| S C A L A |
Chiamati a dare la vita per l’abbondante redenzione
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| Ufficio di Informazione Redentorista | Numero 7 |
Bollettino della Congregazione del Santissimo Redentore
Roma, Italia
16 maggio 2005
Nota editoriale
Questi ventidue giorni, dal 2 al 24, del mese di aprile, rimarranno marcati nella storia della Chiesa. E’ stata una opportunità per valutare quanto accaduto e pensare al futuro. Dalla morte di Giovanni Paolo II fino all'elezione e inizio solenne del Pontificato di Benedetto XVI, è stato davvero un tempo pasquale senza precedenti. Per chi ha potuto seguìre da Roma stessa, o per televisione, i giorni drammatici dell'agonia di Giovanni Paolo II, risultó con evidenza che la Chiesa Cattolica fu la notizia più importante di quei giorni, incluso per i mezzi di comunicazione normalmente secolarizzati o contrari ad essa. Le strade e le piazze vicine al Vaticano erano piene di pellegrini e di periodisti. Le televisioni davano notizie sensa sosta. Mi è venuto in mente il paragone con le tre uniche persone interessate a ciò che avveniva al piede della croce di Gesú, oltre ad alcuni altri da lontano, per presenziare alla sua morte. Milioni di persone, da 3 a 6 milioni solo a Roma, e forse più di mille milioni di telespettatori in tutto il mondo, hanno seguito i funerali trionfali del Papa Giovanni Paolo II. Si è mai visto un’altra volta la Chiesa Cattolica così esposta davanti a tutto il mondo? Che cosa di evangelizzante rimarrá di questo momento? Quanti Redentoristi hanno tratto profitto da questo stesso momento irrepetibile?In questo numero di SCALA tracceremo, un nostro profilo del defunto Papa, ricordando i suoi contatti con i Redentoristi durante il suo lungo pontificato.
Dirigeremo quindi il nostro squardo sul P. Cyril Axelrod, un confratello con un carisma e dinamismo straordinario. Il 12 di maggio, P. Cyril ha lanciato la sua autobiografia intitolata And The Journey Begins. In essa narra le sue esperienzes sulla sua origine ebrea, sulla sua sordità, l'attuale cecità, e sulle attività derivate da tali esperienze o, forse meglio, dalla Provvidenza divina. Sono sicuro che vi gradirá sapere ciò che il P. Cyril racconta del suo passato e dei suoi progetti di futuro.
Pubblichiamo anche una foto della statua e della fontana erette in onore del P. Agustín Panero, un Redentorista spagnolo molto amato dalla gente e deceduto di recente. Questo monumento è stato innalzato per iniziativa della popolazione di Merida, in Spagna, come gesto di gratitudine per il suo instancabile lavoro in favore dei malati e dei poveri. Che grande gioia sapere che le nostre attività apostoliche sono efficaci e si divulgano!
Con l’arrivo dell’estate, i confratelli di molte parti del mondo staranno in periodo di cambio di casa. In questo numero di SCALA informiamo anche riguardo a un cambio più importante: alcune Provincie di Europa Nord si uniranno per formare una nuova Provincia ed inoltre sugli sforzi di altre Provincie per rinnovare la loro vita e apostolato. Il P. Sean Wales poi, ai confratelli che lavorano nelle parrocchie offre alcune riflessioni su ciò che distingue una parrocchia redentorista.
Il nostro servizio di Comunicazioni stá preparando una versione redentorista del programma Instant Messenger. Forse molti di voi usano già il Messenger AIM o MSN. Il nostro sará molto simile, ma solo per Redentoristi. Presto vi informeremo sul modo di inserirsi in questo servizio, o in quale misura, si spera, aiuterá affinché i nostri confratelli mantengano contatto con gli altri sparsi per tutto il mondo. Le possibilità sono molte, tanto per l’uso individuale come per gruppi di chat.
Grazia e redenzione per tutti voi!
Gary Ziuraitis, C.SS.R.
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Rassegne |
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Dal sito web dei Redentoristi |
Eventi notevoli e recentes nella famiglia redentorista. Per una lista completa di essi, vedere il "Sito" di Officialia.
