| S C A L A |
Chiamati a dare la vita per l’abbondante redenzione
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| Ufficio di Informazione Redentorista | Numero 10 |
Bollettino della Congregazione del SS. Redentore
Roma, Italia
16
Ottobre 2005
Editoriale
Questo mese teniamo un’ampia galleria di foto: Non te la perdere!
Desideriamo chiamare la sua attenzione su alcune lettere recenti del Governo Generale alla Congregazione; furono inviate a tutte le Province, ma sono anche disponibili nel nostro sito cssr.com . Si tratta delle seguenti:
- Lettera ai membri della Congregazione del SS. Redentore: Clausura dell’Anno
Gerardino, 16 ottobre 2005; del Superiore Generale, P. Joseph W. Tobin, C.Ss.R.
- Lettera ai membri della Congregazione del SS. Redentore: Commissione
Generale per la Ristrutturazione, 15 settembre 2005.
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Lettera ai membri della Congregazione del SS. Redentore: Uso delle lingue nella
Congregazione, 10 settembre 2005; del Superiore Generale, P. Joseph W. Tobin,
C.Ss.R.
Puoi trovare queste stesse lettere anche in: http://www.cssr.com/italiano/whoarewe/DocsAndComms/DocsAndComms-Menu-IT.shtml
Ti chiediamo inoltre di far attenzione all’edizione di Inscriptiones che c’è in Internet. Lì potrai trovare la relazione attualizzata di tutti gli indirizzi delle comunità redentoriste, dei Superiori e delle loro rispettive Unità, dei Vescovi redentoristi, delle Monache Redentoriste e di altri Istituti affini. L’indirizzo è: http://www.cssr.com/italianomembers/resources/AddressesMenuPage-IT.shtml
Per mantenere aggiornata tale relazione, ti chiediamo il favore di comunicare qualsiasi cambiamento o correzione che sia stata fatta, ecc., al Segretario Generale della Congregazione: seg.gen@cssr.com.
Altre notizie:
Questo mese, il Superiore Generale partecipa nel Sinodo dei Vescovi sull’Eucaristia, nel Vaticano, ed avrà un intervento nel trascorso dello stesso Sinodo. http://www.cssr.com/italiano/whoarewe/DocsAndComms/2005-TobinToSynod-IT.shtml
Domenica 2 di ottobre, il P. Bruno Visuri, della Provincia Romana, ha preso possesso come incaricato della Chiesa-Santuario di Sant’Alfonso, a Roma. Sostituisce il P. Pawel Pakula, della Provincia di Varsavia.
La cerimonia di clausura dell’Anno Gerardino avrà luogo il 16 ottobre con una solenne Eucaristia nel Santuario di San Gerardo a Materdomini. Ci è stato possibile riferire solamente alcuni dei molti evento che ci sono stati nella Congregazione in tutto il mondo per commemorare gli anniversari della morte e canonizzazione di San Gerardo. Ciò lo dobbiamo a quelli che ci hanno inviato notizie a SCALA delle varie celebrazioni negli ultimi mesi.
Grazia e redenzione per tutti!
Gary Ziuraitis, C.SS.R.
| INDICE |
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Eventi |
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Notizie delle (V) Provincie e Regioni |
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In Spiritu Redemptionis |
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I Redentoristi fanno notizia nel Vaticano |
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Galleria di foto (solamente on-line) |
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Attività del Padre Generale e del Consiglio Generale |
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Dal sito web dei Redentoristi |
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Notizie della Curia, Segretariati, Commissioni e altri Organismi |
Eventi importanti e recenti della famiglia redentorista. Per un elenco completo degli stessi vedere il sito di Officialia
Voti temporali:
Voti perpetui:
Ferdinandus Apolonius Djaga Kota, Provincia di Indonesia, 7 luglio 2005
Yosep Gabriel Hoeng Baoninang, Provincia di Indonesia, 7 luglio 2005
Denis John Ryan, Provincia di Denver, 9 agosto 2005
Manuel Sánchez García, Provincia di Madrid, 3 settembre 2005
Gaetano Desiderio, Provincia di Napoli, 9 settembre 2005
Gerardo Giordano, Provincia di Napoli, 9 settembre 2005
Thomas William McCluskey, Provincia di Baltimore, 9 settembre 2005
James Vincent Szobonya, Jr., Provincia di Baltimore, 9 settembre 2005
Ordinazioni sacerdotali:
Augusto António García Oajaca, Viceprovincia di San Salvador, 20 agosto 2005
Badeea N’Butrus, Provincia di Sant’Anna di Beaupré, 10 settembre 2005
Defunti:
Fr. Eduardo (Antonio) Carreño Moya, 78, Provincia di Santiago, 11 novembre 2004
P. Vincenzo Parziale, 88, Provincia di Napoli, 15 agosto 2005
P. Camille Heinis, 91, Provincia di Strasburgo, 3 settembre 2005
P. Bernard Paul Mulligan, 89, Provincia di Denver, 3 settembre 2005
Fr. Jakob(Alfons-Maria) Hodel, 89, Prov. S. Clemente/Reg. Helvetica, 11 settembre 2005
P. Jean-Marie Labonté, 91, Provincia di Sant’Anna di Beaupré, 21 settembre 2005
P. Jean Marie Nguyen Duc Thong, 84, Viceprovincia Extra Patriam, 26 settembre 2005
P. Ernesto Gravagnuolo, 89, Provincia di Napoli, 29 settembre 2005
Notizie delle (V) Provincie e Regioni
Viceprovincia di Michalovce
Stará L´ubovna, Slovacchia
Fondazione di una nuova comunità a Stará L´ubovna
La ricca eredità della Congregazione risplendette al sole di estate quando i Redentoristi di Europa Centrale e di Europa dell’Est si riunirono per la benedizione della nuova casa di Stará, piccola città della Slovacchia Orientale. Il fine settimana dal 19 al 21 di agosto, il Superiore viceprovinciale, P. Jaroslav Stelbaský, e i confratelli della Viceprovincia di Michalovce diedero un cordiale benvenuto ai rappresentanti delle Provincie di Praga, Vienna, San Clemente e Varsavia, così come ai loro vicini della Viceprovincia di Bratislava, i Redentoristi slovacchi di rito latino. Il Governo generale si fece presente con il P. Joseph Tobin, Superiore Generale, e il P. Jacek Dembek, suo Consigliere.
