dei terremoto (in Perù, in India e Pakistan), delle eruzioni vulcaniche, delle piogge torrenziali, delle valanghe (in Centro America) e del fuoco che danneggiò l’edificio principale della casa di Ritiri Picture Rock a Tucson, Arizona. Per più informazioni su alcuni di questi fenomeni naturali, veda la galleria di foto di questo mese. La buona notizia è che in tutti questi casi i nostri confratelli sono sopravissuti, sani e salvi, aiutarono i meno fortunati, e uscirono dal caos con rinnovata vitalità.

L’Anno Gerardino è stato chiuso in modo solenne e magnifico a Materdomini la domenica 16 di ottobre. Migliaia di pellegrini hanno partecipato alla Eucaristia presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Il Cardinale Varkey Vithayathil, redentorista, che si trovava a Roma in occasione del Sinodo sull’Eucaristia, è stato pure presente nella celebrazione, come pure il Superiore Generale e il Vicario Generale, P. Serafino Fiore. La processione della sera attrasse migliaia di devoti a Materdomini e alla tomba di San Gerardo, il cui reliquiario stette esposto alla venerazione dei fedeli.

Le celebrazioni ufficiali dell’Anno Gerardino sono finite, ma i Fratelli redentoristi di tutto il mondo continuano ad essere espressione vivente dell’amore di Gerardo a Dio e della sua dedicazione all’apostolato in molteplici maniere. In questo numero di Scala informiamo sull’incontro dei Fratelli in Vietnam e diamo un riassunto del Congresso tenuto quest’anno a Materdomini in onore di San Gerardo.

Noi Redentoristi, stiamo incentivando sempre di più i laici ad accompagnarci nella nostra vita religiosa e nella nostra missione. Questo numero di SCALA informa sull’attività dei Missionari Laici a Bahia, Brasile, sul Segretariato per la collaborazione nella Missione e sulla loro nuova pagina in Internet. Ti invito a visitarla.

I Redentoristi fanno notizia ed appaiono negli spazi di notizie del mondo. Il vescovo Mons. Kevin Dowling, C.SS.R., di Rustenburg, Sudafrica, è uno di questi. In certi casi, i confratelli esprimono la forte ripercussione e i sentimenti che provano al sapere il posto o l’attività di alcuni confratelli. All’informare su determinati fatti, SCALA non “prende partito” né in favore né in contro, e neppure rappresenta il Governo Generale. Come dice il nostro indice, solo stiamo parlando di “Redentoristi che fanno notizia”.

SCALA sta celebrando il suo primo anniversario! Ci proponevamo di promuovere un spirito di solidarietà tra tutti i confratelli del mondo. Si così amabile di aiutarci, inviandoci gli indirizzi elettronici di nuovi confratelli, incrementando così la nostra lista e metti pure in stampa SCALA per coloro che non hanno accesso ad un computer. Speriamo anche che queste pagine ti ricordino che dobbiamo pregare gli uni per gli altri. Dipendiamo da voi per l’invio di notizie e di foto. Riceviamo molti e-mails da tutti gli angoli del mondo e ci comunicano quanto piace ai confratelli di sapere ciò che tu fai. Inviami tue notizie sia per e-mail all’indirizzo garyz@cssr.com sia per posta ordinaria, diretta a mio nome: P. Gary Ziuraitis, Ufficio di Comunicazioni, Curia Generalis, C.P. 2458, 00100 Roma, Italia.

Grazia e redenzione per tutti!
Gary Ziuraitis, C.SS.R.


 

INDICE 

 Eventi Resaltanti

 VAI

 Notizie delle (V) Provincie e Regioni

 VAI

 Notizie dell’ Accademia Alfonsiana

 VAI

 I Redentoristi fanno notizia

 VAI

 In Spiritu Redemptionis

 VAI

 Galleria di foto (solamente on-line)

 VAI

 Attività del Padre Generale e del  Consiglio  Generale

 VAI

 Dal sito web dei Redentoristi

 VAI

 Notizie della Curia, Segretariati, Commissioni e  altri Organismi

 VAI

 


Eventi Resaltanti

Eventi importanti e recenti della famiglia redentorista. Per un elenco completo degli stessi vedere il sito di Officialia

Professione temporale:
Blaise Mputu Elima, Viceprovincia di Matadi, 9 agosto 2005
Yuriy Syvyk, Provincia di Lviv, 19 agosto 2005
Mykola Vozniak, Provincia di Lviv, 19 agosto 2005
Oleksiy Riabov, Provincia di Lviv, 19 agosto 2005
Stepan Andrusyshyn, Provincia di Lviv, 19 agosto 2005
Miguel Castro Castro, Provincia di Madrid, 29 settembre 2005
Carlos Sánchez De La Cruz, Provincia di Madrid. 29 settembre 2005

Professione perpetua:
José Del Carmen Villamizar Villamizar, Provincia di Bogotá, 29 luglio 2005
Roman Zhyravetskyy, Provincia di Lviv, 14 agosto 2005
Roman Lahish, Provincia di Lviv, 14 agosto 2005
Petro Chorniy, Provincia di Lviv, 14 agosto 2005
Vasyl Linytsia, Provincia di Lviv, 14 agosto 2005
Yuriy Meush, Provincia di Lviv, 14 agosto 2005
Vitaliy Kotyk, Provincia di Lviv, 14 agosto 2005
Andriy Tsikalo, Provincia di Lviv, 14 agosto 2005
Gerardo M. Giordano, Provincia di Napoli, 9 settembre 2005
Gaetano M. Desidera, Provincia di Napoli, 9 settembre 2005
Vincenzo La Mendola, Provincia di Roma, 9 ottobre 2005
Hector Eymard Puerto Patiño, Provincia di Bogotá, 11 ottobre 2005
Jaime Urbano Sepúlveda Manrique, Provincia di Bogotá, 14 ottobre 2005
Gerard Gregory Anil Louis, Viceprovincia di Ipoh, 16 ottobre 2005
Eleázar Pérez Bustos, Provincia di Bogotá, 23 ottobre 2005

Ordenación sacerdotal:
Bertrand Rafenombolamanana, Missione di Madagascar, 18 settembre 2005
Adolphe Rafanomezantsoa Zafimahatratra, Missione di Madagascar, 18 settembre 2005
André Vonjitsoa Rakotoarivelo, Misione di Madagascar, 18 settembre 2005
Robbia Roger Rakotondrasana, Misssione di Madagascar, 18 settembre 2005
Alphonse de Liguori Randriamahefa, Missione di Madagascar, 18 settembre 2005
Michel Tombofeno, Missione di Madagascar, 18 settembre 2005
Venance Vahiny, Missione du Madagascar, 18 settembre 2005
Anthony Nguyen Quoc Dung, Viceprovincia extra Patriam, 1ottobre 2005