Professione temporale:
Professione perpetua:
Felix Olusola Alabi, Regione di Nigeria, 1 ottobre 2004
Paul Mary Anoyochukwu, Regione di Nigeria, 1 ottobre 2004
Fidelis Enejo Marie Okpanachi, Regione di Nigeria, 1 ottobre 2004
Emmanuel Chukwuemeka, Regione di Nigeria, 1 ottobre 2004
Johnson Obinna Ozor, Regione di Nigeria, 1 ottobre 2004
Godfrey Chukwuemeka Udeh, Regione di Nigeria, 1 ottobre 2004
Augusto Antonio García Oajaca, Viceprovincia di San Salvador, 19 febbraio 2005
Jorge Eduardo Díaz Carcamo, Provincia di Santiago, 13 marzo 2005
Néstor Flaminio Díaz Manríguez, Provincia di Santiago, 13 marzo 2005
Chandana Sanjeeva Kumara Perera, Regione di Colombo, 15 marzo 2005
Ordinazione sacerdotale:
Dimas Arce Estrada, Viceprovincia di San Salvador, 26 Giugno 2004
Nkem Jude Anyaegbu, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Donatus Ekwugha, Chukwu, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Anthony Sixtus Eluka, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Noel Joseph Eshikena, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Levi Thankgod Ihejirika, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Boniface Sabon Obiora Nnabuike, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Daniel Chukwudi Nwankwo, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Lawrence Odoemena, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Anthony Paul Thompson, Regione di Nigeria, 3 luglio 2004
Agustín Elías Acevedo Barrios, Viceptoncia di San Salvador, 17 luglio 2004
Antônio Márcio da Costa Amoras, Provincia di Porto Alegre, 8 gennaio 2005
Ivair Rodrigues Nascimento, Provincia di Porto Alegre, 29 gennaio 2005
Moyo Samuel Tryvis, Regione di Zimbabwe, 16 aprile 2005
Elezioni (V) Provinciali:
P. Winand Claessens, eletto Superiore Regionale di Belgica Sud.
Confermato il 14 dicembre 2004
P. André Orban, eletto Vicario regionale di Belgica Sud.
Confermato il 14 dicembre 2004
P. José Rafael Nieto Cabrera, eletto Superiore Provinciale di Quito.
Confermato il 2 aprile 2005
P. Edmund Matthias Hipp, eletto Superiore Provinciale di Monaco.
Confermato il 6 aprile 2005
P. Peter Renju, rieletto Vicario provinciale di Monaco.
Confermato il 6 aprile 2005
P. Danilo Bissacco, rieletto Superiore Provinciale di Roma.
Confermato il 6 aprile 2005
P. Antonio Cirulli, eletto Vicario provinciale di Roma.
Confermato il 7 aprile 2005
P. Dominic Dinh Minh Hai, eletto Superiore viceprovinciale di Extra Patriam.
Confermato il 18 aprile 2005
P. Clement Vadakkedath, eletto Superiore viceprovinciale di Alwaye.
Confermato il 18 aprile 2005
P. José Luis Bartolomé, rieletto Superiore provinciale di Madrid.
Confermato il 19 aprile 2005
P. Pedro López Calvo, rieletto Vicario provinciale di Madrid.
Confermato il 19 aprile 2005
P. Alphonse Peter, eletto Superiore provinciale di Strasburgo.
Confermato il 22 aprile 2005
P. Gérard Forst, eletto Vicario provinciale di Strasburgo.
Confermato il 22 aprile 2005
Soppressione di Casa:
Holy Rosary, nella città di Jacksonville, Florida, USA, Viceprovincia di Richmond.
Soppressa il 20 aprile 2005.