Dopo la caduta del regime comunista, è stata costruita e benedetta la nuova chiesa a Stará L´ubovna, magníficamente decorata dal P. Kamil Dráb, artista e iconografo di grande talento. Anche i colori brillanti della nuova casa riflettono il talento di questo confratello che si è ingegnato perché la comunità goda la luce e i colori. Il terreno per la chiesa e per la casa fu donato dalla città mentre il vescovo, da parte sua, poco tempo fa ha consegnato la parrocchia alla Congregazione.
Il 19 di agosto si tenne una festa in onore dei Redentoristi, molti dei quali, a causa di impegni pastorali previamente assunti, si dovettero assentarsi durante i festeggiamenti del giorno seguente. Il P. General presiedette la liturgia eucaristica di S. Giovanni Crisostomo e predicó l’omelia. A continuazione si ebbe una deliziosa mensa imbandita in cui presero più di settanta confratelli. Il 20, Mons. Ján Babyak, vescovo del luogo, benedisse la casa, presiedette l’Eucarestia e scoprì una bella scultura del Beato Metódio Domenico Trcka che adorna l’entrata dell’edificio. Il vescovo, che non è redentorista ma gesuita, dimostró di essere un pastore conforme al cuore di Sant’Alfonso. Dopo una celebrazione liturgica di quasi quattro ore, tottavia ebbe ancora energie per dirigere i Redentoristi e la gente della città nella vibrante interpretazione corale di canzoni slovacche popolari.
Attualmente, la Viceprovincia di Michalovce conta 39 membri con una media di età di 41 anni. Questi confratelli lavorano nella Chiesa di rito greco-cattolico predicando missioni e ritiri, allo stesso tempo che attendono pure parrocchie in Slovacchia, Ukraina, Croazia e Canadá. Particolarmente diffícile è la pastorale tra i greco-cattolici della Subcarpazia, una zona impoverita di Ucraina, dove la grande mancanza di clero ha spinto i nostri confratelli ad accettare la direzione di molte parrocchie disperse per le montagne. I confratelli di questa Viceprovincia aiutano l’una o l’altra volta, nelle missioni anche dei Redentoristi di rito latino. I Redentoristi mantengono anche un’editoriale a Michalovce, città dove si venerano le reliquie del Beato Domenico Trcka.
Provincia di Denver
Chiesa dell’Assunzione, Santuario del Beato Seelos, C.SS.R.
New Orleans, Luisiana
P. Byron Miller, c.ss.r., Rettore del Santuario B. Francesco Saverio Seelos, c.ss.r. scrive:
“A due settimane dal passaggio dell’uragano Katrina, son potuto tornare a New Orleans due volte, con la dovuta autorizzazione e protezione, allo scopo di visitare la nostra chiesa della Madonna dell’Assunzione, santuario nazionale del Beato Francesco Saverio Seelos. Tutti gli oggetti sacri del santuario che si potevano spostare erano già stati raccolti al momento di prendere le dovute precauzioni prima dell’uragano; altri oggetti erano stati messi in salvo anche in viaggi posteriori. La mia ultima visita a New Orleans l’ho fatta ieri. Ho incontrato una forte presenza militare nelle vicinanze. Stando lí, si sono rivisti i cinque appartamenti redentoristi per assicurarci se vi era dentro qualche estraneo. Non abbiamo trovato nessuno!
L’energia elettrica era già tornata alla grande sub-centrale della nostra zona, però fino a ieri ancora non avevano cominciato somministrarla agli edifici. Ciò ha difficoltato ancor più la pulizia di alcuni dei sistemi di refrigerazione della casa parrocchiale.
La croce e la parte superiore di una delle due torri campanarie del centro artistico e culturale di Sant’ Alfonso situato sulla Via Costanza erano volati direttamente sugli edifici redentoristi ed erano caduti in mezzo al cortileo della casa parrocchiale, a qualche metro dalla statua di Seelos”.
Cliccare qui per entrare nrlla pagina di Internet del Beato Francesco Saverio Seelos.
Il P. Richard Luberti, c.ss.r., di Baton Rouge, ci narra che il diacono Denis Ryan, c.ss.r., residente di New Orleans ed ora rifugiato nella casa di San Gerardo a Baton Rouge, arrivato il 7 di settembre al Centro di Salute di San Clemente a Liguori, Missouri, con i Padri Joseph Armshaw, Albert Babin e Earl Toups, c.ss.r., riempì la macchina con vestiti ed articoli di prima necessità come sapone e shampoo per ritornare a Baton Rouge accompagnando gli impiegati del Centro San Clemente, dell’Editoriale Liguori e della casa dei missionari. La macchina veniva stracarica di articoli.
Oltre alla compera di prodotti basici, la comunità redentorista del Centro di San Clemente consegnò un assegno di 5.000$ al diacono Denis per la compera di altri articoli pure necessari ed utili per aiutarre i sopravissuti della catastrofe socorrendoli nelle loro necessità con alimentari, biancheria e indumenti vari.
Oggi, diversi gruppi di lavoratori si dirigono alla chiesa della Madonna dell’Assunzione a New Orleans per tapponare i buchi lasciati dalle vetrate rotte. Speriamo che le riparazioni realizzate scongiurino altr futuri danni nella stagione delle piogge.
Forze dell’esercito nazionale hanno già evacuato il rifugio temporale che i Redentoristi aveva aperto nella Casa di San Gerardo.
Finalmente, il P. Luberti ha inviato alcune foto della residenza di San Giovanni Neuman di Biloxi, nella quale i Padri Armshaw, Babin, Cosgrove e Toups fecero fronte all’uragano Katrina. La casa è situata a soli duecento metri dal golfo. Prima aveva resistito all’uragano Camila ed ora al Latrina, mentre molti degli edifici vicini erano stati totalmente distrutti o addirittura del tutto scomparsi!
I Redentoristi di New Orleans e di Biloxi conoscono persone che stannno in estrema necessità e che si trovano abbandonati. Molte di questes persone si trovano senza lavoro dati i danni economici occorsi a New Orleans ed altri luoghi. Altre storie più recenti sostituiranno presto quelle Katrina; tutte queste persone avranno bisogno ancora di parecchi mesi per ricontruire le loro vite e le loro case.
Spedisci, per favore, l’aiuto economico che puoi per appoggiare la campagna di aiuto organizzata dal P. Peter Schavitz, c.ss.r., presidente di “Sviluppo Redentorista”, 1230 S. Parker Road, Denver, CO 80231. Non dimenticare che gli assegni siano spediti a nome dei Redentoristi / Provincia di Denver; nello spazio in bianco scrivano: Katrina Relief.
