Roma, Italia DALLE PROVINCIE: PROFILO: VIA MERULANA COMUNICATI: EVENTI:
E' mai possibile che sia già passato un anno dal XXIV Capitolo Generale? Il Padre Generale ed il Consiglio Generale hanno finito il loro primo anno di incarico. Prosegue il lavoro per la formazione delle 5 Conferenze ed in ogni parte del mondo i Redentoristi continuano a predicare il Vangelo continuamente! Con rinnovata speranza, rinnovati cuori e rinnovate strutture!
Dopo aver completato il nostro obiettivo principale, abbiamo deciso di aggiungere altri due programmi per il futuro: S. Agata dei Goti, la diocesi dove S. Alfonso ha prestato servizio come Vescovo, e i Luoghi di interesse per i Redentoristi a Roma. Nel frattempo, continuiamo a godere l'attuale contenuto che ci dà un assaggio delle nostre origini redentoriste e, se non lo abbiamo ancora fatto, ci alimenta il desiderio di visitarli un giorno di persona.
Per coloro che conoscono la lingua italiana, abbiamo aggiunto un nuovo servizio alla nostra pagina www.cssr.tv , nell'area menu d'argento posta sotto lo schermo video: è la stazione televisiva della Provincia di Napoli, Telenuova 2. Ogni giorno vengono trasmessi dei programmi esclusivi sui Redentoristi e sui luoghi redentoristi, in lingua italiana.
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Martedì 23 novembre alle 7:30 del mattino, con una Messa nella Cattedrale di S. Patrizio nella Città di New York, la Provincia di Baltimora presenterà l'Arcivescovo Timothy Dolan insieme a due icone di Nostra Madre del Perpetuo Soccorso. Una icona verrà posta nella sacrestia dell'Arcivescovo, e l'altra verrà posta nella sua residenza. L'Arcivescovo Dolan ha una grande devozione per Nostra Madre del Perpetuo Soccorso. E' stato un desiderio dei Redentoristi della Provincia di Baltimora quello di portare l'icona nella Cattedrale, ma questo evento non è stato passeggero. Comunque, essi sono felici che Nostra Madre del Perpetuo Soccorso sarà presente in sacrestia e nella residenza.
Vi ricordiamo ancora una volta, che in aggiunta al nostro mensile SCALA potrete trovare notizie aggiornate sui Redentoristi e sui loro apostolati, ogni giorno sul sito www.redemptorist.info Grazia e Redenzione per Tutti!
Lviv, Ucraina
Zimbabwe
Abbiamo preso ispirazione per questo tema, dal Capitolo Generale del 2003 che ha sostenuto: “la ragione prevalente per la nostra scelta del tema è la fede in Gesù nostro Redentore. Noi siamo rimasti talmente affascinati dalla chiamata di Dio che solo dando le nostre vite per la piena Redenzione possiamo rispondere all'Amore di Dio per noi”. Come Redentoristi dello Zimbabwe e veri figli di S. Alfonso, crediamo fermamente in Gesù Cristo, il nostro Santissimo Redentore e siamo determinati a corrispondere all'Amore di Dio per noi dando le nostre vite. Questa è l'eredità che abbiamo ricevuto in questi cinquant'anni e che conserviamo amorevolmente. Sappiamo, come tutti i Redentoristi, ovunque essi siano, che dare le nostre vite per la Piena Redenzione comporta delle serie conseguenze. A livello personale ciò richiede ad ognuno di noi una conversione continua. Essere un Redentorista significa essere sempre alla ricerca di una più profonda relazione con Gesù Cristo, un più stretto discepolo del Redentore ed un più profondo testimone della nuova vita nello Spirito Santo. “Dare le nostre vite per la piena Redenzione”, significa far morire se stesso per vivere la piena vita di Gesù Cristo. E ciò non è facile, ma è possibile. E' possibile attraverso l'aiuto di Dio, il sostegno che ci diamo l'uno con l'altro in comunità, l'aiuto che riceviamo da coloro che inviamo a dare testimonianza, che a modo loro danno anche testimonianza a noi sul fatto che nel Signore c'è piena Redenzione. Dare le nostre vite per la piena Redenzione comporta serie conseguenze in un mondo in cui siamo tentati a dare le nostre vite per valori minori. In un mondo in cui si sta sempre più abbandonando Dio, noi facciamo un forte atto di fede per dare le nostre vite per la piena Redenzione. Così abbiamo il coraggio di incontrare il mondo, per attirarlo senza paura, per sostenere un dialogo significativo con esso e per far durare in esso la speranza che ci dà la nostra fede. Nello Zimbabwe, le sfide per la nostra fede sono molte oggi e ciò rende sempre più meritevole dare le nostre vite per la piena Redenzione. Dare le nostre vite per la piena Redenzione comporta serie conseguenze, sia negative che positive. Come Redentoristi siamo chiamati a dare noi stessi in ogni stagione. Le vicissitudini di questi cinquant'anni e dei nostri tempi attuali, nello Zimbabwe, ci sfidano ad essere veri missionari Redentoristi descritti al punto 20 della nostra Costituzione: “Forti nella fede, lieti nella speranza, ferventi nella carità, ardenti nello zelo, coscienti della propria debolezza, perseveranti nella preghiera, i Redentoristi, da uomini apostolici e veri figli di sant’Alfonso, seguendo con gioia il Salvatore Gesù, partecipano del suo mistero, lo annunziano con semplicità evangelica di vita e di parola e, rinnegando se stessi, sono sempre pronti ad affrontare ogni prova per portare agli uomini l'abbondanza della Redenzione.” Questo è il ritratto degli adorati confratelli che sono andati prima di noi. E' il ritratto che noi immaginiamo per i Redentoristi dello Zimbabwe di oggi durante la veglia del cinquantesimo anniversario sulla nostra presenza in questo paese. Questo è ciò che rende il dare le nostre vite per una Redenzione piena di sfide ed entusiasmante, piena di impegno profondo e rischiosa per la vita. Questo cinquantesimo anniversario è un fattore decisivo per noi dello Zimbabwue, poiché lo celebriamo in un'epoca in cui attualmente siamo un gruppo completamente indigeno. Molti dei nostri predecessori espatriati avrebbero avuto il piacere di partecipare a questo giorno ma non lo hanno fatto. Il loro lavoro non è stato sprecato, la loro fatica non è stata vana – essi hanno piantato ed innaffiato i semi che noi ora raccogliamo abbondantemente. Questo raddoppia la nostra gratitudine verso di loro. Essi sono una forte testimonianza nello spirito, ed una presenza piena di entusiasmo nei nostri cuori, ovunque siano, all'estero e in cielo. Noi celebriamo la consacrazione delle nostre vite per la piena Redenzione in questo momento critico in cui prestiamo attenzione al messaggio del XXIV Capitolo Generale: “Predicare il Vangelo continuamente: rinnovata speranza, rinnovati cuori, rinnovate strutture per la missione”. Insieme con altri Redentoristi del Continente Africano, stiamo cercando dei modi per consolidare la nostra presenza e rispondere con la fede peculiare della nostra Congregazione alle necessità della Missione in Africa.