Defunti:
P. John Mary Nguyen Duc Thong, 84, Viceprovincia extra Patriam, 26 settembre 2005
St. Jean Charles Rakotoarimanana, 32, Missione di Madagascar, 13 ottobre 2005
P. . François –Xavier Durrwell, 93, Provincia de Strasburgo, 15 ottobre 2005
P. Marcel Carrier, 75, Viceprovincia di Tokyo, 16 ottobre 2005
P. Marcel Inghels, 82, Regione di Belgica Sud, 18 ottobre 2005
P. Jan Igielski, 90, Provincia di Varsavia, 20 ottobre 2005
P. André Lassonde, 80, Provincia di Sant’Anna di Beaupré, 28 ottobre 2005
P. Adalbert Jahn, 83, Provincia di S. Clemente Regione di Colonia, 29 ottobre 2005
P. Joseph Owens, 97, Provincia di Edmonton-Toronto, 30 ottobre 2005
Hno. William Roberts, 68, Provincia di Denver, 31 ottobre 2005
P. Frederick Consla, 63, Provincia di San Juan, 31 ottobre 2005

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Notizie delle (V) Provincie e Regioni

Perú
Terremoto nella Regione di Cascas
Felicísimo González Morán, C.SS.R.

Tra le comunità redentoriste, siamo i più vicini alla zona dell’epicentro. Stiamo tutti bene. Quelli di Cascas stavano celebrando ancora l’eucaristia domenicale. Mentre presiedeva il P. Richard, tutta la gente si mise a scappare dalla chiesa.

Il terremoto durava a lungo (quasi due minuti) ed ebbi il tempo di rifugiarmi presso una colonna. Poi, dato che ancora non finiva il "ballo", mi sono afferrato alla ringhiera delle scale e son corso nel giardino. Ho avuto una strana visione: si muoveva tutta la casa e gli studenti gridavano: In strada! Uscite tutti in strada! Uno spavento da mettere la “pelle d’oca”! Sembrava che non finiva più! Come per istinto mi diedi a porre tutto nelle mani di Dio. Dicono che quando uno si sente in pericolo si 'blocca' e non ci si ricorda neanche di ricorrere a Lui. Io ho cercato di farlo!

Grazie a Dio, non ci è successo nulla di grave!


Vice Provincia di Caracas - Venezuela
80 Anni di Presenza Redentorista in Venezuela
P. Alexander Nieves

E’ difficile scrivere una storia quando si è vissuto ancora poco. E’ la storia di un Istituto religioso che stà celebrando 80 anni di presenza missionaria in questa bella terra venezuelana che Dio ci ha regalato.

All’inizio degli anni 20, la Chiesa venezuelana si trova con enormi urgenze pastorali. Sono presenti alcuni Istituti religiosi, ma la maggioranza si dedicano alle aree dell’educazione e della salute. Molto pochi i consacrati all’azione pastorale diretta. Tra questi Istituti si trova quello dei MISSIONARI REDENTORISTI.

Dietro richiesta di alcuni vescovi al Superiore Generale, nel 1925, arrivano i primi Redentoristi alle terre venezuelane, dandosi la prima fondazione a Barquisimeto (1925) e a continuazione a Mèrida (1926). Per la dedicazione e impegno di questi uomini, le richieste di aiuto si rinnovano, permettendo che si aggiungano altri missionari ai già venuti, e dando origine a nuove fondazioni: San Cristóbal (1927), Caracas (1928). L’apostolato si espande: Missioni programmate, missioni predicate. L’entusiasmo va crescendo ed ogni anno i missionari sono sempre più accettati nelle parrocchie della Chiesa locale. Si continua ad aprire nuovi campi di lavoro: Maracaibo (1952), Valencia (1955), Carvajal (1967). In quattro decenni si sono fondate 7 comunità. Tutta la forza e l’entusiasmo sono stati diretti verso le MISSIONI POPOLARI.

All’inizio fu come un lavoro di formiche, vincendo ogni tipo di ostacoli di quella epoca. Questi uomini stavano compiendo la loro missione: “Annunciare la Buona Novella ai poveri per mezzo della predicazione esplicita della Parola di Dio”. Come i discepoli, andavano di due in due, camminando sotto il sole o montati sopra le groppe di mula per giungere ai più lontani. Il nostro lavoro si realizzava in equipe, in una relazione di appoggio fraterno, favorendo l’efficacia del nostro apostolato. In ogni giornata, la comunità era disponibile per la Missione e ciò facilitava la presenza dei fratelli per svolgere le campagne missionarie.

Grazie alla tecnica, le giornate si sono alleggerite. Il mezzo di trasporto ha reso possibile la vicinanza, e i Mezzi di Comunicazione Sociale ci hanno permesso una maggiore promozione del Vangelo, giungendo più in là del nostro raggio di azione.

Sono molti gli aneddoti dei nostri veterani che vissero le tappe più forti del passato apostolico. Furono anni di gioie, di tristezze, di fatiche, ma soprattutto di spargimento del seme della Parola di Dio. Tempi duri per la seminagione che furono vinti per la chiarezza della loro vocazione: “Forti nella fede, lieti nella speranza, ferventi nella carità, ardenti nello zelo…i Redentoristi, da uomini apostolici e veri figli di S. Alfonso, seguendo con gioia il Salvatore Gesù, partecipano del suo mistero, lo annunziano con semplicità evangelica di vita e di parola e, rinnegando se stessi, sono sempre pronti ad affrontare ogni prova per portare agli uomini l’abbondanza della Redenzione” (Cost. 20 CSsR).

Vale la pena sottolineare sia il fatto che, passando il tempo, Venezuela si è andata trasformando e si è potuto rispondere alle urgenze pastorali, sia che l’educazione si è fatta più vicina alla società portando con se un cambio di mentalità. Tutto ciò ha fatto sì che nelle nostre missioni si sia dato un passaggio dal modello stereotipato della missione classica alla riforma per rispondere alle nuove esigenze, a una nuova mentalità e a una nuova società. Per rianimare il lavoro vocazionale, si stanno creando nuove iniziative dentro la Missione stessa: l’Equipe di Pastorale Giovanile, per esempio, sta dando più impulso e organizzazione allo sforzo vocazionale; una maggior dedicazione alla promozione di essa, a partire dalle stesse missioni, con incontri di gruppi giovanili.