Defunti:
P. Charles Portman, 83, Provincia Helvetica, 7 marzo 2005
P. Mauricio Alfredo Cardona Guadrón, 39, Viceprovincia San Salvador, 10 marzo 2005
P. Thomas Landtwing, 81, Provincia Helvetica, 17 marzo 2005
P. George William Drew, 85, Provincia di Baltimore, 29 marzo 2005
P. Gerard Costello, 91, Provincia di Londra, 3 aprile 2005
P. Kazimierz Lasak, 70, Provincia di Varsavia, 6 aprile 2005
P. Marie-Louis St-Amand, 83, Provincia di Sant’Anna di Beaupré, 7 aprile 2005
P. Pascal (José) Loward, 86, Regione di Belgica Sud, 13 aprile 2005
P. Agostinho Gomes Sanches, 67, Provincia di Lisbona, 13 aprile 2005
P. Mario Azaña Sánchez, 87, Viceprovincia di Perú Sud, 19 aprile 2005
P. Kevin Donlon, 79, Provincia di Dublino, 21 aprile 2005
P. Wenanty Wilkosz, 69, Provincia di Varsavia, 24 aprile 2005
P. Alberto Vieira de Araújo, 87, Provincia di Rio de Janeiro, 26 aprile 2005
Notizie delle (V) Provincie e Regioni
Europa
Origine della Provincia di San Clemente
(1994-2005)
Il prossimo 1° di agosto, sará eretta la Provincia di San Clemente. Finiranno così di esistere le Provincie di Flandrica, Amsterdam, Colonia e la Provincia Helvetica. Si uniranno quindi anche i territori di queste Provincie per formare una nuova Provincia redentorista in Europa.
La prima tappa della storia della Provincia di San Clemente cominciò nel 1994 prolongandosi fino ad oggi. Per desiderio delle Provincie di Europa Nord Occidentale si constituì un gruppo per studiare sia le aspettative sia le possibilità reali di una più stretta collaborazione tra queste Provincie. Oltre ai suggerimenti concreti apportati, che risultarono in progetti speciali di collaborazione, il gruppo giunse alla conclusione che c’era bisogno di cambiamenti strutturali che garantissero una collaborazione più adeguata e permanente. Nel gennaio del 2002, valutando la collaborazione ottenuta attraverso i progetti speciali realizzati, i Provinciali considerarono tale collaborazione in forma positiva. Ma sorse ancora una volta la necessità di ristrutturarla.
La sfida venne assunta dal P. Henk Erinkveld (Provincia di Amsterdam). Questo Padre presentó uno studio con distinte opzioni per la ristrutturazione. Non eluse la parola “fusione” o “unione”. Il governo della Provincia di Amsterdam approvó lo studio sopraddetto. A continuazione, quello stesso governo si mise in contatto con le Provincie vicine. Lo studio venne presentato anche al Governo Generale. Si può dire che la macchinaria cominciò a mettersi in marcia dallo stesso momento in cui si iniziò a parlare della possibilità di unire alcune delle Provincie di Europa Nord Occidentale. Nello studio del P. Erinkveld si proponeva la fusione (unione) delle Provincie di Colonia, Flandrica e Amsterdam. In base allo stesso studio, il Capitolo Provinciale di Colonia accolse favorabilmente le proposte concrete presentate su una eventuale unione. In gennaio 2003 si riunirono i Provinciali di Colonia, Flandrica e Amsterdam. Decisero di creare un gruppo di lavoro che presentasse una proposta concreta in cui si riflettessero struttures chiare di collaborazione e contemporaneamente la traccia di un itinerario adeguato per arrivare a questo cambio di strutture.
All’inizio del 2003, questo stesso comité di lavoro raccomandó la creazione della Provincia di San Clemente. Ciò rappresentava la creazione di una nuova struttura che garantizzerebbe due obiettivi: 1) Una collaborazione più stretta e permanente in determinati campi; 2) Una certa autonomia per le zone che dovevano costituire la nuova Provincia. Durante le riunioni precapitolari della Regione Europa Nord in Perth (marzo 2003) furono presentate le menzionate raccomandazioni. Allo stesso tempo, altre Provincie furono pure invitate a prendere parte nelle delibere, specialmente quelle di Vienna, di Monaco e la Provincia Helvetica.