Provincia di Bangkok Nota dell'Editore: Padre Joe Maier C.Ss.R. è il fondatore e il direttore della Fondazione per lo Sviluppo Umano a Klong Toey, Bangkok. E' divertente ciò che a volte gira intorno ad una vita. Per Cookie Crumb James, la cosa importante era un pasto gustoso, alcuni biscotti e... briciole. Era arrivato nella più totale confusione, come un materiale disastrato. Non poteva camminare né strisciare. Parlava a stento (o non voleva), delle emicranie di livello “industriale” che gli facevano cuocere il cervello. Neanche un amico in questo mondo: era nato con l'HIV ed aveva l'AIDS. Il perfetto esempio di un “Bambino da Buttare Via”. Aveva otto anni. Non di più. Taglia extra large per un bambino con l'HIV malato di AIDS, ma taglia normale per un bambino di otto anni. Faccia sfregiata da cicatrici – occhio sinistro mal ridotto. Gli causava ciò il fuoco di S. Antonio (Herpes Zoster). Ma non era brutto! Era il nostro Cookie Crumb James. Chiunque l'avesse incontrato l'avrebbe amato. Grande Sorriso. Quando un bambino viene portato da noi dal nulla – alla fine della corsa – viene gettato sul gradino d'ingresso della nostra porta, che nel gergo del nostro ospizio chiamiamo “discarica”. Pochi giorni dopo l'arrivo con il “taxi discarica” al nostro Centro della Misericordia, abbiamo dato a Cookie Crum James uno speciale nastro da indossare. Un nastro che gli abbiamo conferito per il suo coraggio, il suo valore e la sua determinazione. Ma a partire dal secondo giorno, James sputava la pappa di riso sul nastro. Così tanto per mostrare coraggio. Facciamo raramente tale consegna del nastro. In undici anni di contatto con i bambini malati di AIDS abbiamo consegnato un solo nastro di onore prima – ad una bambina molto speciale (ma questa è un'altra storia). Cookie Crumb James ha deciso di fare del nastro sporco un uso migliore. Non immediatamente. Niente è facile. Il lavoro e l'energia di cui uno ha bisogno per guarire, per voler vivere, può essere una decisione incredibilmente difficile. Ma alla fine ha preso la decisione, e probabilmente lo ha fatto per molte pesanti e tremende ragioni. Ma “diamine”! - così come molte delle nostre “Chiamate” - che spingono su e giù le nostre vite sulla terra, la più grande ragione di Cookie Crumb James sembrava così semplice. Essa “era scesa giù così”. Abbiamo portato tutti i bambini malati di HIV/AIDS ad un ristorante e “trasportato” di peso Young James. Era una pietanza normale – aggiungere-acqua-mescolare-lentamente-portare-ad-ebollizione per-tre-minuti. Ma Young James è andato pazzo per questo preparato ed ha esclamato che era il miglior cibo che aveva mai mangiato. “Impressionante”. Così, una delle “mamme” della nostra bella casa ha improvvisato uno spot “Bambino” “Cambierò i tuoi pannolini velocemente quando puzzerai, e quando il tuo fondo schiena avrà prurito, se tu prometti di camminare. Quando tu camminerai o anche solo striscerai, ritorneremo ancora qui – in tuo onore”. La “mamma” immaginava che se fosse stata in grado di farlo reggere sulle sue gambe e farlo camminare, quando aveva il suo “stimolo mattutino” sarebbe stato possibile portarlo alla toilette. Un fondo schiena con meno prurito! Una donna in gamba. Gli altri bambini si sono alzati ed hanno iniziato a girare intorno a Cookie Crumb – gli dicevano che aveva paura di camminare: era un fifone. Il tutto facendolo piangere – ed arrabbiare. Inoltre, essi non erano felici di essere il “vento in poppa” di Young James, che ha avuto una mossa abile! Un talento nascosto! Una ragione in più per uscire dall'ospizio. Ma torniamo indietro al primo incontro con Cookie Crumb James... E' arrivato in taxi da un altro ospizio in cui avevano detto di non essere in grado di occuparsi della sulla T.B più il suo HIV/AIDS. Forse potevano o forse no – non sta a noi dirlo. Fine del percorso in cui si buttava un bambino in fin di vita. Lui puzzava. E la cosa insospettiva. In quei primi momenti con noi, mentre si sosteneva con la sedia a rotelle, se la faceva addosso e piagnucolava, noi ci siamo in qualche modo resi conto che egli era un bambino speciale: “Io vi sfido a prendervi cura di me e ad amarmi. Andate avanti, almeno provateci, ed io starò meglio”. Forse tutti i bambini erano così. E probabilmente lo eravamo anche noi. Nel trascinarlo su un letto libero, una delle “mamme” è scivolata e lo ha afferrato per la maglietta, ma non lo voleva lasciare. Lui ha cominciato a battere la testa, ad urlare, ma è stato preso. Questo è quanto è successo. Young James aveva trovato qualcuno che lo prendeva a cuore. Il primo ragazzo che ha incontrato è stato Master Nok Yak (che in Tailandese significa “Uccello Gigante”) che è una creatura scheletrica di otto anni che ha passato metà della sua vita malato con l’AIDS e che dimostra cinque anni di età anche dopo un pasto completo. Nok Yak si è avvicinato al letto ed ha preso Cookie Crumb James per mano offrendogli un boccone del suo biscotto, guardandolo e squadrandolo. Ma qualcosa è successo: si sono capiti. Andava bene. I biscotti potevano essere condivisi. Entrambi erano bambini da buttare via – ma che avevano cura l’uno dell’altro finché c’erano provviste di biscotti. Per il resto potevano fare tutto per proprio conto.. Per circa un anno, Cookie Crumb James non si era divertito. Non si piaceva molto e non gli piaceva come lo stava riducendo il virus. Ha passato molto tempo a letto con violenti mal di testa e dovevano massaggiargli la fronte 10 – 15 minuti per due volte al giorno e poi gli mettevano un panno freddo con il ghiaccio, e lui smetteva di lamentarsi finché il panno