Dato che gli anni e il lavoro non perdonano, quei giovani missionari giunti dalla Spagna si sono indeboliti. Inoltre, la madre Patria da tempo ha cominciato a restringere l’invio di personale causando la necessità e l’urgenza di agire per le vocazioni: svegliare l’inquietudine nella gioventù nativa.

Il seme continua ad essere sparso e Dio continua ad irrigare la terra. Il seme ha già cominciato a germogliare. Sorgono vocazioni del luogo… Alcuni perseverano e altri lasciano il loro ricordo. Si mantiene un accordo con il Messico, che ci ha appoggiato nella formazione dei nuovi missionari. E giunto il momento di impiantare la formazione in Venezuela. Si crea il Teologato Gaspar Stanggassinger a Las Brisas del Paraíso. Inoltre, il Filosofato Pedro Donders ie trasferisce al Paraíso (Caracas) per incorporarsi ambedue all’Istituto di Teologia per Religiosi (ITER). La motivazione da parte dei congregati va in aumento. Appaiono i primi venezuelani per assumere responsabilità nella formazione e, quindi, a livello di parrocchie e di comunità. Con le vocazioni Giovanni che stanno nascendo, si sente uno spirito rinnovato. Si stanno avendo esperienze di formazione in altri luoghi: Spagna, Puerto Rico ed ora anche a Bucaramanga e Bogotá.

Dopo 80 anni, continuiamo a riaffermare la nostra missione: “Annunziare il Vangelo ai più poveri per mezzo della proclamazione esplicita della Parola di Dio”. Lascito del nostro Fondatore e dei nostri fratelli che hanno portato il carisma redentorista alla nostra terra. La misura non è ancora piena, resta aperto per molti che, come Alfonso, Clemente, Gerardo e molti altri, sono disposti, come dice la formula della professione religiosa, “a offrire e spendere la nostra vita per la salvezza degli altri”, confidando pienamente nella grazia di Dio e nella protezione materna del Perpetuo Soccorso.

Per finire, ringrazio Dio per la nostra Congregazione, per essersi preoccupata dei nostri fratelli ed aver consegnato ad essi il compito de continuare la Missione redentrice di Cristo. Un omaggio ai nostri confratelli che già sono partiti per l’eternità; e un riconoscimento a coloro che, sempre con spirito di rinuncia, continuano ad appoggiare con la loro preghiera ed attività l’annuncio della Buona Novella in queste terre venezuelane. Incoraggiamo quelli che stanno nella formazione (filosofi, novizi, teologi) e invitiamo a incorporarsi quelli che si sentono chiamati alla VIDA CONSACRATA e coloro che desiderino condividere con noi come LAICI l’annuncio dell’abbondante Redenzione. Che Dio ricompensi ciascuna delle nostre comunità, ogni luogo dove ci hanno aperto la porta della sua casa, le Suore Redentoriste, le Suore Oblate del Santissimo Redentore, le Missionarie del Perpetuo Soccorso e i laici per la loro compagnia, appoggio e preghiera nell’apostolato missionario redentorista.

Termino con le parole del caro Papa Giovanni Paolo II: “Voi non avete solo una storia gloriosa da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire ”.


Materdomini, Italia
San Gerardo, Convegno di studio, Giugno 2005
La sua storia e il nostro tempo
Alfonso Amarante, C.SS.R.

Inoltrandosi nel cuore dell’irpinia, tra verdi valli e ridenti colline, risalendo il corso del fiume Sele, fino alle sue sorgenti, ci imbattiamo in piccolo paesetto, Materdomini (AV), sorto intorno a un Santuario che è stato patria per qualche anno di uno dei santi più conosciuti del Mezzogiorno d’Italia: san Gerardo Maiella.

Per celebrare il 250° della morte di Gerardo ed il centesimo anniversario della sua canonizzazione, i Missionari Redentoristi, con il patrocinio del Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali dell’Università di Salerno e dell’Accademia Alfonsiana della Pontificia Università Lateranense di Roma, hanno organizzato a Materdomini dal 21 al 23 giugno un convegno dal titolo “San Gerardo. La sua storia e il nostro tempo”.

Andiamo a Materdomini
Carneade chi è costui? Si domandava don Abbondio dei “Promessi sposi”. Gerardo, nasce a Muro Lucano nel 1726 e muore a Materdomini nel 1755. Durante la sua breve esistenza sale la collina di Materdomini ben quattro volte. Ogni volta con una pena nel cuore da affidare alla Madre di Dio.

Nel 1738, a 12 anni, vi giunge da pellegrino in compagnia di sua madre, Benedetta Galella, per implorare la guarigione di papà Domenico.

Gerardo, ormai religioso redentorista, ritorna, per la seconda volta, a Materdomini nel giugno del 1754. Quando vi ritorna ha una spina che gli punge l’anima: la calunnia.

Gerardo giunge, per la terza volta, a Materdomini nel novembre 1754 quando deve lasciare Napoli. L’obbedienza lo vuole altrove.

Domenica 31 agosto 1755, alle ore 12.00, mentre la campana suona i rintocchi dell’Angelus Domini, Gerardo sale per la quarta ed ultima volta la collina di Materdomini, reduce dalla faticosa questua nella Valle del Sele, accompagnato premurosamente dagli amici Salvadore di Oliveto Citra.

Gerardo è uno scheletro ambulante. Il suo superiore, p. Gaspare Cajone, nel vederlo non riesce a trattenere le lacrime.

Gerardo muore di tisi, a Materdomini, il 16 ottobre 1755 e subito la sua fama di santità si diffonde tra il popolo di Dio. Con la beatificazione decretata dal sommo pontefice Leone XIII il 29 gennaio 1893, e la canonizzazione da Pio X nel 1904, oggi Gerardo è conosciuto nei cinque continenti ed invocato particolarmente come protettore delle mamme e dei bambini.

I mille aspetti di un uomo
Ad aprire i lavori del convegno su san Gerardo è stato il prof. Angelomichele De Spirito, docente di Antropologia culturale, dell’Università di Salerno. Il suo intervento dal titolo “Personalità e stile di vita di Gerardo Maiella” ha offerto una chiave interpretativa per cogliere gli aspetti più significativi dell’esistenza quotidiana e spirituale del santo. L’intervento ha evidenziato particolarmente l’alto grado cultuale di Gerardo e la sua profonda umanità.

Il redentorista, padre Antonio Donato, ha offerto, poi, un rapido excursus delle tappe che hanno condotto Gerardo alla canonizzazione. Ha chiuso i lavori del primo giorno la professoressa Fiorella Pirozzi la quale ha esaminato tutti i documenti in cui si invoca Gerardo come protettore delle mamme e dei bambini.