Nota editoriale: In intervista esclusiva per Scala, il P. Norman J. Muckerman, di 87 anni e antico direttore della rivista Liguorian, ha parlato con il P. Edward Cosgrove, di 84 anni e membro della casa di riposo redentorista di Biloxi, che aveva dovuto far fronte all’uragano Katrina ed è sopravissuto.
NJM: Dunque, lei è un veterano della marina nordamericana durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua esperienza nella marina l’ha aiutata a prepararsi per affrontare l’uragano Katrina?
Cosgrove: In ottobre del 1945 ho avuto l’esperienza di trovarmi el centro di un tifone, nel mare, vicino alle Filippine. Quello fu violento, ma molto meno dell’uragtano Katrina.
NJM: Com’è che la comunità redentorista di Biloxi decise di rimanere in casa e di fare fronte alla tempesta, chiusi dentro?
Cosgrove: Non arrivammo a prendere una decisione ufficiale al rispetto. A dire la verità, uno dei confratelli uscì la domenica mattina verso il nord della Louisiana mentre gli altri pensavamo che in quel momento le autostrade starebbero intasate. Non volevamo restare rinchiusi dentro la macchina, soprattutto perché due dela comunità sono diabetici ed hanno bisogno di continui medicamenti. Perciò, restare in casa ci sembrò certamente la miglior soluzione.
NJM: E quindi, quando a Biloxi arrivò quel diluvio, che cosa ha fatto lei?
Cosgrove: Il lunedì mattina le onde si elevavano come una gigantesca marea sopra la costa ed arrivavano già quasi fino alla nostra casa. Non tardó molto e l’acqua inondò il piano terra, inclusa la cappella, e l’acqua ci arrivava alla cintura. Portammo il Santissimo al piano di sopra e cominciammo a trassportare anche altre appartenenze. Tutto ciò lo abbiamo fatto troppo tardi. Abbiamo person gran parte dei libri liturgici ed altre pubblicazioni esistenti in cappella. Portammo sopra anche alimentari e bibite.
NJM: Dopo devastazione, ch e cosa ha fatto durante quei quattro giorni e notti in cui ha dovuto sopportare le conseguenze dell’uragano e rimanere inoltre incomunicato dal mondo esteriore?
Cosgrove: Passato l’uragano, le cose sono tornate in calma in modo da poter sederci davanti alla nostra casa e godere un poco della brezza della baia (vedere galleria di foto). Durante quei giorni abbiamo celebrato quotidianamente la messa, una grande consolazione per noi. Abbiamo pregato insieme, abbiamo conversato molto su temi di teologia e pastorale, ecc. Il clero della cattedrale (vicina a noi) ci insisteva di lasciare Biloxi il più presto possibile. Il venerdì, finalmente, giunse da Baton Rouge lìannuncio che stavano inviando aiuti e, in effetti, arivarono subito.
NJM: Che cosa pensa che fu il peggio, il più diffícile di questa esperienza sua?
Cosgrove: E’ statu il rimanere senz’acqua e non sapere quando sarebbe stata di nuovo disponibile. Ma il nostro ammirabile cuoco trovò lo stratagemma per tenere acqua potabie in casa e in abbondanza, in modo che non perduró molto il pericolo.
NJM: Avete ricevuto voi qualche aiuta da fuori?
Cosgrove: Sí, le varie entità governative - federale, statale, municipale – si sono copmprtati molto bene da quando sono arrivati. Di certo, non ce ne possiamo lamentare.
NJM: "Il Sud risorgerà!” è un vecchio detto che si viene ripetendo già dalla guerra civile. Pensa lei che ciò può applicarsi adesso alle zone disastrate in generale dall’uragano e alla comunità redentorista di Biloxi in particolare?
Cosgrove: Si e no. Penso che la città di Biloxi si ricupererà e bene. Ma non credo che ritorni la nostra comunità redentorista come casa di riposo. La maggior parte di noi siamo già anziani, alcuni pure ammalati; penso che la nostra permanenza a Biloxi è finita. Ma a quei tempi è andata bene!
(Nota editoriale: Effettivamente, un altro gruppo di quattro Redentoristi era in procinto di recarsi a Biloxi allo scopo di cominciare una nuova iniziativa nella diocesi di Biloxi, ma allora l’uragano non era ancora arrivato. Il vescovo li aspetta sempre, dato che ne ha bisogno più che mai per farsi carico dell’attenzione pastorale di tre parrocchie, anch’esse tutte raggiunte ora dall’uragano).
A Londra e a Taizé
P. Larry Kauffmann
Attentati a Londra e Incontro con Fr. Roger Shutz pochi giorni prima della morte
(Nota editoriale: P. Cyril Axelrod, che è sordo e cieco, e P. Larry Kauffmann, conosciuto dai lettori di Scala, si sono incontrati casualmente in due dei successi più importanti di questa estate. Il P. Kauffmann ci racconta la sua straordinaria avventura).
Mi sono recato a Londra per imparare come si comunica e come si guidano i sordi-ciechi e per accompagnare P. Cyril Axelrod, cssr, a Taizé per un ritiro. Terminato il corso, ero pronto per il viaggio. Uscimmo di casa il 7 di luglio alle 9,15 della mattina. Arrivati alla metro, alla stazione Camden, alle 9,30, trovammo che il metro non funzionava. Allora, sostenendo con una mano il sordo-cieco e con l’altra la stampella, mi misi alla recerca di un autobus che ci portasse alla stazione Liverpool Street via Kings Cross.
Poco dopo, ci incrociammo con gente che venia in direzione contraria che gridava al conduttore: “Non deve andare per di lì”. Dopo due ore fermi nel bus, ascoltammo dal suo microfono le indicazioni precise per abbandonarlo perché si doveva tornare indietro. Parlai con il conduttore e gli dissi che stavo accompagnando un sordo-cieco; mi indica di rimanere nel bus e lui stesso ci porterebbe a Camden, fuori dal suo itinerario, prima di dirigersi al punto di partenza.
Cyril ed io dovevamo percorrere la linea nord e fare trasbordo a Moorgate per arrivare alla stazione Liverpool Street e prendere il treno per l’Aeroporto Standsted, da dove si partiva verso la Francia e Taizé. Fu esattamente tra queste due stazioni dove, 30 minuti prima, era esplosa una delle bombe! Arrivati a Stansted, un allarme di bomba nell’aereo della Easyjet di obbligò di nuovo a tornare indietro!