era freddo o finché non si addormentava. La “mamma” della casa era piuttosto rude con lui. Spesso era impaziente, ma a uno che è stato abbandonato per tre o quattro volte, indossare pannolini puliti ed avere un massaggio con un panno ghiacciato sulla fronte gli sembrava di essere in cielo. La sua amicizia con Giant Bird è fiorita e durante l’ora dei pasti lo scheletrico Master Nok Yak andava al letto di Cookie Crumb James per aiutarlo a mangiare. Il primo boccone era grande “quanto la bocca” il secondo è scivolato “accidentalmente – ho! ho! ho! –“ sporcandogli faccia e capelli. A volte, Cookie Crumb James voleva piangere, altre volte, quando il mal di testa non era troppo forte, lui ed il Giant Bird sghignazzavano e ridevano. Ma stava mangiando regolarmente e riprendendo le forze. Un giorno, quando il cibo che lo sporcava non era buono, ha tirato un calcio a Nok Yak con la sua gamba buona e lui ha iniziato a piangere restituendogli il calcio e facendolo piangere a sua volta. Dramma! La “mamma” li ha schiaffeggiati e li ha presi a male parole, sia perché aveva litigato con il suo marito ubriaco, sia perché la notte precedente altri bambini sotto le sue cure stavano molto male. Così Young James si è fatto testardo – dicendo che poteva mangiare da solo. Ha iniziato con la bocca nel piatto, come un cucciolo di cane. Ma gli altri bambini lo prendevano in giro e così lui ha messo in movimento il suo braccio buono ed ha iniziato ad usare il cucchiaio. Piuttosto bene. E poi c’era la sua “mamma” che continuava a rimproverarlo. Diceva a Cookie Crumb James di camminare ogni qualvolta gli strofinava la faccia e gli lavava i capelli e gli dava del fifone. Ma sapeva le regole, sapeva molto bene come andava trattato. Alcune donne lo sanno appena. Così, quando Nok Yak, alias Giant Bird, lo canzonava in malo modo o giocava con lui in modo troppo violento, lei lo cacciava via. Era una donna rude alla fine della sua carriera che si prendeva cura dei ragazzi in fin di vita, da buttare via, e puliva le toilette. Ma amava i bambini –non poteva aiutare se stessa. Era obbligata a fare un lavoro di “mamma” che non voleva, cercando di non essere troppo affettuosa come una vera mamma poiché lei aveva i suoi figli, tutti tatuaggi e guai, ma erano sani e non malati. Per Cookie Crumb James non era così. Non sapeva se poteva far visita al suo amichevole Tempio di periferia degradata mentre ci sono Cookie Crumb James e il suo compagno con l’AIDS Giant Bird che potevano fare il suo ultimo viaggio. Andare e non tornare. Dormire e non svegliarsi. Non tornare indietro. Morte senza via di uscita. E’ stato con noi per 17 mesi. Ha iniziato a nove anni in un asilo e poi è stato un anno dietro al suo amico Giant Bird. Cookie Crumb James non vedeva bene dall’occhio sinistro, ma il destro era abbastanza buono. L’epoca dei pannolini è finita – lui riesce a parlare chiaramente (quando ci prova) e capisce ogni cosa. La “mamma” sa che è ingiusta con i biscotti e gliene dà 2 0 3 per il pranzo e lui li divide con gli altri e piange quando per lui non ne rimane nessuno. Alcune settimane fa ha sconfitto la sedia a rotelle, una carretta giocattolo color rosso brillante con una ruota di sterzo. Non aveva pedali, ma solo ruote di gomma, così che poteva spingerla con la sua gamba buona. Oh ragazzo, lui e il Giant Bird avevano “totalmente sfasciato” quella povera sedia-carretto. I giorni delle prove. Cookie Crumb James si sosteneva, e trascinava quella carretta come una Formula Uno correndo con Giant Bird che lo spingeva da dietro. Andavano a sbattere ovunque – contro muri, colonne ed altri bambini. Andavano a sbattere si rovesciavano e si facevano lividi, piangevano e ridevano. Tutto significava che stavano bene e che erano ragazzi. Un giorno si sono alzati da uno di questi scontri e le ruote si erano piegate e la carretta non si poteva più muovere, così James ha fatto i suoi primi passi e Giant Bird lo teneva fino a che essi non sono caduti. Essi ridacchiavano sul pavimento. Questo era un buon segno poiché bambini con l’AIDS possono giocare in maniera violenta ma non hanno molta energia, e ci vuole molto tempo prima che riprendano fiato. Ma finalmente si sono alzati, e Cookie Crumb James ha fatto un altro passo e poi un altro. Per giorni e per settimane camminava, inciampava e cadeva. Poi un giorno è caduto per le scale. Oddio. La “mamma” ha detto che poteva stare lì per sempre prima di avere il suo aiuto. Vi poteva anche dormire, ma se voleva del cibo doveva salire le scale da solo. Si è sforzato per tutto il pomeriggio. Un volontario che era fisioterapista con una grande pazienza lo ha addestrato. Ora, Young James cammina per circa 150 metri per andare all’asilo ogni giorno cadendo una mezza dozzina di volte. Non è troppo male per un bambino-da gettare via. Gli ospiti dell’ospizio che lo ha respinto non lo sapevano. Non potevano sapere che lui era Cookie Crumb James dal Nastro Macchiato. Sappiamo poco del suo passato, solo che i suoi genitori sono stati operai edili itineranti. Una mamma morta di AIDS e un papà ed una nonna da qualche parte. Di sicuro ha una sorella di un anno più grande che stiamo cercando e non penso che lei sappia nulla. Nel frattempo, Cookie Crumb James cresce, camminando, trascinando la sua debole gamba, il suo goffo braccio tutto anchilosato ed un ghigno storto. Giant Bird è il suo migliore amico. Essi litigano molto, rifacendo la pace, giocando e litigando ancora. La “mamma” non lo chiama più fifone. Si, lo ama anche se non può aiutarlo. Teme quell’ultimo viaggio al Tempio. Così va avanti giorno per giorno. E