Nel secondo giorno del convegno, durante la mattinata, si sono alternati quattro relatori. Il prof. Claudio Azzara, docente di Storia Medievale all’Università di Salerno, ha trattato un tema molto suggestivo “Gerardo e la follia dei Santi”. Nel suo intervento ha offerto i topos della follia evangelica sia in oriente che in occidente. Il prof. padre Alfonso Amarante, docente della Alfonsianum, ha analizzato gli scritti gerardini per far emergere la sua concezione di amicizia, evidenziando la grande libertà ed equilibrio con cui Gerardo si relazionava con gli altri, religiosi e laici. Molte lettere del santo sono inviate a donne, sia laiche, sia religiose, cosa confermata anche dalle biografie coeve. Proprio il rapporto con il “Mondo femminile” nella vita del santo è stato l’oggetto dell’intervento del prof. Antonio Nazzaro, docente di Letteratura Cristiana dell’Univeristà Federico II di Napoli, il quale ha sottolineato, oltre alla libertà di Gerardo, anche la profondità ed in alcuni casi l’ironia del santo. La ricchezza interiore di Gerardo ha dato vita, per mezzo di Don Mosé Mascolo, alle suore Gerardine oggetto dell’ultima comunicazione della mattinata. Nel pomeriggio i convegnisti si sono recati a Muro Lucano (PZ), paese natale di Gerardo, per visitare i luoghi della sua infanzia.

Il messaggio di Gerardo oggi
L’ultimo giorno ha visto in dialogo il prof. Roberto Cipriani, docente di Sociologia dell’Università Roma Tre e il direttore della rivista In Cammino con San Gerardo, padre Luigi Martella. Cipriani ha delineato il “fenomeno” della devozione popolare oggi, facendo una lettura costruttiva della rivista “San Gerardo”. Il direttore della rivista, per sommi capi, ha ricostruito la genesi della rivista, spiegando poi il perché dell’attuale scelta di insistere maggiormente sulla formazione cristiana e meno sul culto. Il prof. Fabriciano Ferrero, dell’Istituto di Scienze Morali di Madrid, ha indicato il dinamismo che ha portato Gerardo a divenire un’icona dell’immaginario collettivo dei fratelli laici. Proprio la sua semplicità e l’unione intima con Dio sono state le caratteristiche che hanno permesso a Gerardo di diventare un amico dei fedeli ha indicato il prof. Sabatino Majorano dell’Alfonsianum. L’ascolto del santo, la prossimità che ha vissuto, l’animo grande, lo “scialarsi con il mio caro Dio” di Gerardo, emerse dal suo intervento, rappresentano gli elementi validi per vivere oggi la spiritualità gerardina.


Bahia, Brasil
I Missionari Laici nelle Missioni - Isola di Maré
P. Joseph Grzywacz, C.Ss.R.
Coordinatore dei MLR a Bahia

“C’è una barca lasciata in spiaggia....”!!! In realtà, non sono le barche quelle che sono dimenticate, dato il grande turismo, ma sono le persone e le comunità che sono abbandonate pastoralmente. D’accordo con i dati dell’Archidiocesi di Salvador (Bahia, Brasile), l’isola di Maré è una delle cinque zone pastorali più abbandonate dell’archidiocesi.

L’isola di Maré è la seconda maggior isola di Bahía de Todos los Santos. Comprende più di 10 km2 di superficie ed ha una popolazione di circa 8.000 abitanti. Conta con sette paesini: Bananeiras, Martelo-Passa, Cavalo, Praia Grande, Santana, Itamoabo, Neves e Botelho. L’isola forma parte della parrocchia di Nosso Senhor do Ó a Paripe. Dal 3 al 9 di ottobre 2005, mese che la Chiesa consacra alle missioni, i Missionar Laici Redentoristi (MLR) della Viceprovincia di Bahia vi predicarono una missione. Dietro invito fatto da Mons. Dominique You alla fine del 2004, e con l’autorizzazione del parroco P. Edmilson, i MLR organizzati dal P. Joseph Grzywacz, C.Ss.R., accettarono la sfida di evangelizzare questa zona.

Impiegando due settimane ogni volta, i laici furono a quattro comunità per dare catechesi, invitando la gente a creare comunità e introducendo la celebrazione domenicale senza sacerdote (culto domenicale), dato che in questi luoghi non c’era neanche possibilità di celebrare l’Eucaristia. Esiste già una presenza forte e influente di chiese e sette protestanti, realtà che rende molto urgente rispondere a quella carenza.

La Pasqua scorsa si celebrò l’apertura dell’Anno Missionario. Con tal motivo si aprirono tre scuole di formazione missionaria per la gente appartenente alle comunità dell’ isola. Finalmente, in settembre si realizzò la pre-missione.

In ottobre, parteciparono alla missione, compiendo tutte le attività proprie della stessa, i seguenti membri delle scuole di formazione missionaria: Hilda Maria Coutinho Gomes, del quartiere di Pernambués e Maria Eliza Alves, del quartiere di La Paz, alla comunità di San Benito a Bananeiras; Anna Maria dos Santos, di Pituaçu, e Angelina Dejanira Gonzaga, di Itaigara, alla comunità di San José a Martelo-Passa Cavalo; Adelisa Matos, della città di Feira de Santana, Gicele Dejanira Gonzaga de Jesús, di Engenho Velho da Federação e Andréa Cristina Florêncio, di Vasco da Gama, alla comunità di Nossa Senhora das Candeias, di Praia Grande; Joélia Oliveira da Cruz, della città di Senhor do Bonfim, Sandra da Costa Falcão, di Ondina e Elisângela Oliveira da Silva, di Periperi, alla comunità di Senhora Santana, a Santana e Itamoabo; Carlota Silveira Ferreira, di Pituaçu, e Gustavo Ferreira do Rosário, di Santo Inácio, alla comunità di Santo Antônio, a Botelho. Il P. Pedro Gruzdz e P. José Grzywacz, ambedue redentoristi e membri dell’equipe missionaria, accompagnarono il lavoro dei Missionari Laici Redentoristi svolgendo le loro funzioni sacerdotali: celebrazione dell’eucaristia e dei sacramenti della riconciliazione, del battesimo e del matrimonio.

Durante la missione si celebrò il battesimo di 13 adulti, si fecero 2 matrimoni e si diede la prima comunione a 25 persone. Il 5 di ottobre, festa di San Benedetto, patrono di Bananeiras, giunse da ogni parte dell’isola gente in barche e canoe per partecipare alla celebrazione. La clausura della missione ebbe luogo il 9 di ottobre nella chiesa principale dell’isola, Nossa Señhora das Neves, e fu presieduta dal superiore dei Redentoristi a Bahia, P. Antoni Niemiec, cssr. Vennero a parteciparvi anche alcune persone di Pituaçù.