Tenendo come base il modello della Provincia di San Clemente, ebbero inizio gli incontri formali di negoziati in vista dell’unione. Il Capitolo Generale dell’autunno 2003 servì da catalizzatore. Fu il proprio P. Generale che spinse a proseguire con il processo di unione. Le Provincie di Vienna, di Monaco e quella Helvetica si interessarono a formar parte del gruppo di riflessione. In gennaio 2004, anche la Provincia Helvetica decise de partecipare nel processo di creazione della Provincia di San Clemente, mentre le altre due Provincie rimanevano, per il momento, indecise. Le Provincie di Monaco e di Vienna stanno pensando pure a diversi modelli di mutua collaborazione, ma senza escludere neppure di integrarsi in futuro alla futura Provincia di San Clemente. Lo scambio corrispondente di opinioni continua attraverso del cosiddetto “seconda tappa di incontri regolari”.
Fino ad oggi si sono condotte a termine cinque incontri di negoziati: in dicembre 2003, a Wittem; marzo 2004, a Hennef – Geistingen; luglio 2004, a Gadheim vicino a Würzburg; dicembre 2004, a Matran; e in febbraio del 2005, a Hennef - Geistingen. Il P. Jacek Dembek ha assistito ad alcuni di questi incontri come rappresentante del Governo Generale. Purtroppo, a Natale del 2003 moriva il P. Walter Corneillie, Provinciale di Flandrica. Era uno dei pionieri dell’iniziativa. Qualcosa meno di un anno dopo, moriva anche il suo confratello P. Harry Mattheessens, che pure era stato uno degli architetti del modello della Provincia di San Clemente.
Durante le deliberazioni se prestó speciale attenzione ad aspetti molto diversi: struttura di governo, status giuridico e situazione legale della nuova Provincia, quali sarebbero le differenti tappe del processo di decisione, pubblicazione di informazioni, preparazione spirituale dei confratelli per la fusione (unione), nome della Provincia, aspetti civili e giuridici della fusione internazionale, ecc... ecc... Oltre a tutto ciò, si offrirono a tutti indicazioni orientative come anche una opportuna chiarificazione sui motivi che diedero origine a tutto questo cambio strutturale: la nostra Missione pastorale. In ogni occasione che si presentava di adottare deliberazioni, queste furono ben accolte sia dai rispettivi Capitoli Provinciales sia da parte del Governo Generale.
Ad un certo momento del processo, si pensó di dare alla nuova Provincia un nome che stesse in consonanza con il luogo che occuperebbe la Casa provinciale: Wittem. Tuttavia, si optó per il nome originale: San Clemente. Al scegliere un nome che non stava legato a nessun territorio, quello sembrò il più opportuno, nel caso che altre Provincie desiderassero, forse, la loro posteriore integrazione alla stessa. Esistono, inoltre, ragioni storiche e di ispirazione per il futuro. Fu precisamente intorno alla persona di San Clemente che si iniziò e si sviluppò la Congregazione nella regione di Europa Nord e, in modo speciale, nella zona che occuperá la nuova Provincia. San Clemente, poi, fu e continua ad essere un simbolo della ricerca di nuove vie per dare volto al carisma redentorista:
Testo: Consiglio Provinciale di Amsterdam
Traduzione inglese: P. Werner Vanmoerkerke
Missioni parrocchiali in auge
Collaborazione tra Redentoristi e Laici al servizio della conversione
Patrizia Fening Gayes
Nota editoriale: la Provincia di Denver ha rafforzato recentemente la sua equipe di missionari con due giovani sacerdoti redentoristi ed un laico ispanico. L’articolo che offriamo, sulle missioni nel cuore degli Stati Uniti, è preso dal National Catholic Reporter.
Comincia la terza notte di una missione parrocchiale di cinque giorni nella chiesa di San Patrizio della città di Wadsworth, Ill. Le luci del tempio sono spente, eccetto il cirio pasquale che quella notte sará il simbolo sul quale si farà la predica. Più di mille persone presenti stanno in silenzio. “Che la luce di Cristo dissipi le tenebre del vostro cuore e della vostra mente” dice il P. Pete Schavitz, missionario redentorista. Accende quindi una candela al cirio pasquale, simbolo – come dice - di speranza e di garanzia che Dio non ci abbandonerá mai.