Cookie Crum James sa che ha una vera madre. Prima vi avevo detto detto che lui e Big Bird giocano e litigano molto. Non è molto vero ora. “Malato a metà della sua Vita” Giant Bird si reca all’asilo si e no una o massimo due volte su cinque giorni a settimana. E quindi è Cookie Crumb James che ora va da Big Bird, gli prende la mano e lo aiuta a mangiare con il primo cucchiaio in bocca e il secondo ho ho ho. A volte egli addirittura canta per farlo addormentare. Nei giorni in cui si sentono più forti, Cookie Crumb James inciampa da solo lentamente così Big Bird lo può tenere su. I loro compagni non lo prendono più in giro come lo facevano prima, ed ognuno ama Giant Bird. Si, i bambini possono essere crudeli, ma anche gentili.. Non conoscono la pietà che va loro insegnata. Questa è una di quelle grandi storie. C’è il Bene, in questo Mondo, ed i Sogni, per cui si combatte e a cui non si vuole mai rinunziare. Veramente ciò che ci abbatte sono i bambini-da gettare via senza via di uscita. Cookie Crumb James e Giant Bird sono quelli più forti. Sabato scorso dopo la visita medica e la colazione, la “mamma” ha cotto dei biscotti con i bambini. Fuori nel cortile c’è un piccolo laghetto di cemento con bianchi gigli e girini e qualcuno si è preso il merito – di liberare una mezza dozzina di pesci. Cookie Crum James ha preso un amo ed una lenza. Giant Bird si è sentito meglio così hanno riempito le loro tasche di biscotti appena fatti e, sorridendo, si sono avviati verso il laghetto. Forse i pesci sono interessati ai biscotti. Non si sa mai… E’ venuto da noi un bambino senza tempo e senza spazio. Cookie Crumb James.
Per ulteriori informazioni: www.mercycentre.org
o scrivete a info@mercycentre.org.
PROFILO:
Roma Nota dell'editore: l'Arcivescovo Bashar Matti Warda, C.Ss.R., dell'Iraq, è venuto a Roma per partecipare al Sinodo Straordinario dei Vescovi del Medio Oriente e ha anche partecipato ai festeggiamenti per l'Arcivescovo Tobin. Ci siamo seduti con l'Arcivescovo Bashar per una conversazione sulla sua vita e sul suo lavoro in Iraq. Una settimana dopo questa intervista, i terroristi hanno attaccato una Chiesa Cattolica di Rito Siriano a Bagdad con forti perdite di vita, incluso un sacerdote. SCALA: Qual'è la storia della sua vocazione? Arcivescovo Bashar: sono entrato in seminario nel 1981. La nostra casa stava vicino ad esso e prima di entrarvi, stavamo sempre nei sui paraggi e i seminaristi ci insegnavano il catechismo. Li ammiravo veramente. La mia prima, vera, esperienza di una chiamata al sacerdozio è arrivata durante la guerra del 1991, la prima Guerra del Golfo. Allora stavo al mio primo anno di Teologia e c'erano bombardamenti ovunque. Non avevamo niente da fare se non andare in chiesa e stare con i giovani. Le notti erano molto lunghe e dovevamo stare svegli per i bombardamenti. Stavamo sempre ammucchiati in gruppi di circa dodici giovani in spazi veramente limitati. Durante la notte i giovani facevano molte discussioni ed esprimevano preoccupazioni: mi chiedevano del Vangelo, dei Sacramenti, della Missione della Chiesa....... chiedevano, chiedevano e chiedevano. Col passare dei giorni queste discussioni si sono approfondite sempre di più arrivando a chiedere della loro vocazione come laici. Allo stesso tempo, mi è stato chiesto della mia decisione di diventare sacerdote. Durante questi giorni mi sono reso conto che la mia chiamata era cresciuta e c'erano sempre gli esempi di Padre Vincent van Vossel, C.Ss.R., e degli altri Redentoristi che prestano servizio in Iraq. Dopo la guerra, ho parlato con l'anziano Padre Frans Van Stappan, il mio direttore spirituale, il quale mi ha detto che sarebbe stato difficile entrare nei Redentoristi, in quell'epoca. Dopo la sua morte, ho chiesto ad un altro Redentorista, Padre Luciens Cop, C.Ss.R., di essere il mio direttore spirituale. Sono stato ordinato sacerdote nel 1993 con il rito Caldeo. Dopodiché ho dovuto fare il servizio di leva obbligatorio. Durante quel periodo, Padre Lasso, l'ex Superiore Generale dei Redentoristi, ha avuto occasione di visitare il paese. A quel tempo c'era il dubbio se accettare i seminaristi per la Missione Redentorista, ma tuttavia, Padre Lasso ha affermato che i Redentoristi avrebbero potuto accettarmi. Ogni cosa è stata per me una sorpresa. Ho chiesto al Patriarca di permettermi di seguire la mia vocazione come Redentorista e lui ha accettato. Sono entrato nel noviziato redentorista di Dublino nel 1999 e poi sono tornato in Iraq per lavorare come Redentorista predicando ritiri spirituali, ritiri per i giovani, insegnando al Collegio Biblico e trattando i problemi fondamentali della Teologia Morale. Nel 2002 c'è stata affidata una parrocchia, una delle maggiori della parte sud di Baghdad, che all'epoca aveva tremila famiglie. Alla fine del 2006, a causa della violenza, mi è stato chiesto di dirigere il seminario maggiore della Chiesa Caldea. Ho spostato il seminario, dalla violenza, verso la parte nord del paese per continuare là la missione del seminario e costruirvi un edificio. Ho sempre cercato di rendere chiaro che ho sempre lavorato come un Redentorista felice. Gli anni che vanno dal 2004 al 2006 sono stati difficili perché pieni di problemi che non riguardavano il sacerdozio. Ma specialmente in un'epoca in cui non c'era governo, non c'era uno Stato e non c'era punto di riferimento per il popolo, il popolo ha sempre bussato alla porta della chiesa per cercare soluzioni ai suoi problemi. Sentivo che era necessario fare apostolato verso il popolo che veniva nella nostra terra di Abramo, nostro padre nella fede.