La presenza, la testimonianza e la fatica dell’evangelizzazione realizzata dai Missionari Laici Redentoristi ha animato enormemente queste comunità che, con nuovo vigore e motivazione continueranno ora a vivere lo spirito della missione nelle loro comunità così come nelle zone di missione.

Y tu, caro lettore, uomo o donna laici, coordinatore o aiutante nella parrocchia dove sono stati i Redentoristi; oppure tu, che prendi parte nell’apostolato missionario dei Redentoristi, o sei benefattore: Hai trovato la tua barca? Hai scoperto la tua riva, il tuo cammino particolare da percorrere per sapere come e dove puoi essere testimone di Cristo e portatore della sua redenzione? “Chi sa come si devono fare le cose, non deve aspettare che le cose si facciano da sole!” Ora è il tuo momento!

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Notizie dell’ Accademia Alfonsiana

Accademia Alfonsiana
Roma, Italia
Inaugurazione dell’Anno accademico

L’Accademia Alfonsiana celebrò l’inizio solenne dell’Anno accademico il 10 di ottobre, lunedì, con l’Eucaristia presieduta dal Superiore Generale, P. Joseph W. Tobin, C.SS.R. Nella sua omelia sottolineò che il lavoro dell’Accademia è di tutti i Redentoristi sia qual sia il loro apostolato: portare a tutti la luce di Cristo e della sua abbondante redenzione; in questo caso, attraverso l’insegnamento e lo studio della teologia morale.

Dopo l’Eucaristia in cui parteciparono professori, studenti e membri della comunità di Sant’Alfonso, si diressero tutti all’Aula Magna dove il P. Sabatino Majorano, C.SS.R., Preside della Accademia, lesse la relazione sull’anno accademico anteriore e il P. Réal Tremblay, C.SS.R., professore dell’Accademia, tenne la Lezione Magistrale sul tema: L’Eucaristia, fonte di moralità in favore della creazione, della vita e dei poveri.

In un prossimo numero di SCALA daremo le statistiche aggiornate dell’Accademia corrispondenti a quest’anno


Madrid, Spagna
Instituto Superior de Ciencias Morales
Inaugurazione del Corso 2005-2006

Il 7 di ottobre 2005 ebbe luogo anche l’inaugurazione ufficiale del corso accademico 2005-2006, nell’Instituto Superior de Ciencias Morales di Madrid.

La giornata si iniziò con la celebrazione dell Eucaristia, presieduta dal P. José Luis Bartolomé, Preside dell’Istituto; in essa parteciparono, oltre ai Professori e Alunni, un buon gruppo di Redentoristi.

Finita la celebrazione eucaristica, si tenne l’atto accademico di apertura del nuovo corso, presieduto dal Sr. Decano della Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Comillas, Dr. Santiago Madrigal Terrazas.

Dopo la lettura della memoria del corso 2004-2005, il Prof. Marciano Vidal tenne la lezione inaugurale con il titolo: A los 40 años de la Constitución “Gaudium et Spes”. Tres miradas desde la Teología Moral.

Alunnato
Il quadro di alunni matricolati nel corso 2005-2006 offre i dati seguenti: Totale ciclo dottorato, 10; totale biennio di Licenziatura, 8; totale Alunni straordinari 3; totale di alunni, 21.

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I Redentoristi fanno notizia

Sud Africa
Vite in pericolo
Mons. Kevin Dowling, C.SS.R.
Megan Lindow, RIVISTA TIME-EUROPA

(Nota editoriale: il 10 di ottobre, la rivista Time-Europa lanciò un’edizione speciale su 37 personalità che chiamava “Eroi europei del 2005”. Mons. Kevin Dowling, C.Ss.R., è uno di essi. Diamo a conoscere a continuazione l’articolo ivi pubblicato).

Nel 1998, quando Mons. Kevin Dowling iniziò la costruzione di una clinica a Freedom Park, uno dei quartieri più poveri e popolati della sua diocesi di Rustenburg, in Sud Africa, si sentiva colpito per le sofferenze dei malati. Vedeva come innumerevoli donne giovani – molte di esse obbligate a prostituirsi a causa della loro povertà – morivano a causa dell’AIDS. Sapeva che il preservativo avrebbe potuto impedire la maggior parte di quelle morti. Il dilemma lo pose di fronte alla dottrina della Chiesa Cattolica riguardo agli anticoncettivi. Quattro anni fa egli diventò il primo vescovo africano che chiedeva alla Chiesa di riconsiderare la proibizione assoluta del preservativo. Potrebbe essere accettato come mezzo di protezione per milioni di vite in pericolo – diceva - invece di stigmatizzarlo come forma di controllo della natalità. “La sfida lanciata alla Chiesa è una sfida lanciata anche a tutta la società” – ha detto il vescovo di 61 anni. “Dobbiamo trovare il miglior mezzo per proteggere la vita e per impedire la trasmissione del virus”.

Negli ultimi sette anni, Mons. Kevin Dowling trasformò la sua improvvisata clinica in un’opera che offre consiglio e trattamento a centinaia di persone ogni anno. "E’ il vescovo dell’AIDS”, dice il P. James Keenan, professore di etica teologica al Boston Collage di Massachusetts. “Il problema del preservativo deve essere risolto nella Chiesa Cattolica ascoltando a persone della Chiesa che tengano l’esperienza, tenacità e saggezza del Mons. Kevin Dowling”.

L’argomento del vescovo si basa nella dottrina della Chiesa sopra la sacralità della vita. Senza il preservativo, la gente continuerà a morire senza necessità, dice. Ci sono “centinaia di migliaia di donne nell’Africa subsahariana che si trovano di fronte alla stessa situazione” , continua affermando. “Mi fissano negli occhi e mi dicono che non c’è speranza”. Il vescovo argomenta che la Chiesa ha riconosciuto che ci sono eccezioni alla proibizione papale degli anticoncettivi nel 1968, sempre e quando, per esempio, la salute della donna corra pericolo. Allo stesso modo, continua, nelle comunità povere dove l’AIDS è endemico, la Chiesa deve ammettere il preservativo per lo stesso fine. I vescovi e i cardinali cominciano già a mostrarsi d’accordo con Mons. Kevin, nonostante che il Papa Benedetto XVI abbia riaffermato l’opposizione della Chiesa al preservativo nella sua allocuzione di giugno ai responsabili della Chiesa africana. Per il vescovo redentorista ciò che è in gioco è la credibilità della Chiesa. Quando migliaia di uomini e donne poveri stanno morendo - dice - la Chiesa deve lanciare il messaggio che “siamo veramente in favore della vita nel senso più ampio di questo termine”.