Cyril ed io dovemmo aspettare un giorno per riprendere il viaggio. Ripartimmo per Taizé il giorno seguente, 48 ore dopo essere usciti da casa la prima volta! Insomma, solo possiamo dire che la nostra esperienza fu piuttosto agitata e che mi mossi da un luogo all’altro il più rapidamente possibile conducendo a mano il P. Cyril. Ma Taizé fu una grazia ineffabile per Cyril, una benedizione di Dio. Alcuni giorni dopo, tornati a casa, rimaniamo scossi alla notizia della morte violenta di Fr. Roger, il 16 di agosto.
Nella nostra visita di luglio io non speravo di vedere il Fr. Roger, fondatore della comunità di Taizé. Credevo che era troppo anziano e fragile per partecipare alle orazioni che duravano ore e ore. Tuttavia, la sera del nostro primo giorno a Taizé, un poco prima della preghiera delle 20,30, comunicai a Cyril la magnifica visione di un piccolo uomo e incurvato che camminava lentamente per il passetto centrale sostenuto saldamente da due fratelli di Taizé con ampi vestiti. Prese posto dietro la comunità e, al termine della preghiera, diresse davanti al gruppo di cinquemila oranti una di quelle brevi, ispirate e belle orazioni che lo hanno reso famoso.
Dovevamo incontrare ancora il Fr. Roger altre due volte dopo di quella. La domenica, Cyril ed io fummo invitati a concelebrare con altri dodici sacerdoti. Abbiamo preso posto alla sinistra del presbiterio. La semplicità della liturgia di Taizé e il fatto di aver interpretato in antecedenza per Cyril le letture del giorno, ci permise di partecipare pienamente e senza la difficoltà che suppone per me dover tradurre per lui. Lo strano è che nella liturgia di Taizé non c’è mai l’omelia! Ideale per un interprete-guida come me! Alla fine dell’Eucarestia, il Fr. Roger fu condotto verso i sacerdoti concelebranti per incontrarsi con noi. Quindi ha imposto le mani sul viso di ognuno di noi e ci ha baciato su tutte e due le guance.
Il martedì, Cyril ed io siamo stati invitati a mangiare con la comunità dopo l’orazione del mezzogiorno. Dalla chiesa principale al monastero c’è una buona distanza da percorrere, di modo che, quando Fratello Emile ci condusse fin là, i 60 fratelli avevano già preso posto nel giardino intorno ad una mensa molto lunga, sotto l’ombra di una fila di alberi. Il posto del Fr. Roger si trovava verso il finale della tavolata, davanti al verde della valle che si estendeva lággiù con i suoi prati e mandrie bovine di colore bianco, proprio della razza charolais. Il pasto si prende sempre in silenzio, ci spiegò Fr. Emile. Il mio lato egoista diede un silenzioso sospiro di piacere. Ciò significava che potrei gustare un pasto tranquillo e senza essere interrotto continuamente, obbligato a tradurre per l P. Cyril tra un boccone e l’altro. Solo dovetti indicare a Cyril dove si trovava il suo piatto, le posaterie e il bicchiere di vino. Si, abbiamo apprezzato molto il vino rosso francese, con un menù composto di olive, tonno e insalata come primo piatto, e riso, verdure ed un salamino wurstel come piatto principale accompagnato da formaggini leggeri e deliziosi.
Terminato il pranzo, Emile ci portò dal Fr. Roger, presentandoci come due Redentoristi di Sud Africa, narrandogli la conversione di Cyril dal giudaismo e la sua condizione di sordo-cieco. Fr. Roger si avvicinò a Cyril, prese la sua testa tra le mani e lo baciò sulla fronte; poi, stringendo le mani di Cyril gliele bació. Da parte sua, Cyril fece una croce con il pollice sulla fronte del Fr. Roger. Con una lacrima negli occhi, non potei non sentire che quello era un incontro singolare tra due uomini santi che non pronunciarono una sola parola, ma che si toccarono mutuamente con una profondità di spirito che solo potrebbe essere descritta come pura comunione.
tornare all’IndiceIn Spiritu Redemptionis
Sean Wales
Ospitalità
“Ospitalità” è per tutti una parola molto nobile. Evoca bontà, amabilità e indica una qualità che a molta gente piace pensare di tenere. Implica sensibilità e attenzione, che, quando è riconosciuta, produce un gradito senso di soddisfazione.
L’ospitalità è, infatti, una qualità più difficile di quanto sembri a prima vista. E’ una virtù morale che suole richiedere significative dosi di pazienza, di cortesia e di buona volontà. Per la sua etimologia classica, ospitalità proviene dal fatto di essere ospitato o d’essere ospite e sempre soggiace a lei un senso di sollecitudine e di sensibilità.
Nella maggioranza delle religioni del mondo l’ospitalità è ritenuta come un obbligo sacro. Nella nostra tradizione cristiana esiste tutta una spiritualità basata sulla prassi dell’accoglienza del forestiero, nella mutua ospitalità che si deve dare tra cristiani e che deve essere esercitata verso tutti. Mi piacerebbe dimostrare come l’ospitalità non sola è una virtù squisitamente cristiana, ma che può anche considerarsi come parte integrante ed attrattiva del linguaggio della redenzione.
Tutti siamo ospiti in questo nostro mondo di Dio. La stessa nostra esistenza è un’amabile iniziativa di Dio. Rimaniamo in vita in ogni momento perché il nostro creatore ci sostiene e ha cura di noi. Non solo condividiamo la nostra esistenza con tutta la creazione, ma sismo chiamati ad una straordinaria relazione – noi la chiamiamo alleanza - con il nostro creatore.
Il nostro comportamento in questo mondo di Dio non è quello di un invitato perfetto. Non solo scombiniamo il mondo del nostro creatore, ma appena sappiamo rispondere alle mnuemrose profferte che ci fa. Ci mettiamo contro i nostri compagni invitati, diventiamo duri di cuore e chiudiamo le nostre menti alla verità e alla bellezza del nostro intorno.
Il nostro creatore ha invertito drammaticamente i ruoli ed ha trovato la forma di venire nel nostro mondo come nostro invitato. Ci ha mostrato come vivere e come morire. In Gesú vediamo l’ospitalità divina incluso nell’orazione suprema: “Padre, perdonali”.