Tale fuoruscita di gente rende i progetti pastorali estremamente difficili; è difficile progettare un calendario per l'anno – persino sei mesi prima. I problemi di sicurezza colpiscono anche i progetti ma le Chiese che sopravvivono sono piene. La gente continua ad andare in Chiesa in circostanze molto difficili e ciò ci dà incoraggiamento e speranza. I parroci e la gente si stanno incoraggiando l'uno con l'altro. Mi ricordo, a febbraio, quando è iniziata la violenza a Mossul ed uccidevano Cristiani ogni giorno per 14 giorni, ero andato a visitare l'Arcivescovo Emil Nona a Mossul, che era stato appena ordinato Arcivescovo, e siamo andati a visitare le case in aree molto pericolose, ma vi stupireste dell'entusiasmo delle persone. Quando l'Arcivescovo organizzava un incontro o un servizio, la gente usciva e riempiva le chiese. Questo era il loro modo di rispondere alla violenza e dimostrare la fede che essi hanno in Gesù Cristo. E' veramente sorprendente. Ciò accadeva durante il picco di violenza in Iraq. SCALA: Quanti sacerdoti avete? Arcivescovo Bashar: Abbiamo 10 sacerdoti attivi e 2 in pensione – per un totale di 12. La mia diocesi è quella di Erbil, situata nella parte nord della regione ed è molto sicura. Tuttavia abbiamo una pressione, a livello pastorale, di 4000 famiglie che sono fuggite dalla violenza di Baghdad e Mossul dove alcune chiese sono state chiuse. Ho dovuto costruire nuove chiese, e in tre anni ne ho fatte 2, ciascuna per 1000 persone. C'è un estremo bisogno. SCALA: Com'è l'infrastruttura della Chiesa? Arcivescovo Bashar: Per il prossimo mese, stiamo disponendo le fondamenta di una nuova chiesa e speriamo anche di una nuova scuola. Ma come vi ho già detto, a Baghdad e a Mossul abbiamo dovuto chiudere da 7 a 8 chiese caldee poiché l'intera area era minacciata. Le scuole sono state nazionalizzate nel 1974 e noi ne abbiamo avute indietro alcune, ma non tutte. SCALA: E' in contatto con il diaspora? Arcivescovo Bashar: Sì, via e-mail, internet e corrispondenza regolare. SCALA: In che modo state costruendo il futuro? Per esempio, come state preparando il futuro della Chiesa in Iraq, se gli uomini che oggi entrano nel sacerdozio non vogliono rimanere in patria per paura e scelgono di fare apostolato agli emigranti iracheni fuori dall'Iraq piuttosto che nel loro paese? E' questo un problema? Arcivescovo Bashar: E' un problema. E noi lo abbiamo affrontato, discutendone tra Arcivescovi e sacerdoti; è molto importante che noi Arcivescovi e sacerdoti siamo tutti testimoni, non solo la gente comune. Se la gente rimane nel paese anche i sacerdoti dovrebbero rimanervi. A suo tempo anche noi abbiamo studiato fuori dal paese e c'erano centinaia di ragioni per stare fuori, ed anche la possibilità di poterlo fare, ma abbiamo deciso di tornare indietro perché è stato lì che abbiamo iniziato. Se la Chiesa avesse bisogno di farci uscire, ciò verrebbe fatto in modo canonico. Abbiamo chiarito questo problema. Se la nostra gente ci dà la speranza, noi dobbiamo essere con loro. Abbiamo avuto sacerdoti che sono stati fuori e sono tornati in Iraq. Essi sono stati chiamati a tornare indietro e lo hanno fatto. Uno è stato richiamato a Baghdad ed ha guadagnato la fiducia di così tanti sacerdoti che il Patriarca Caldeo ha chiesto ai Redentoristi di essere responsabile per la Chiesa Caldea nel cuore di Baghdad. Se una vocazione irachena si sente chiamata a servire la diaspora, ne dovrebbe parlare francamente alla gente e dovrebbe avere la benedizione di questa e dell'Arcivescovo – dalla comunità, cioè, che ha dato la vita per questa chiamata al sacerdozio. Il popolo della diaspora per essere sicuro, merita di essere servito e il lavoro è meraviglioso ed impegnativo. I nostri sacerdoti possono fare del lavoro pastorale meraviglioso, ma io stesso credo che il processo dovrebbe essere canonico. Non dovrebbe essere difficile, assolutamente. SCALA: L'Iraq è ancora un luogo pericoloso per i sacerdoti e i religiosi? (nota dell'editore: questa domanda è stata posta prima dell'attacco terroristico del primo novembre) Arcivescovo Bashar: C'è stato un pericolo e c'è ancora. La maggior parte degli iracheni, quando iniziano la loro giornata escono da casa e non sanno se torneranno o no. Tutti ci dicono questo – dal Presidente dell'Iraq alla gente molto povera che vive in aree remote. Non si sa se ci sarà un rapimento, un'esplosione, o chi lo sa. C'è una necessità di sacerdoti in così tanti luoghi in Iraq e anche nella diaspora. L'ottanta per cento dei sacerdoti che prestano servizio nella diaspora sono iracheni, mentre alcuni sono nati negli USA o in Europa. E' l'Iraq che offre sacerdoti. Ritorno sul problema che se si viene propriamente inviati a servire la diaspora ciò sarà benedetto solo se sarà ufficiale. Ma se i singoli individui decidono di non tornare indietro, penso che ciò non incoraggerà la gente che rimane nella loro terra. Mossul, per esempio, una delle aree più pericolose, ha 8 vocazioni nel seminario iracheno. SCALA: Come potete immaginare la futura formazione religiosa e sacerdotale per le vocazioni irachene?