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In Spiritu Redemptionis

Sinodo dei Vescovi sulla Eucaristia
Vaticano
M.R.P. Joseph W. Tobin, C.SS.R.

(Nota editoriale: Per i confratelli che ancora non la conoscono, riproduciamo nuovamente il contributo che il P. Generale diede il mese scorso all’inizio del Sinodo dei Vescovi sopra l’Eucaristia)

Santità,

Fratelli e sorelle in Cristo,

Parlo a nome dell’Unione dei Superiori Generali. Il mio punto di partenza è la discussione del rapporto tra Eucarestia e Penitenza di cui si parla al n. 23 dell’ Instrumentum Laboris.

L’Instrumentum laboris fa frequente riferimento alla relazione tra Eucarestia e Penitenza e questa relazione è presentata molto spesso come una ragione di preoccupata attenzione da parte di questo Sinodo. Il documento nota alcune tendenze contemporanee in alcune aree del mondo, come una riduzione nella celebrazione del Sacramento della Penitenza e un aumento di quelli che ricevono l’Eucarestia; questo sviluppo induce ad una speculazione per cui alcuni fedeli ricevono l’Eucarestia senza adempiere al precetto canonico della Penitenza sacramentale previsto per coloro che si trovano in peccato mortale. Il rapporto tra Eucarestia e Penitenza pone serie sfide teologiche e pastorali. Come aiutare la gente a ritrovare quella che sant’Alfonso de Liguori chiama l’“amore” per il Sacramento della Penitenza e apprezzare il dono dell’Eucarestia come motivo supremo per amare Dio che ha dato il suo Figlio per noi?

La sfida si presenta a vari livelli. Ci sono regole canoniche che governano la celebrazione di entrambi i sacramenti e norme pratiche da seguire nella pratica pastorale; queste sono a volte ignorate o trascurate. C’è anche una ignoranza diffusa della fede in alcune Chiese locali che induce ad una comprensione superficiale di questi grandi sacramenti. C’è il dilemma di persone in situazioni pastorali difficili che non sanno se esse sono escluse dai sacramenti. I loro pastori spesso sono confusi anche sul come rispondere. E, anche se la relazione tra Eucarestia e Penitenza si presenta come un problema estremamente doloroso per particolari gruppi di persone, come quelli in seconda unione, la soluzione non parte da qui.

Indicherò quattro livelli del problema che ho segnalato. Ci sono differenze importanti tra questi livelli come anche delle implicanze per il modo in cui infine noi basiamo la pratica nella sana dottrina e in una solida teologia. I livelli a cui mi riferisco sono la comprensione ecclesiale, sacramentale, morale e giuridica di Eucarestia e Penitenza.

La Chiesa, comunità di coloro che per la potenza dello Spirito credono in Gesù come il Salvatore per via della sua morte e resurrezione, è riconosciuta dalla sua fedeltà alla Parola di Dio e dalla sua costante celebrazione dei sacramenti. Se l’Eucarestia non è celebrata e frequentata, e se le persone sono erroneamente escluse dal partecipare alla sua celebrazione, ne consegue una difficoltà ecclesiale di dimostrare l’unità attuale della Chiesa in Cristo come anticipazione della sua futura unità nel Regno di Dio. Se il Sacramento della Penitenza è de facto assente in molte Chiese locali, ci dobbiamo chiedere se la Chiesa può essere propriamente riconosciuta come la Chiesa voluta da Gesù Cristo. La nostra preoccupazione fondamentale, pertanto, è come la Chiesa sia riconosciuta come la Chiesa che celebra i sacramenti. Ogni altra cosa va formulata alla luce di quest’ultima preoccupazione. Nelle pubbliche discussioni, la partecipazione all’Eucarestia o al Sacramento della Penitenza è presentata talvolta in termini di diritti degli individui o di doveri dei pastori. Queste categorie possono e dovrebbero essere discusse, ma non come la questione prioritaria, che va rapportata al mistero della Chiesa stessa.

E’ ovvio che sia la Penitenza che l’Eucarestia pongono una questione sacramentale, anche se pure su questo punto c’è confusione. L’Eucarestia è un Sacramento poichè è il pasto sacro nel quale l’unità della Chiesa nell’amore è simbolizzata e resa efficace, dove l’unico sacrificio di Cristo è ripetuto e il Regno futuro anticipato. Non a caso noi diciamo: “Mistero della fede”! L’Eucarestia non dovrebbe mai essere strumentalizzata in un modo ideologico, ad esempio, quando l’Eucarestia è usata per provare alcuni punti personali o politici che non hanno nulla a che fare con il sacramento. L’aspetto sacramentale dell’Eucarestia è spesso oscurato a motivo di una catechesi inadeguata e di una maniera lacunosa di celebrare. Dobbiamo essere degni di partecipare all’Eucarestia e l’Eucarestia andrebbe celebrata in modo tale che la sua piena potenza sacramentale sia resa evidente. C’è un problema analogo con il Sacramento della Penitenza. La presentazione del Sacramento è spesso quella di una riconciliazione individuale e privata, mancando del senso di come riconciliarsi con Dio in una via sacramentale tramite il ministero della Chiesa, o semplicemente come una cosa richiesta per la ricezione dell’Eucaristia. Il secondo equivoco è espresso dal fedele con la frase: “Io devo andare a confessarmi; io ricevo la Santa Comunione”, lasciando intravedere la percezione per cui un Sacramento è semplicemente un obbligo mentre l’altro è un dono. La crisi della Penitenza forse è radicata nel fatto che non sempre abbiamo successo nel mostrare che il perdono del peccato non è né una grazia a buon mercato né una colpevolezza ossessiva, ma piuttosto la libera offerta della pace di Dio restaurata in Cristo per quelli che hanno gravemente peccato e che sono sinceramente pentiti.

L’Instrumentum laboris tratta l’aspetto morale dell’Eucarestia nella maniera più utile, mostrando come essa è fonte della moralità cristiana. Questa enfasi ricorda l’importanza di una esatta comprensione delle dimensioni ecclesiale e sacramentale dell’Eucarestia: se la gente non percepisce il dono dell’Eucarestia alla Chiesa nella presenza sacramentale di Cristo in un modo tale da attirarla ad una piena partecipazione, come possiamo dire che l’Eucarestia è la fonte della moralità cristiana? Ci sono molte persone che non partecipano all’Eucarestia perchè non possono o perché se ne sentono escluse. Come, a rigore di logica, esse possono essere fedeli alla moralità cristiana se non sono nutrite dalla sua fonte? Dobbiamo essere più decisi nel cercare soluzioni al problema pratico dell’esclusione dall’ Eucarestia proprio per questa ragione morale: abbiamo tutti bisogno di nutrimento dalla fonte e nessuno dovrebbe essere escluso su delle basi che non sono dimostrabilmente adeguate.