Quella notte, entrando in chiesa, a ciascuno dei convenuti si era consegnata una candela. Il P. Schavitz accende ora le candele di alcuni degli accoliti che passano la loro luce al resto dell’assemblea. Dentro di pochi istanti, l’oscurità della chiesa diventerà un braciere di luce raggiante. Il missionario invita quindi tutti ad alzare le candele mentre l’insieme delle luci unite si riflette sulle pareti e sul soffitto fino a riempire di luce la chiesa intera.
“Quando la luce che stà in ognuno di noi si unisce alla luce di Cristo vivo verso i nostri fratelli e sorelle, noi dissipiamo l’oscurità non solo di questa chiesa, ma del mondo intero”. Questa notte di missione finirà offrendo a tutti l’opportunità di celebrare la luce di Cristo per mezzo del sacramento della riconciliazione.
Le missioni parrocchiali – chiamate pure “ritiri parrocchiali” – formano parte della pastorale della Chiesa cattolica fin dal secolo XVII°. “La missione è aperta a tutti coloro che desiderano sperimentare la misericordia amorosa di Dio e vogliono seriamente crescere nella loro relazione personale con il Signore”, dice il P. Schavitz. La missione parrocchiale è un tempo di predicazione speciale che, generalmente, dura da 4 a 6 giorni, anche se anticamente soleva allungarsi a più settimane e un mese.
La Congregazione redentorista, il cui nome negli Stati Uniti è sinonimo di predicazione delle missioni, le sta predicando fin da che Sant’Alfonso Maria de’ Liguori la fondò proprio con questa finalità nel 1732. Molti altri istituti religiosi maschili e femminili includono tra le loro attività proprie anche quella di predicare missioni. Più ancora, alcuni tra i sacerdoti diocesani si sono dedicati a questa opera pastorale. Attualmente, come si sa, i laici, in numero sempre crescente, realizzano anche il ministero della predicazione delle missioni. Com’è naturale, ogni gruppo coltiva uno stile proprio nel predicarle. La forma propria della missione redentorista si basa sul motto della loro stessa Congregazione: “In Lui c’è abbondante redenzione”.
La missione suole iniziare con un invito diretto a tutti durante le messe domenicali. Per regola generale, la missione si centra nei sermoni della notte, però il programma include anche messe di mattina (con omelia), la visita ai collegi di istruzione media e la disposizione ad avere incontri personali durante il giorno per dare una opportunità al colloquio individuale.
L’obiettivo della missione è la conversione. Questa può darsi sia come conversione iniziale alla Chiesa Cattolica, sia come rinnovazione della conversione continua che deve darsi in ogni cristiano. Attraverso la conversione dei suoi membri, la stessa parrocchia si rinnova. Quando è fatta bene, la missione produce un forte impatto nei fedeli, che perdura a lungo. La missione termina con la predica di chiusura.
I preparativi della missione variano d’accordo con l’indole dei suoi predicatori. La maggior parte delle missioni parrocchiali, dato i suoi preparativi, iniziano realmente molti mesi prima che abbiano pubblicamente inizio; cioè, quando i missionari si riuniscono con i membri dell’equipe di ausiliari o volontari. “Il compito di questa equipe è quello di ottenere che la chiesa sia stracolma la notte in cui avrà inizio la missione. Il mio dovere - dice il P. Schavitz – è di fare in modo che i fedeli tornino il giorno seguente”. L’esito della missione dipende dalla propaganda che di essa si sia fatta nell parrocchia e da come si abbia ottenuto di motivare la gente. “E’ fondamentale che tutti partecipino. Far che tutti si sentano involucrati e dare a ciascuno un compito. Cominciare con un gruppo piccolo che serva da fermento al resto. Attendere al servizio dei piccoli, preoccuparsi della loro alimentazione, rimuovere gli ostacoli a che tutti possano partecipare” – aggiunge il P. Schavitz.
Afferma pure che lo stesso principio di impegnare personalmente la gente è ugualmente valido quando si tratta delle prediche. “Dai tempi di Sant’Alfonso, intentiamo di utilizzare un linguaggio semplice che tutti posano capire; cerchiamo di conquistare la gente e di suscitare negli uditori l’interesse perché approfondiscano la loro esperienza fondamentale della redenzione divina”.