Arcivescovo Bashar: il Sinodo ha dato l'occasione di richiamare l'attenzione verso la regione e verso la situazione delle comunità cristiane. Il Sinodo ci ricorda che stiamo vivendo la virtù della solidarietà con i nostri fratelli e sorelle del Medio Oriente. L'attenzione di tutta la Chiesa è ora fissata sui problemi del Medio Oriente. Il Sinodo è in difficoltà – e la gente lo sa – perché Il Sinodo come fenomeno, è stato apprezzato. Per risolvere i problemi economici, sociali e politici, possiamo fare poco. Possiamo diventare più consapevoli della nostra responsabilità come “ponte” per la riconciliazione e il mantenimento della pace tra le comunità. Possiamo costantemente ricordare ad ognuno come è importante vivere in una società pacifica e rispettosa. Le aspettative della gente sono realistiche. Essi sanno che la Chiesa può fare poco nell'affrontare così tanti problemi. Siamo vittime di troppe difficoltà, che in origine sono politiche economiche e sociali. Ogni membro del Sinodo porrà queste domande: Come Parroci, cosa possiamo fare per le nostre comunità? Come predichiamo il Vangelo? Predichiamo il Vangelo come Buona Novella o solo dando “informazioni” sulla religione cristiana? Diamo molte buone informazioni sul Cristianesimo, ma la responsabilità è dare Cristianesimo e non solo insegnare il Cristianesimo così il Vangelo sarà accettato come Buona Novella. Abbiamo osservato la fortissima testimonianza del popolo di Cristo. Questo dovrebbe essere apprezzato. Questa è la sostanza della prima parte del “messaggio finale” che il Sinodo sta preparando. Il primo augurio è per i nostri laici, perché essi sono veramente il segno di Dio, il segno di testimonianza ed il segno di comunione. Essi sono coloro che sono sempre là per incoraggiarsi l'uno con l'altro ed essi sono coloro che forniscono le vocazioni e cercano di aiutare a mantenere il loro Cristianesimo in modo chiaro. I Vescovi delle chiese del Medio Oriente progettano di tenere il loro Sinodo regionale per il prossimo anno per continuare a discutere su questi problemi. SCALA: Cosa vorrebbe dire ai Redentoristi nel mondo che leggeranno questa intervista? Arcivescovo Bashar: Essere un Redentorista è un dono ed una responsabilità. E' un dono dalla Chiesa e per la Chiesa. Dobbiamo riceverlo con cuore gioioso e non sarà semplice. Ci sono molte sfide e richieste. Alla fine del giorno saremo sempre poveri nella nostra preghiera a Dio cosicché nel dare ciò che diamo, sentiamo che abbiamo ricevuto di più di quello che diamo. Ma anche questo è ciò che Dio vorrebbe sempre che noi siamo. Egli ci dà e si aspetta che noi a nostra volta lo condividiamo con i nostri fratelli e sorelle. Nella condivisione c'è pienezza di gioia, specialmente quando lo vedete negli occhi di coloro che lo ricevono da voi. Quando essi vi diranno grazie sperimenterete una grande gioia interiore. Vorrei anche chiedere a tutti i Redentoristi di pregare per la Chiesa in Iraq. Essa è la Chiesa dei martiri e dei testimoni. Sarebbe una grande perdita per tutta la Chiesa se si perdesse la Chiesa irachena a causa della crisi in Medio Oriente. Crescere la consapevolezza tra tutte le nostre comunità vorrebbe dire essere parte del nostro compito di Redentoristi poiché noi ora siamo in tutto il mondo. Forse qualcuno potrà voler conoscere di più sulla Chiesa in Iraq e si può andare facilmente in Internet e trovare molti articoli sulla Chiesa e sulle notizie quotidiane che il nostro popolo sta dando sul loro Cristianesimo. Noi possiamo diffondere questa informazione a tutti coloro che ci vogliono aiutare. Dal momento che siamo in tutto il mondo, conosciamo persone importanti, gente responsabile. Forse possiamo aiutare la Chiesa diffondendo l'augurio che la gente comune dell'Iraq, Cristiani e Mussulmani, siano degni di una vita migliore e possano vivere in Iraq, in pace e libertà. SCALA: Grazie, Arcivescovo Bashar, per il suo tempo e le sue riflessioni. Arcivescovo Bashar: Grazie a voi! Nota dell'Editore: Si prega di visitare il sito http://www.cssrb.com/ per ulteriori informazioni sui Redentoristi e la Chiesa in Iraq.