L’aspetto morale del Sacramento della Penitenza è evidente per conto suo. In rapporto all’Eucarestia, comunque, c’è un punto che va sottolineato. Non è il nostro sforzo umano che ci cambia; un simile cambio è interamente l’opera di Cristo in noi. Una migliore celebrazione del rito penitenziale all’Eucarestia non sminuirà il Sacramento della Penitenza. Piuttosto, collocando la confessione dei nostri peccati come parte integrale della liturgia dell’Eucarestia dove noi confessiamo la grandezza di Dio, ci si ricorderà il bisogno di continuare sulla strada della conversione celebrando anche il Sacramento della Penitenza.

La Chiesa è stata sempre preoccupata del rispetto verso Eucarestia e Penitenza. L’aspetto disciplinare è chiaramente importante per la corretta celebrazione dei sacramenti, ma esso riceve il suo significato più profondo applicando le verità esposte nei livelli precedenti.

Ci troviamo di fronte a gravissimi problemi riguardo alla tensione tra celebrazione del sacramento della Penitenza e dell’Eucarestia, problemi che non saranno risolti facilmente né rapidamente. Il dolore per quelli che si sentono esclusi è reale e attuale; la preoccupazione della Chiesa che i sacramenti siano celebrati degnamente è anche reale e attuale. Vale la pena considerare, alla luce dell’Instrumentum laboris, come procedere nella questione. Dovremmo cominciare con la dimensione ecclesiale di entrambi i sacramenti, e quindi continuare nell’adeguata presentazione sacramentale di essi. Alla luce di questi aspetti fondamentali, possiamo procedere verso le questioni morali e i problemi giuridici implicati. Questa è la via migliore e più fedele alla Scrittura e alla Tradizione, che non la tendenza a cominciare dagli aspetti morali e disciplinari, che potrebbero provocare – pur non necessariamente – divisioni nella Chiesa. La via che propongo vuole potenzialmente identificare gli aspetti unificanti di entrambi i sacramenti. Le realtà umane di entrambi i sacramenti sono importanti, ma non così essenziali come il fatto che i sacramenti ricevono il loro significato più profondo dal Mistero Pasquale del Cristo, che è la chiave per capire la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia e la liberazione dai legami di peccati gravi nel Sacramento della Penitenza.

 

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Galleria di foto   (solamente on-line)

1. Il P. Joseph Grzywacz, C.SS.R. con i Missionari Laici nell’isola di Maré, Bahia, Brasile.

2. Molti Redentoristi di tutto il mondo hanno visitato la casa di retiri Picture Rocks, a Tucson, Arizona, USA. La mattina del 7 di ottobre, il fuoco danneggò il refettorio principale, la cucina e la sala comune.

3. I pompieri montano guardia per evitare che il fuoco arrivi alla cappella della casa di ritiri.

4. Come è rimasta la casa di retiri dopo l’incendio.

5. La casa di retiri dopo l’incendio, vista da un altro angolo.

6. Incontro dei Fratelli di Asia-Oceania.

7. L’incontro ebbe luogo nella Città di Ho Chi Minh, Vietnam.

8. L’uragano Stan ed una eruzione vulcanica produssero slavine che lasciarono senza tetto molta gente nel Salvador.

9. Lavoratori che stanno scavando sul luogo delle slavine nel Salvador. Tutto fu conseguenza della coincidenza di un uragano e di una eruzione vulcanica.

10. La coincidenza di un uragano e di una eruzione vulcanica causò le slavine che hanno distrutto molti villaggi.

11. Redentoristi e laici stanno lavorando insieme per portare alimenti e aiuto alle vittime delle calamità naturali nel Salvador.

12. Voluntari della comunità redentorista del Salvador preparano alimenti per le vittime.

13. Messa di apertura dell’Anno accademico all’Alfonsianum di Roma. Da sinistra a destra: P. Sean Cannon, P. Sabatino Majorano, P. Joseph Tobin, P. Enrique López e P. Sergio Campara.

14. Redentoristi dell’Accademia, studenti redentoristi, alunni di altre facoltà universitarie di Roma, e membri della comunità di Sant’Alfonso di Roma concelebrano la messa di apertura del nuovo Anno accademico.

15. Il P. Real Tremblay, cssr, pronuncia la Lezione magistrale di inaugurazione dell’Anno accademico nell’Aula Magna.

16. Apertura dell’Anno accademico 2005-2006 nell’Instituto Superior de Ciencias Morales de Madrid, Istituto universitario fratello dell’Accademia Alfonsiana. Questa apertura ebbe luogo il 7 di ottobre 2005. Da sinistra a destra: Vicente García, Segretario del ISCM, José Luis Bartolomé, C.SS.R., Presidente, Santiago Madrigal, SJ, Decano della Pontificia Universidad Comillas, Alberto De Mingo, C.SS.R., Direttore dell’ISCM, e Marciano Vidal, C.SS.R., Professore dell’ISCM e della Facoltà di Teología della Pontificia Università di Comillas.

17. Migliaia di pellegrini si recano a Materdomini per la chiusura dell’Anno Gerardino”.

18. “Nuovo sepolcro” di San Gerardo Majella nella “Basilica antica”.

19. Il cardinale Re, il Padre Generale e il Cardinale Vithayathil tagliano la torta gerardina!

20. Mons. Kevin Dowling con un accompagnante della sua diocesi nella clinica diocesana.

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Attività del Padre Generale e del Consiglio Generale

Ti piacerebbe sapere dove stanno i membri del Governo Generale in un determinato giorno dell’anno o che cosa stanno facendo? I seguenti indirizzi Web per i vari idiomi ti facilitano il calendario del Governo Generale.

http://www.cssr.com/calendars/CalIT.htm

Questi indirizzi si trovano come e-links nella nostra Web cssr.com nella Zona di Membri e richiedono passwords o contrassegno. Se ancora non ce l’hai, vedi lí stesso la forma di ottenerlo dal Segretario Generale.

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Dal sito Web dei Redentoristi

Le secrétariat pour la Jeunesse et les Vocations nous informe que la Province de Naples a un site sur le net: http://www.pgvrna.it/ Ne manquez pas de cliquer sur la liste déroulante de la page d’accueil qui vous présentera les visages radieux de la jeunesse rédemptoriste napolitaine.