Sappiamo che l’intento del nostro creatore di salvarci dal nostro essere stranieri e forestieri dal suo frutto quando ci sentiamo comodi in casa sua, quando noi stessi riflettiamo le sue attenzioni attraverso la nostra propria ospitalità verso gli altri e quando siamo ospiti rispettosi nella vita delle altre persone.
Lo straordinario dell’ospitalità divina è che va pià in là della buon’educazione, dei buoni modi o della naturale cortesia. L’ospitalità di Dio conduce alla partecipazione alla vita stessa di chi c’invita. Lo afferma con le sue stesse parole in 2Pe 1,4: “perché...diventiate partecipi della natura divina”.
La redenzione, in questo senso, va più in lá del perdono dei peccati per entrar nella vita intima di Dio. Abbiamo ricevuto il potere di “farci figli di Dio" (Jn 1,12). San Paolo si fa eco di ciò quando scrive ai Corinti: “Cosìcché, già non vi manca nessun dono di grazia a voi che sperate la Rivelazione di nostro Signor Gesù Cristo. Egli vi fortificherà sino alla fine perché siate irreprensibili nel Giorno di nostro Signore Gesù Cristo. Poiché fedele è Dio, da cui siete chiamati alla comunione con suo Figlio Gesù Cristo, Signore nostro” (1Cor 1,7-9).
Vivendo l’abbondante Redenzione, i Redentoristi imitano il Santissimo Redentore e, perciò stesso, praticano l’ospitalità di un Dio che ci sorprende tanto come nostro ospite (Mt 25,31-46), essendo anche nostro invitante. Anticipiamo nella nostra vita di Redentoristi la forma in cui vivrà il vincolo d’amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito. Conservati in vita da così grande invitante creatore, non possiamo tralasciare d’essere ospitale con gli altri del nostro ambiente. Sapremo cosa ciò significa in pratica quando cominceremo a non porre limiti alla nostra ospitalità.
tornare all’IndiceI Redentoristi fanno notizia nel Vaticano
Lviv, UKraina
Il nuovo Amministratore dell’Arcivescovato Maggiore di Lviv è un Redentorista
Con decreto del Card. Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore e capo della Chiesa Greco-Catolica ucraniana, la sede centrale di questa Chiesa è stata trasferita dalla città di Lviv a quella di Kiev. Per questo motivo il vescovo Mons. Ihor Vozniak, c.ss.r., finora Ausiliare e Cancelliere dello stesso Arcivescovo, il 29 di agosto 2005 fu nominato Amministratore eparchiale dell’Arcivescovato stesso d’accordo con il Canone 220, articolo 3º del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali. Il 31 di agosto seguente Mons. Vozniak prestó giuramento davanti all’Arcivescovo Maggiore Card. Husar e davanti al P. Dr. Sviatoslaw Shevchuk, preside della Segreteria dell’Arcivescovato.
Il vescovo Mons. Vozniak fu il primo Superiore Provinciale della nostra Provincia ukraniana uscita dalla clandestinità nell’anno 1990.
tornare all’IndiceGalleria di foto (solamente on-line)
1) Comunità di Biloxi davanti alla residenza castigata dall’uragano Katrina: da sinistra a destra: P. Richard Luberti, in piedi, arrivato per trasportare i confratelli a Baton Rouge; P. Albert Babin, P. Earl) Toups, P. Joseph Armshaw, P. Edward Cosgrove e P. Warren Drinkwater.
2) Residenza de la comunità prima dell’uragano.
3) La stessa residenza della comunità dopo l’uragano.
4) Casa di un vicino prima dell’uragano.
5) La stessa casa del vicino dopo l’uragno.
6) Il P. Gregory Schmitt, css.r., parroco della parrocchia dell’Assunzione, santuario del Beato Francesco Xavier Seelos, New Orleans, guida i soldati della Guardia Nazionale nella loro ispezione delle dipendenze della parrocchia.
7) Dan nei dintorni della chiesa dell’Assunzione.
8) La torre della chiesa dell’Assunzione danneggiata dall’uragano, ma orgogliosamente in piedi dopo il passaggio dello stesso.
9) Confratelli giapponesi che hanno partecipato ad un ritiro directo dal P. Ivel Mendanha e promosso in agosto scorso, in Giappone, dal Centro di Spiritualità.
10) Nuova residenza della comunità di Stara L’ubovna, Viceprovincia di Michalovce.
11) Altro aspetto della nuova residenza della comuntà di Stara L’ubovna.
12) Il Superiore Generale e il P. Jacek Dembek, Consigliere generale, si rivestono per la celebrazione dell’Eucarestia.
13) Il vescovo di Presov, Mons. Babyak, da inizio alla cerimonia di consacrazione.
14) Il vescovo, Mons. Babyak, e il Superiore Generale consacrano l’altare della cappella della comunità.
15) Los Redentoristas celebran el acontecimiento con una comida festiva.
16) Il vescovo, Mons. Babyak, dirige il canto mentre il Superiore Generale suona il cembalo!
17) Il Superiore Generale durante la celebrazione della Messa nella parrocchia.
18) Il P. Kamil Dráb, c.ss.r., autore di gran parte del lavoro architettonico così come di tutta la decorazione religiosa della chiesa e della casa di Stara L’ubovna.
19) I naugurazione della statua del Beato Domenico Metodio Trcka, cssr.
20) Statua del Beato Domenico Metodio Trcka, cssr.
21) Il Superiore Generale durante l’omelia nella Messa concelebrata con i partecipanti nel corso di Spiritualità a Roma, Italia.
22) Partecipanti nel corso di Spiritualità a Roma, Italia, l’estate scorsa.
23) Ordinazioni a Hanoi, Vietnam.
24) Ordinazioni a Hanoi, Vietnam.
Attività del Padre Generale e del Consiglio Generale
Ti piacerebbe sapere dove stanno i membri del Governo Generale in un determinato giorno dell’anno o che cosa stanno facendo? I seguenti indirizzi Web per i vari idiomi ti facilitano il calendario del Governo Generale.
http://www.cssr.com/calendars/CalIT.htm
Questi indirizzi si trovano come e-links nella nostra Web cssr.com nella Zona di Membri e richiedono passwords o contrassegno. Se ancora non ce l’hai, vedi lí stesso la forma di ottenerlo dal Segretario Generale.
tornare all’IndiceDal sito Web dei Redentoristi
Siti Redentoristi da far risaltare:
Questo mese segnaliamo il sito di Internet del santuario del Beato Francesco
Saverio Seelos, C.SS.R.