L'attacco di ottobre contro i Cattolici in Iraq “I Cristiani, ora, sono terrificati e sotto shock. Essi si trovano di fronte ad un terribile dilemma: emigrare e salvare le vite dei propri cari, o rimanere nel paese e testimoniare la fede rischiando la propria morte.” Questo è quanto ha affermato P. Vincent Van Vossel, C.Ss.R., Superiore dell'ordine dei Redentoristi dei Sacerdoti cattolici di Baghdad, dopo il massacro avvenuto il 31 ottobre nella Chiesa di Rito Siriano di Nostra Signora della Salvezza.
VIA MERULANA Roma, Italia Nota dell'editore: molti dei confratelli, nel mondo, hanno visto l'ordinazione dell'Arcivescovo Tobin dal vivo su Internet. Ormai, la maggior parte di loro hanno scorso le gallerie fotografiche ed i video sul sito www.redemptorist.info ed altrove. Qui di seguito vengono riportate due relazioni scritte che descrivono le immagini nei dettagli. Speciali ringraziamenti vanno al Notiziario Denverlink della Provincia di Denver, e al Provinciale P. Tom Picton per aver condiviso questa relazione del momento storico per la Congregazione. Thomas Picton, C.Ss.R. 8 ottobre 2010 Questo non è ciò che immaginavo per l'inizio dell'ordinazione episcopale di P. Joe! Avevo in mente la persona giusta, ma identità errate – ma forse è normale per un Provinciale stanco per via del fuso orario! Neanche nei miei sogni più agitati avrei potuto immaginare che la mia ultima visita ufficiale a Roma, come Provinciale, sarebbe stata per partecipare all'ordinazione episcopale di un ex studente Superiore Generale Emerito e confratello della Provincia di Denver, come conseguenza di una nomina da parte di Papa Benedetto XVI per un dicastero molto importante nel Vaticano – la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica comunemente conosciuta come “Congregazione per i Religiosi”. E' sembrato surreale che un Redentorista, confratello e membro della nostra Provincia, sarebbe stato spinto sulla più alta scena della leadership mondiale nella Chiesa, con responsabilità che riguarda le vite di molti religiosi uomini e donne nel mondo. E' sembrato incredibile che ciò oggi stava accadendo – era solo un sogno o era la realtà?! La famiglia e gli amici di Joe si sono riuniti nella cappella interna della Casa di S. Alfonso per celebrare l'Eucarestia – la sua ultima Messa come P. Joseph Tobin, come ha fatto notare uno dei suoi compagni di classe. Tra gli altri presenti, c'erano quelli della Provincia di Denver incluso i Padri Joe Dorcey, John Vargas, Bill Bueche, Bernie Carlin, John Steingraeber, Gary Ziuraitis e Tom Santa ed altri compagni di classe e confratelli tra cui P. Henry Beauchamp da Porto Rico , P. Phil Dabney da Boston, MA e P. Pete Sousa dalla Vice-Provincia di Richmond. Erano anche presenti P. Marty Laumann, un ex confratello della Provincia di Denver che attualmente presta servizio nell'Arcidiocesi di Manuas, Brasile, P. Don Miniscalco, C.Ss.R, un distinto professore di Patristica all'epoca in cui Joe era studente del seminario maggiore ad Esopus, ed un buon amico e ex confratello Peter Tran. P. Pat Woods, Provinciale della Provincia di Baltimora, è arrivato sabato mattina in tempo per l'ordinazione che avveniva nel pomeriggio. Poco prima dell'inizio della Messa i compagni di classe di Joe gli hanno portato un dono. 9 ottobre 2010 Joe veniva chiamato “Reverendissimo” mentre prestava il servizio come Superiore Generale, e nonostante che avrà lo stesso titolo, ci sarà per lui una trasformazione nella nuova realtà di Arcivescovo. Al mio ingresso in S. Pietro, nel percorso verso la sacrestia, ho notato una figura atletica appena al di sotto dell'altare principale, splendidamente vestita con una veste episcopale color porpora che stava salutando forse qualcuno della sua famiglia e degli ospiti speciali. Mi sono improvvisamente reso conto che colui che vedevo era il neo eletto Arcivescovo Tobin per la prima volta in veste ufficiale – e questo è stata un'immagine di grande effetto. Che trasformazione di stile rispetto alla sera precedente trascorsa con famiglia ed amici in pizzeria! Sembrava così differente dal P. Joe Tobin, C.Ss.R – sacerdote, missionario, confratello, spesso vestito in jeans e maglietta che si mescolava con la gente nelle strade e nelle vie sudicie del terzo e quarto mondo – il Joe Tobin che molti di noi conoscono!
L'ordinazione episcopale è stata celebrata davanti all'altare principale della Basilica di S. Pietro – l'Altare Papale – per accogliere comodamente l'enorme gruppo di graditi invitati alla cerimonia. La musica è stata un Canto Gregoriano eseguito dal Coro Inter-Universitario di Roma accompagnato dal Sestetto di Ottoni “Euphonos” con il Maestro Juan Paradell Solé all'organo. L'intero servizio è stato molto spettacolare dal punto di vista della musica, liturgia ed atmosfera all'interno della più grande e famosa Basilica del Mondo! Al termine della Messa di Ordinazione, durante il Te Deum, l'Arcivescovo Tobin e gli altri ordinandi episcopali si mossi in processione offrendo la loro prima Benedizione Episcopale alla vasta folla di partecipanti. Rispecchiando la nostra tradizione Redentorista, tutto ha avuto fine con il “Salve Regina” prima della processione finale. Ho cercato di descrivere questi due giorni stupendi e memorabili, pieni di eventi, trascorsi a Roma. Essi sono stati ispiratori ed entusiasmanti ed hanno fatto volare in alto il mio spirito. Congratulazioni, Joe! Sarai per sempre il nostro Confratello, e la Provincia di Denver è la tua casa al di fuori di Roma! Che tu sia rassicurato dai nostri migliori auguri e preghiere. Possa il Santissimo Redentore essere sempre con te, con Grazia e Benedizioni attraverso l'intercessione di S. Alfonso, tutti i Santi e i Beati Fratelli Redentoristi, e la Nostra Madre del Perpetuo Soccorso! Roma, Italia
Redentoristi da ogni parte del mondo si sono mossi in processione all'interno della chiesa a due a due . Insigni membri partecipanti alla processione erano il Padre Generale Michael Brehl, il Superiore Generale Emerito Juan Lasso de la Vega e il Provinciale Superiore Tom Picton. Erano anche presenti. numerosi Vescovi redentoristi da ogni parte del mondo come: Freire Gutemberg Regis, Bryan Bayda, Bohdan Dziurach, Bashar Warda, e José Ignacio Alemany Grau.