La Vice-Province de Bangkok a maintenant un site sur la Toile: http://www.cssr.or.th/. C’est une présentation complète de notre histoire rédemptoriste, de notre présence et de notre vie en Thaïlande. Présentée à la fois en anglais et en langue thaï. Leur feuille mensuelle The Visitor peut également se lire en ligne.

Enfin, veuillez voir notre annonce dans la section secrétariat au sujet du nouveau site concernant le Secrétariat pour la collaboration avec les Laïcs. Adresse: www.cssr.com/pim

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Notizie della Curia, Segretariati, Commissioni e altri Organismi

Minh, Vietnam
Dal 7 al 10 di agosto 2005
Fr. Joel de Guzman y Banez, C.SS.R.

Dal 7 al 10 di agosto 2005, diversi confratelli della Regione di Asia-Oceania si sono riuniti per celebrare un seminario su San Gerardo. Questo seminario si realizzò nella casa redentorista di Ho Chi Minh Ville, Vietnam. Vi parteciparono circa 57 Fratelli e Padri venuti da 9 Unità differenti: Vietnam (37), Manila (4), Cebu (6), Canberra (1), Aotearoa (1), Bangkok (2), Corea (3), Singapore (2), e Cina (1). Peccato che un Fratello di Sri Lanka non ottenne l’autorizzazione per entrare in Vietnam e poté solamente arrivare in Thailandia. Peccato anche che non furono presenti in questo incontro altri Fratelli di altre Unità della Regione, come quelli dell’India e dell’Indonesia.

Questo seminario su San Gerardo fu organizzato dalla sezione di Asia-Oceania del Segretariato regionale per i Fratelli. Formava parte del programma di formazione permanente di quel Segretariato nella Regione, specialmente per i Fratelli, ma non esclusivamente per essi. Gli obiettivi dell’incontro erano: studiare la vita e la spiritualità di San Gerardo e scoprire la forma di inculturare la sua spiritualità nel contesto di Asia-Oceania. Abbiamo scelto il Vietnam come luogo dell’incontro per permettere ai nuemrosi Fratelli di quella Unità di participarvi, dato che possiedono il maggior numero di Fratelli della Regione.

Il P. Ivel Mendanha, CSsR, del Centro di Spiritualità di Roma, espose i temi riferenti a San Gerardo mentre il Fr. Karl Gaspar, CSsR, della Provincia di Cebu, assesoró sui gruppi di lavoro ed espose il tema della “Inculturazione”. Il P. Enrique López, CSsR., Consigliere generale e membro del Segretariato generale per i Fratelli, descrisse la situazione dei Fratelli nelle diverse Regioni della Congregazione in tutto il mondo; ricordò anche gli obiettivi del Segretariato generale per i Fratelli e fece riferimento ai suoi membri. Durante il seminario si diede lettura a una lettera di solidarietà del Fr. Jeffrey Rolle, CSsR, presidente del Segretariato general per i Fratelli. Il P. Matthew Phung, CSsR, fu il principale interprete durante il seminario e nelle celebrazioni, giacché la magior parte dei confratelli vietnamiti non parla inglese.

Il seminario non solo consistette in conferenze e lavoro di gruppo. Senonché i confratelli che hanno visitato il Vietnam hanno avuto l’opportunità di conoscere alcune comunità di formazione come pure comunità missionarie della Provincia. Ciò avvenne prima e dopo l’incontro. Il Fr. Peter Thuan, CSsR, nostro superefficiente coordinatore in Vietnam, non solo organizzò tutta la parte logistica del seminario, ma coordinò anche le menzionate visite.

Passando al tema del contenuto, i partecipanti discussero sui futuri progetti per i Fratelli nella Regione. Coordinó gli interventi il Fr. Joel B. De Guzman, della Viceprovincia di Manila e membro del Segretariato generale per i Fratelli per la Regione di Asia-Oceania. Il P. Enrique López, nostro Consigliere generale, animò i Fratelli a riunirsi con regolarità nella Regione. Si segnalano alcuni suggerimenti molto concreti che hanno fatto i Fratelli per la Regione:

Il P. Ivel promise che il Centro di Spiritualità di Roma aiuterà la Regione nella formazione permanente dei Fratelli com tutti i mezzi possibili. Il Segretariato regionale raccoglierà tutti i suggerimenti che saranno trattati nella sua prossima riunione. I membri di questo Segretariato saranno nominati al più presto.

Durante la riunione, il Fr. Joel disse pure che restava in piedi l’offerta della Viceprovincia di Manila alla Provincia di Vietnam di accogliere a Manila alcuni dei suoi Fratelli per la formazione permanente o in vista della formazione dei Fratelli, dato che anch’essi hanno vari candidati a Fratelli, ma non hanno nessun Fratello come formatore.

Il Fr. Karl Gaspar, principale assessore del seminario, promise di scrivere un articolo sulla Inculturazione della spiritualità di San Gerardo nella Regione di Asia-Oceania basandosi su tutte le riflessioni dei Fratelli fatte durante questo seminario.

Il seminario si concluse con la celebrazione della Eucaristia finale presieduta dal P. Enrique López. A continuazione si tenne uma serata culturale, con rinfresco, organizzato dai Fratelli giovani del Vietnam.

In nome di tutti i Fratelli e gli altri partecipanti nel seminario, vorremmo ringraziare la Provincia di Vietnam per la sua ospitalità ed accoglienza molto calorosa a tutti coloro che sono venuti per partecipare a questo incontro.

Segretariato per la Collaborazione nella Missione
Roma, Italia

Il Segretariato per la Collaborazione nella Missone, il cui presidente è il Consigliere Generale P. Raymond Douziech, ha il piacere di poter annunciare l’inaugurazione del suo nuovo sito Web. Essi sperano di mantenerti informato sulle sue attività nel mondo intero e di porre a sua disposizione materiale di assistenza per le tue proprie attività di collaborazione con i laici nella tua zona. Un ringraziamento speciale a Jelle Wind, di Olanda, per la sua gentilezza nell’installare e nel mantenere attualizzato questo sito del Segretariato. Attualmente, il sito è disponibile solo in inglese e in portoghese.

La direzione URL nostra è: www.cssr.com/pim . Si può accedere ad esso anche per mezzo del sito cssr.com, entrando in http://www.cssr.com/italiano/whoarewe/secretariats.shtml dove, per sua comodità, esiste una lista di tutti i Segretariati e Commissioni della Congregazione con i nomi dei suoi rispettivi membri e i loro corrispondenti indirizzi e-mail.

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