Debbie Micksch è membro della Chiesa di San Patrizio a Wadsworth, Ill.., dove il P. Schavitz ha predicado tre missioni negli ultimi nove anni insieme con un’altro missionario redentorista. “Quando presiparte nella nostra prima missione parrocchiale, fui invitata a rispondere ad una relazione più profonda e molto più intima con Dio” – dice Micksch. “Son sette anni che mi è successo. Da allora, la mia vita non è più stata la stessa. Fu come se i miei occhi e i miei orecchi si fossero aperti in un modo totalmente nuovo; e ciò che allora sentí, continua a dar ancora frutti nella mia vita di ogni giorno”.
Da allora, continua, ho cominciato a partecipare molto di più nelle attività della chisa; “e non sono io sola. Ascoltando le testimonianze di molti altri che pure hanno partecipato nelle nostre missioni, le storie si ripetono”. Micksch si ricorda di alcuni esempi del frutto delle missioni: gruppi nuovi di riflessione biblica, adorazione eucaristica, pastorale di uomini e di donne e gruppi de preghiere. “La missione non è un evento parrocchiale passeggero – continua dicendo Micksch – è una realtà viva che perdura nella gente per molto tempo dopo di avere partecipato in essa. Dovuto giustamente a ciò, la parrocchia stessa assume un impegno più profondo e più durevole con la Chiesa”. tornare all’Indice
In Spiritu Redemptionis
Le parrocchie redentoriste
Sean Wales
018.–Il ministero parrocchiale
“I CONFRATELLI DEDICATI A QUESTO MINISTERO SVOLGANO CON OGNI DILIGENZA I LORO DOVERI PARROCCHIALI, BEN CONVINTI CHE QUANTO PIU’ PROFONDAMENTE ATTUINO CON SPIRITU MISSIONARIO, TANTO MEGLIO CONSEGUIRANNO FAR DEL LORO LAVORO UNA SPECIE DI MISSIONE PERMANENTE”.
La nostra lunga esperienza di lavoro nella rinnovazione parrocchiale per mezzo delle nostre missioni e della pastorale nelle nostre proprie parrocchie (quelle che attualmente teniamo e quelle che abbiamo tenuto nel passato) ci mostra le permanenti necessità del popolo: anelo di approfondire la relazione con Dio e nella qualità della vita cristiana; mancanza di una educazione adulta della fede, desiderio di una esperienza reale di comunità e l’imperativo di tradurre l’esperienza della fe de in azione concreta in favore dei più bisognosi.
Segnaliamo alcuni elementi da tenere in conto, propri della spiritualità parrocchiale, che possono aiutare ad arricchire il nostro ministero:
1. ORAZIONE E CULTO. Le comunità redentoriste che si occupano del ministero pastorale debbono convertirsi in scuole di fede e di preghiera. La qualità della celebrazione liturgica, il livello di partecipazione dei laici nei ministeri, l’intensità della vita di pietà della parrocchia sono elementi che devono interpellarci nel nostro apostolato.
2. FORMAZIONE CRISTIANA. Un aspetto centrale della rinnovazione parrocchiale è l’impegno per una educazione adulta nella fede. Il nostro carisma di proclamazione esplicita del Vangelo occupa un posto primordiale in questo campo. Anche se la catechesi è indispensabile per la rinnovazione parrocchiale, spesso non va accompagnata da una mistagogia appropriata. La nostra fede non interessa più di tanto alla mente e neppure ai cuori; dobbiamo sperimentare nella preghiera e nella vita ciò che professiamo.
3. COMUNITA’. Una delle lamentele più comuni e diffuse attualmente riguardo alla vita parrocchiale è la sua burocrazia: molta gente non sente la parrocchia come una comunità. Tenendo in conto l’enfasi che pone la teologia nella Chiesa come comunione, si deve continuare ad invitare tutti gli agenti della pastorale parrocchiale a cooperare nella creazione di uno spirito di comunità. Questo tema ha un’importanza particolare per noi che ci sforziamo di formare parrocchie-comunità. Siamo una comunità redentorista nel cuore della comunità parrocchiale. Chissà se la freddezza delle nostre comunità parrocchiali non sia, forse, riflesso delle nostre comunità redentoriste.