Vedi lí anche informazione addizionale sulle conseguenze dell’uragano
Katrina.
http://www.seelos.org/seelos_seelos_center_news.htm
Segnaliamo ugualmente i siti di Internet della Viceprovincia di Recife e di
quella di Fortaleza (Brasile):
http://www.bravil.com.br/redentoristas/crn.htm
http://www.bravil.com.br/redentoristas/recifor.htm
Notizie della Curia, Segretariati, Commissioni e altri Organismi
Corso di Spiritualità Redentorista
Riflessioni su un pellegrinaggio
Roma, Italia, 6-26 giugno 2005
Shamus Devitt, C.Ss.R.
Questo pellegrinaggio di 16 Redentoristi fu un pellegrinaggio attraverso lo spirito e attraverso le montagne. Queste furono la parte poetica. Con lo sguardo ben rivolto al presente, siamo andati alle nostre radici in modo da poter dare un nuovo salto nella direzione che percepivamo come già segnalataci dal Signore. ("Sono rimasto incantato con la composizione del gruppo: rifletteva realmente l’indole internazionale della Congregazione. Inoltre, quando rifletto su quei giorni, l’immagine che mi ritorna sempre è questa: “La figura dei Redentoristi - in quei tempi ed ora”).
Innanzitutto le montagne. Abbiamo passato una delle tre settimane come ospiti a Materdomini, tra le montagne di Avellino, al sud di Napoli. Partiti di là, abbiamo scoperto lo spirito di Alfonso e dei suoi compagni a Scala. Abbiamo potuto perfino ascoltare le sue discussioni ed irritazioni come sono descritte da Suor Celeste Crostarosa quando si trovava lí vicino, nel suo monastero. Abbiamo meditato in silenzio nella grotta di Scala, confrontandoci con la nostra vocazione e le nostre lotte come gli successe ad Alfonso in essa. Sentivamo la sua delusione e senso di fallimento quando il suo progetto sembrava crollare per l’abbandono dei suoi amici.
A Muro Lucano abbiamo incontrato di nuovo San Gerardo, da bambino e da giovane, ardente d’ amore per il Signore, che conobbe i missionari redentoristi, specialmente il P. Paolo Cafaro, che sembrava una zucca sul pulpito. Gerardo di rifece vivo per noi a Materdomini, come pure ciò che su di lui si narra quando era un giovane fratello, molto stimato nella sua comunità per il suo spirito di discernimento, per le sue storie, il suo incanto, il suo gusto per la musica e i suoi scherzi. In certo modo, lui non guardava al cielo quando ci parlava. Soprattutto abbiamo sentito la sua passione per il Signore e fummo da essa contagiati.
Sant’Alfonso crebbe davanti ai nostri occhi durante quelle settimane di pellegrinaggio (durante le settimane seconda e terza restammo vicino a Roma, ma lui ci accompagnava). Suo padre, che viveva tra i galeotti pestilenti, era pieno di altro tipo di progetti per il suo primogenito. Alfonso, suo figlio, che più tardi scoprì le ingiustizie e truffe dei tribunali, iniziò i suoi studi per il sacerdozio, descrivendosi a se stesso come il più rigorista dei rigoristi. Nonostante tutto, il popolo risvegliò in lui la pietà di Dio e cominciò a rivedere tutta la teologia che aveva imparato, ritornando a San Paolo, ad Agostino, a Benedetto, ad Anselmo, agli scrittori mistici, a Lutero e alla Grazia, al Rinascimento e a Michelangelo.
Infine, siamo stati noi stessi a fare questo pellegrinaggio tenendo come guide il P. Félix Catalá e Ivel Mendanha. Siamo stati guidati attraverso i secoli nella nostra ricerca dei molti significati della redenzione, da Paolo fino ai nostri giorni, incontrando per il cammino anche a William Shakespeare, un appassionato “redentorista” del suo tempo per mezzo delle sue opere, nelle quale esalta i piccoli e quanti sono esclusi dai posti privilegiati mentre umiliava i potenti.
Alfonso fu un uomo che crebbe, che si trasformò, che lesse molto e che rifletté profondamente per quello che poi poté scrivere per gli altri e per intraprendere una grande crociata contro il giansenismo. Con relazione all’Illuminismo, Alfonso si fece già a suo tempo quelle stesse domande che oggi si fanno i così chiamati “post-modernisti”. Nel nostro incontro con Alfonso, lui ci mostró il cuore di Dio, appassionato per la gente, e ci disse che, come Redentoristi, siamo persone che, allo stesso modo di Cristo, sono “INVIATE” alla nostra generazione con la pienezza della redenzione che sana, libera e ama. Nel cammino ci mostrò come lui stesso si venne chiarificando l’idea che teneva a riguardo del suo nuovo "Istituto", mentre ci descriveva a noi come persone che non sono propriamente chiamate ad essere imitatori di Cristo solo nelle nostre case (no "Monasteri"!), ma come persone "chiamate” a seguire Cristo Redentore nella e per mezzo della predicazione della “Buona Novella" a coloro che non hanno nessuno che gli predichi.
Alfonso ci guidò anche in una delle sue visite agli Incurabili, - "La nostra visita all’ospedale degli Incurabili a Napoli mi ha fatto ricordare il mio lavoro nell’ospedale con gli infermi di SIDA dei quartieri poveri di Bangkok". Lo stesso Cristo qua e là!
Durante il pellegrinaggio abbiamo incontrato anche Gennaro Sarnelli (ora Beato), probabilmente l’ amico più intimo di Alfonso, che era pieno di compassione verso gli abbandonati del pestilente molo del porto di Napoli, la stessa che Alfonso sentiva anche verso gli abbandonati dei paesi sperduti tra le montagne del Mezzogiorno e dintorni. Ciò che Gennaro faceva a Napoli sorpassava probabilmente la capacità del nobile Liguori, ma era pure una vera missione "redentorista". Gli abbandonati li si trovava facilmente perché c’erano dappertutto.
Ci fece visita anche Clemente María Hofbauer e, con la nostra fantasia, abbiamo percorso la grande “cattedrale” della sua minuscola abitazione a Vienna da dove, con la sua creatività, trovò la maniera di annunciare il vangelo in una forma nuova agli universitari, agli artisti, agli scrittori e ai politici. Ci mostrò che i pulpiti per predicare sorgono nei modi più vari e nei luoghi più diversi.