COMUNICATI:
USA, Provincia di Denver
Ad un certo punto, nel prossimo futuro, il caso verrà sottoposto ad una specifica valutazione da parte delle Autorità Vaticane che determineranno se ci sono i presupposti per il miracolo necessario alla canonizzazione di Seelos. Il Redentorista Padre Francis Xavier Seelos (1819-1867) è stato beatificato in Piazza S. Pietro a Roma durante l'anno Giubilare del 2000. Era un uomo di gioia e di profonda preghiera, la cui dolcezza e zelo hanno attirato molte persone ai sacramenti. Conosciuto da molti come potente intercessore, i suoi resti sacri si trovano nel Santuario Nazionale del Beato Francis Xavier Seelos, a New Orleans, Louisiana. Siete vivamente invitati a pregare per la sua canonizzazione. Per ulteriori informazioni visitate il sito: www.seelos.org .
Provincia di Lisbona
Recenti eventi importanti nella famiglia dei Redentoristi. Per un quadro completo visita Sito Officialia Prima professione dei voti temporanei: Professione dei voti perpetui: Ordinazioni al Sacerdozio: Decessi: Anniversari – Dicembre 2010:
70esimo Anniversario dell’Ordinazione: 60esimo Anniversario della Professione: 60esimo Anniversario dell’Ordinazione: 50esimo Anniversario della Professione: 25esimo Anniversario dell’Ordinazione: Notizie elettorali: Padre Vincent Phạm Trung Thành eletto Superiore Provinciale della Provincia del Vietnam. E’ stato confermato il 10 settembre 2010. Padre Luís Rodrigues Batista eletto Superiore Provinciale della Provincia di San Paolo. E’ stato confermato il 24 settembre 2010. Padre Lawrence Kaufmann eletto Superiore Provinciale della Provincia del Sud Africa. E’ stato confermato il 5 ottobre 2010. Padre Gonzalo Rascón Rivera eletto Superiore Provinciale della Provincia del Messico. E’ stato confermato il 5 ottobre 2010. Padre Jorge Gómez Rueda eletto Superiore Provinciale della Provincia di Bogotá. E’ stato confermato il 5 ottobre 2010. Padre Noel Antonio Londoño Buitrago eletto Vicario Provinciale della Provincia di Bogotá. E’ stato confermato il 5 ottobre 2010. Padre John Britto Arulanandam Selsus eletto Superiore Provinciale della Provincia di Bangalore. E’ stato confermato l’11 ottobre 2010. Padre Roger Michel eletto Superiore Provinciale della Provincia di Lione-Parigi. E’ stato confermato il 14 ottobre 2010. Padre François Vannier eletto Vicario Provinciale della Provincia di Lione-Parigi. E’ stato confermato il 14 ottobre 2010. Padre Seán Wales eletto Vicario Provinciale della Provincia del Sud Africa. E’ stato confermato il 14 ottobre 2010. Padre Fábio Bento da Costa eletto Superiore Provinciale della Provincia del Goiás. E’ stato confermato il 22 ottobre 2010. Padre Luis Mauricio Pizarro Bugueño eletto Superiore Provinciale della Provincia di Santiago. E’ stato confermato il 22 ottobre 2010. Padre Robson de Oliveira Pereira eletto Vicario Provinciale della Provincia del Goiás. E’ stato confermato il 22 ottobre 2010. Padre Joaquim Parron Maria eletto Superiore Provinciale della Provincia di Campo Grande. E’ stato confermato il 24 ottobre 2010. Padre Manuel Cruz Meza eletto Superiore Vice Provinciale della Vice Provincia di San Salvador. E’ stato confermato il 26 ottobre 2010. Padre Sixto Benigno Guerrero Vásquez eletto Superiore Provinciale della Provincia di Quito. E’ stato confermato il 26 ottobre 2010. Nomine: Nomina dei Membri della Commissione per i Problemi Canonici del XXV Capitolo Generale per il sessennio 2009-2015: Nomina del Direttore del Centro di Spiritualità del Governo Generale per il sessennio 2009-2015: Padre Serafino Fiore, C.Ss.R., Provincia di Napoli, in vigore dal 1 gennaio 2010. E' stato nominato l’8 settembre 2010. Nomina dei Membri della Commissione per la Supervisione degli edifici della Casa Generale per il sessennio 2009-2015: Dimissioni: Padre Joseph W. Tobin ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Commissione per la Solidarietà Economica. Sono state accettate il 10 settembre 2010. Nomina del Presidente della Commissione per la Solidarietà economica fino al nuovo Capitolo Generale, in vigore dal 10 settembre 2010. Padre Michael Kelleher, C.Ss.R., Provincia di Dublino. E' stato nominato il 10 settembre 2010. Nomina del Prefetto della Chiesa di S.Alfonso e Rettore del Santuario di Nostra madre del Perpetuo Soccorso, Roma: PadreLuciano Panella, C.Ss.R., Provincia di Napoli, fino al 31 dicembre 2014. E' stato nominato l’1 ottobre 2010. Soppressione di Case: La Casa della Provincia di Roma nella città di Modena, Italia è stata soppressa il 22 ottobre 2010. La Casa della Provincia di Roma nella città di Marzocca, Italia è stata soppressa il 22 ottobre 2010.
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