4. SOLIDARIETA’. La parrocchia, come la fede, senza opere è morta! La spiritualità autentica si manifesta, in certo modo, come missione. Il convincimento che la parrocchia è una Chiesa-locale-in-missione è costitutiva dell’essere cristiano. La prima missione è proclamare la Parola di Dio, adorare il Padre per il Figlio nello Spirito Santo. L’evangelizzazione continua adsessere il compito principale di ogni cristiano e di tutte le manifestazioni del cristianesimo. Siamo coscienti che il criterio di discernimento dell’autentico cristianesimo è l’amore e che perciò la parrocchia è un centro di azione e di solidarietà in favore di tutti i bisognosi. La Chiesa locale del Sud Africa ha preso come orientazione il motto di La comunità al servizio della Umanità. Ciascuna delle nostre parrocchie gode di una ampia possibilità de esercitare la carità cristiana in maniera creativa e sensibile di fronte alla terribile epidemia dell’AIDS.
5. AMMINISTRAZIONE. Anche di questo dobbiamo parlare! Lo faremo, sissignore! Un’amministrazione seria, sarebbe quella che trattasse unicamente di conseguire soldi in sempre maggiore quantità (per fini onestis, ovviamente) o dovrebbe fare qualcosa di più? Anche se è sempre necessario un buon controllo economico, non dovremmo parlare qui di tutti i talenti e capacità della parrocchia in questo campo e dell’idea che i soldi siano posti anche al servizio della comunità più ampia? Non includerebbe pure una sana amministrazione evangelica la nostra attenzione per il medio ambiente, la belleza artistica di tutto ciò che è relazionato con il culto ed anche il nostro modo di trattare gli impiegati della parrocchia, ecc.?
Trovo interessante che, dal Capitolo V delle nostre Costituzioni e Statuti, si possono vedere alcuni principi utili per il nostro ministero pastorale nelle parrocchie. Sarebbe interessante osservare come potremmo applicare il principio di corresponsabilità (C.92) e lo spirito di collegialità (C.100) alle nostre parrocchie. Il principio di sussidiarietà (C.94) potrebbe contribuire alla promozione delle strutture parrocchiali. Il principio di solidarietà (C.95) potrebbe applicarsi al lavoro che facciamo dentro la parrocchia come pure verso fuori con altre parrocchie, gruppi ecclesiali, siano cattolici o no. Il principio di adattamento (C.96) ci libererebbe dalle solite frasi “sempre si è fatto cosí in questa parrocchia”, permettendoci di essere creativi e responsabili nei nuovi contesti che ci si presentano.
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I Redentoristi fanno notizia
Inaugurazione della pastorale dei sordi e dei ciechi
Londra
Il 27 di novembre dell’anno scorso fu un giorno memorabile. Fu il giorno in cui l’archidiocesi di Westminster dette inizio alla sua pastorale per i sordi e ciechi. La cattedrale si trovava piena di sordi e ciechi, e di altri disabili, venuti da tante parrocchie diverse. Un grande numero di sordi e ciechi occupava la parte principale del presbiterio su sedili speciali intorno all’altare maggiore.
Dall’inizio della settimana del 20 di novembre si era allestita nella capella di San Patrizio una esposizione sui sordi e ciechi e sul lavoro del P. Cyril Axelrod in loro favore. L’esposizione includeva anche un quadro del pittore italiano Caravaggio su San Tommaso che tocca le piaghe di Cristo Risorto. Il tema della messa fu “Aprite le mani” e si centrò sull’atto di Gesú che tocca i sordi e i ciechi per guarirli.
La cattedrale vibrava all’unisono con i bei canti interpretati dalla corale come pure dalle note stupende dell’organo, con la magnifica attuazione di una orchestra. Tutto risultava meraviglioso dentro il grandioso tempio.
Nella processione verso l’altare maggiore, Mons. Bernard Longley, vescovo ausiliare di Westminster, mi seguiva insieme a due sacerdoti, il P. Norbert Fernando e il P. Shaun Lennard. Il vescovo salutó personalmente ognuno dei sordi e ciechi, mentre li toccava individualmente con il suo bastone. Poi, accompagnato dal P. Cyril, il vescovo incensó l’altare e occupó la sua sede.