E così, avendo ricordato che siamo figli di Alfonso ma, soprattutto, come lui, discepoli del SIGNORE oggi, ed avendo incontrato così grande talenti, artista e poeti di differenti secoli e vedendo come essi hanno lottato per la "Redenzione", stavamo intendendo che anche noi siamo persone che, come Cristo, siamo stati "INVIATI" nel nostro tempo per proclamare alla gente, in Tailandia, in Corea, in Nigeria, in Irlanda, in Zimbabwe, in Sri Lanka, in India, negli Stati Uniti, in Nuova Zelanda, ciò che Dio ha fatto e sta facendo in Cristo. Anche noi siamo chiamati a prendere la fiaccola ed a passarla avanti, a vivere il sogno, a ricevere lo Spirito, ad essere i "Santi" di Cristo nel nostro tempo. Riflettiamo sulle slide che la formazione ci presenta oggi e sulle esigenze di animazione nella Congregazione. Animazione e formazione sono chiaramente aspetti del nostro essere INVIATI per dare la vita per l’Abbondante Redenzione.
"Fu un’esperienza meravigliosa quella di condividere i giorni di questo Corso con i miei confratelli di tutto il mondo. "Il volto dei Redentoristi" attraverso la vita dei miei confratelli Redentoristi, per me è stata come una rivelazione forte. Che opera stupenda stiamo facendo in favore del Popolo di Dio! Che bella immagine proiettiamo quando facciamo uno sforzo per riflettere il volto di Dio attraverso il "volto del Redentorista"!
E’ stato un pellegrinaggio fenomenale: le montagne con tutto il resto. Ringrazio la Congregazione per averci fatto questo regalo. Ci proponiamo di condividerlo con gli altri quando torneremo a casa.
Incontro del Segretariato generale per la Collaborazione nella Missione
Casa di Ritiri San Clemente, Belfast, Irlanda del Nord
Dal 27 al 30 giugno 2005
Il secondo incontro del Segretariato generale per la Collaborazione nella Missione (in altre parole, i Redentoristi che collaborano con i Laici nella Missione) si è tenuto alla fine di giugno nella Casa redentorista di ritiri, a Belfast, Irlanda del Nord. Infatti, l’Irlanda possiede 40 tonalità diverse di verde ed altrettante maniere d’ospitalità. Il P. Michael Kelleher fu il nostro amabile anfitrione ed offrì al Segretariato un’ospitalità straordinaria.
Il nostro incontro si svolse in sette sessioni di lavoro, di 90 minuti ciascuna, nella celebrazione diaria dell’Eucaristia, nella preghiera della mattina, in una visita alla nostra comunità di Clonare, come pure in alcune uscite per Belfast e luoghi vicini. L’incontro cominciò con una revisione delle mete ed obiettivi che il Segretariato si era proposto all’inizio del sessennio; cioè, perfezionare la comunicazione, la formazione e l’apertura.
Nell’incontro precedente, il Segretariato propose cambiare il suo nome di “Segretariato per la Collaborazione con i Laici” in “Segretariato per la Collaborazione nella Missione”. Questo cambio di nome creó problemi al momento di tradurlo nelle lingue latine. Ci fu un accordo generale riguardo all’intenzione del cambio, ma il problema, sorto al momento della sua traduzione, conduce a suggerire che il nuovo nome si usasse solo in inglese. Nelle altre lingue la stessa idea poteva esprimersi con la parola “Associazione” in luogo di “Partnership”. Il Segretariato non si sente a piacere con un nome differente negli altri idiomi, ma non si giunse a nessuna conclusione nei dibattiti posteriori.
Come preparazione per l’incontro, il P. Gerard McCabe, della Provincia di Sud Africa, aveva preparato un lavoro intitolato: “Communio e Collaborazione nella Missione”. Gerard cominciò la sua presentazione condividendo con noi il contesto di una visione rinnovata sulla Communio nella teologia cattolica, dimostrando il suo impatto nei laici cristiani che lavorano con i Redentoristi nella Missione. Prendendo come base questo studio, il Segretariato preparò due documenti per i Redentoristi e i loro collaboratori. Il primo di essi è un documento basico che analizza i fondamenti filosofici e teologici della “Communio” e della “Missio” nel nostro lavoro comune. Il secondo tratta di presentare diversi modelli di communio e missio redentoriste nel vissuto concreto delle nostra Missione in collaborazione con i Laici.
Il nostro secondo tema di discussione fu la creazione di un Sito in Internet. Il Sr. Jelle Potma (specialista olandese che collabora con la Provincia di San Clemente) ci ha aiutato nel momento di concretizzare le nostre necessità e desideri riguardo al Sito. Si convenne che il Sito fosse pubblico, ma con una pagina iniziale indicativa con temi di interesse per i Redentoristi e loro collaboratori. Speriamo che il Sito sia operativo all’inizio di autumno.
Gli altri temi trattati furono: funzione del Segretariato nelle diverse Regioni della Congregazione, l’impatto della ristrutturazione sui Redentoristi e loro Collaboratori, modelli di apertura che involucrino i Laici, una Ratio Formationis per i Missionari Laici come la Ratio Formationis del Governo Generale e, finalmente, un’Assemblea di Collaboratori ed una possibile festa in onore dei nostri stessi Collaboratori. La discussione sopra tutta questi temi continuerà nel nostro prossimo incontro. Un’esposizione più completa sui dibattiti del nostro incontro si potrà trovare negli Atti che saranno pubblicati nel nostro Sito. Annunceremo la sua inaugurazione per mezzo di SCALA.
Il prossimo incontro del Segretariato sarà a Merrivale, Natal, Sud Africa, dal 3 al 6 di luglio del 2006.
Segretariato di Spiritualità
Roma, Italia
Dal 12 al 15 settembre 2005
La riunione plenaria annuale del Segretariato di Spiritualità Redentorista si è tenuta a Sant 'Alfonso, Roma, dal 12 al 15 di settembre scorso, E’ stata presieduta dal Consigliere Generale, P. Juventius Andrade.
Gli altri partecipanti furono i Padri: Raymond Corriveau, Lawrence Kearns, Sean Wales, Joseph Apisit Kritsaralam, Alberto de Mingo e Suor Anneliese Herzig. Del Segretariato non poté essere presente il P. Brian Johnstone dovuto a impegni accademici Negli Stati Uniti.
Si è dato inizio con una descrizione del lavoro realizzato l’anno scorso, centrandosi specialmente nei sondaggi fatti sulla la Communicanda sopra la Redenzione. Quindi si intraprese lo studio sul tema principale di quest’anno: la Vida Consacrata. Suor Anneliese e il P. Larry Kearns hanno abbordato gli aspetti relativi ai consigli evangelici, la funzione dei voti e la natura del seguimento radicale di Gesú. Il P. Sean Wales parlò sul lavoro in marcia riguardo al voto di povertà.
Si è fatto un progresso significativo nella preparazione di un documento allo stile di "Carisma 2000" sopra il Cap. 1 delle Costituzioni e Statuti. Questo “Carisma 3” dev’essere terminato per la sua pubblicazione prima della fine del presente anno. Sará stampatao e pubblicato in Tailandia.
Il gruppo ha riflettuto anche su un “Carisma 4” centrato nel tema del Sessennio: Dar la vita per l’Abbondante Redenzione. Il P. Alberto de Mingo si offrì per collaborare sul tema indicandone gli aspetti bíblici. Il P. Félix Catalá formerá un piccolo gruppo di lavoro per preparare i testi adeguati.
Un tema sempre attuale è quello della meditazione ed anche l’altro sulla direzione spirituale nella tradizione redentorista. Sono state esaminate le diverse usanze. Si sono formulate alcune domande che saranno esposte durante le riunioni regionali di metà sessennio, il prossimo anno. Si devono presentare inoltre proposte di riflessione per la riunione del prossimo anno. Si è data speciale enfasi alla pratica alfonsiana di coniugare insieme orazione e vita.
Una buona dosi di energia l’abbiamo dedicata al modo di condividere mezzi e risorse: si sono tracciati piani per creare un Sito proprio del Segretariato in Internet, mentre il P. Apisit si è trovato d’accordo in mantenere aggiornato l’attuale Sito di Tailandia coordinandolo con quello della Congregazione. Il P. Ray Corriveau ha preparato testi liturgici, bibliografia ed altre risorse che metterá a disposizione di tutti.
Abbiamo parlato riguardo a progetti per futuri Incontri e Congressi sulla Redenzione in vista alla necessità di interiorizzare ed inculturare il tema del sessennio.
Altri temi discussi furono: la qualità delle omelie dei Redentoristi, il prossimo Congresso di Teología Morale, le informazioni disponibili sopra i nostri Santi e Beati, il progetto di un libro con articoli sul tema del sessennio e lo stato attuale della traduzione del libro del P. Raponi sulle Costituzioni e Statuti. Una buena notizia è che il prossimo anno l’Editoriale Liguori pubblicherà una traduzione inglese del libro in spagnolo sul Beato Pietro Donders. Si è d’accordo anche che siano introdotte nei nostri nuovi Siti riflessioni diarie relativi ai tempi forti di Avvento e Quaresima. Suor Anneliese ha distribuito un documento del Capítulo Generale che recentemente celebró il suo Istituto sul tema “Passione per Cristo, passione per il mondo: la vita religiosa oggi come Suore Missionarie del Santissimo Redentore”.
Anche se nell’incontro si hebreo molte cose da discutere e programmare, il momento culmine dello stesso è stata sempre l’Eucaristia guotidiana nella cappella della Curia. Tutti i membri del Governo Generale hanno collaborato perché fosse molto gradito il nostro soggiorno ed una buona impressione di continuità con il lavoro dell’anno già scorso. Non si disattese neanche il lato sociale dell’incontro: abbiamo tenuto una bella serata fuori casa il mercoledì notte.
Si è fissata la prossima riunione per la fine di agosto o primi di settembre del 2006 a Chicago dove speriamo di trovarci insieme con il Segretariato di Spiritualità di America Nord.
Fukuoka, Giappone
Ritiro annuale delle Viceprovincia di Kagoshima e di Tokio
P. Joseph Mühlberger e Fr. Stephen Hong
Dal 5 al 10 di settembre, 2005, sette confratelli della Viceprovincia di Kagoshima ed una suora redentorista insieme con quattordici confratelli della Viceprovincia di Tokio, più due oblati parteciparono nel ritiro annuale comunitario organizzato dalla Viceprovincia di Kagoshima. Si tenne nella casa di ritiro dei Passionisti di Fukuoka. Il predicat5ore del ritiro fu il P. Joseph Ivel Mendanha, C.Ss.R., del Centro di Spiritualità Redentorista a Roma. Il tema del ritiro fu: “Spiritualità redentorista e missione”.
Un tema che spesso si presenta nei nostri giorni dentro del contesto del tema del sessennio é: Come possiamo oggi dar la vita per l’abbondante Redenzione? Il predicatore cominció il ritiro dando un’orientazione per conseguire di dare una risposta a questa domanda. Gesú Redentore stá nel centro della nostra vita. Lui è la ragione di tutto ciò che facciamo e del nostro proprio essere di Redentoristi. Lo stesso Gesú Redentore è la sfida per noi in questo nostro tempo di cambiamenti. Il ritiro chiese di concentrare la nostra attenzione su alcuni aspetti della vita dei nostri santi e beati: Alfonso, Sarnelli, Gerardo, Clemente e Giovanni Neumann. Ci sono stati presentati come modelli da seguire nella donazione della nostra vita per l’abbondante Redenzione.
Dalla vita dei nostri santi sorge una vera spiritualità missionaria redentorista; cioè, l’uniformità della nostra volontà con quella di Dio, la sofferenza che produce frutto, la semplicità e l’umiltà nello stile di vita, lo zelo e l’entusiasmo nel lavoro pastorale in favore dei più abbandonati, la fiducia in Dio, un amore libero per Cristo, la prontezza a adattarsi ed essere creativi nella missione e una devozione intima a Maria come modello del vero discepolo.
Il punto culminante del ritiro lo costituì la chiamata alla conversione e la sfida che suppone per noi seguire i passi di Gesú, nostro Redentore, come veri discepoli suoi. Tutti i confratelli parteciparono nella celebrazione comunitaria del sacramento della riconciliazione e nella rinnovazione comunitaria dei nostri voti.
Le meditazioni furono molto ben preparate e si presentarono con una magistrale base biblica, specialmente evangelica, senza parlare già della vasta conoscenza della vita dei nostri santi. Dopo ogni meditazione, siamo stati invitati a riflettere sui carismi di ciascuno dei nostri santi e a vedere come si poteva fare l’applicazione alla nostra vita comunitaria d’accordo con le nostre Costituzioni. Speriamo di assumere bene questa sfida ora che ritorniamo alle nostre comunità, finito il ritiro. Speriamo di poter tenere un’altra volta un ritiro con tanta ispirazione e riflessione come questo.
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