Il vangelo narrava l’episodio di San Tommaso che tocca Gesú e fu proclamato mediante i tipici segni dal P. Norbert Fernando. Quindi il P. Cyril diede la sua omelia, anch’essa per mezzo di segni, sul potente tocco divino che significava quella inaugurazione. Si riferì poi al ministero che utilizza il contatto fisico per intendersi con i sordi e ciechi, e invitó quindi ad offrire tutto l’appoggio alle persone con questo handicap sia dentro la comunità ecclesiale sia nella vita di ogni giorno.
Alcuni sordi o ciechi furono invitati a fare la preghiera dei fedeli utilizzando il linguaggio dei segni ed il linguaggio del tatto manuale proprio degli stessi.
Durante l’offertorio, quando il vescovo ricevette il pane e il vino, indicò al P. Cyril che li toccasse e poi fecero lo stesso ciascuno dei sordi e dei ciechi.
Durante la consacrazione, il vescovo prese la mano destra del P. Cyril con l’Ostia e il calice e li elevó davanti all’Assemblea.
Al distribuire la comunione, il P. Cyril fece che ognuno dei sordi e ciechi toccasse il Corpo di Cristo, mentre il vescovo distribuiva loro la comunión sulla mano; frattanto, i membri della corale si esprimevano con segni propri che toccano le mani dei sordi e ciechi.
Il P. Cyril ringraziò Mons. Bernard Longley per averlo invitato a portare avanti questa pastorale tra i sordi e ciechi dell’archidiocesi di Westminster, il gruppo che organizó la celebrazione di inaugurazione di questa pastorale, agli ausiliari volontari messi in diverse attividatà nella cattedrale e i comunicatori per segni di Londra e Manchester.
Conclusa la messa, i sordi e ciechi con le loro guide e gli altri invitati furono festeggiati con un rinfresco nella residenza dell’Arcivescovato. Con l’ammirazione di tutti, si offrì al P. Cyril, in occasione della celebrazione del suo 34° anniversario di sacerdozio, una bella torta con la figura di una mano. La comunità di sordi dell’archidiocesi di Westminster diede il benvenuto alla nuova pastorale di sordi e ciechi. L’inizio dell’Avviento fu una magnifica opportunità affinché ricevesse tutte le benedizioni del Cielo quest’inizio della nuova pastorale tra questi disabili.
Si organizzó tra l’altro un seminario e un corso di allenamento con un buon numero di volontari, alcuni di essi sordi, che sperano di poter collaborare con il P. Cyril nel suo futuro lavoro nell’archidiocesi di Westminster. L’obiettivo è quello di offrire un corso di preparazione di dieci settimane nella Casa Vaughan.
Quest’inizio è un progetto della Chiesa Cattolica nel Regno Unito e si spera di ottenere che altre diocesi si movilizzino in questa linea per prestare un servizio simile ai sordi e ciechi.
Non abbiamo timore di chiedere al P. Cyril informazione sulla pastorale de sordi e ciechi. Il suo indirizzo è cyril@axelrod1.freeserve.co.uk
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GIOVANNI PAOLO II E I REDENTORISTI
Il recente decesso del Papa Giovanni Paolo II ci porta non solo a ricordarlo come il gran padre della famiglia ecclesiale, ma anche come padre della nostra più ridotta famiglia redentorista, e più concretamente ci porta ad evocare alcuni aspetti delle sue relazioni con il nostro Istituto.
La Madonna del Perpetuo Soccorso
- Il primo anello di questa relazione lo costituisce senz’altro la Madonna del Perpetuo Soccorso. Tutti abbiamo udito parlare spesso della sua devozione a Maria sotto questo titolo quand’era ancora giovane. Abbiamo la testimonianza dalle sue stesse labbra, tra altre occasioni, quando il 30 di giugno del 1991 visita la nostra Chiesa di Sant’ Alfonso a Roma, per celebrare i 125 anni di venerazione dell’icona del Perpetuo Soccorso nella nostra chiesa di Via Merulana. Durante la conversazione che mantiene con la
comunità dopo la cerimonia religiosa dice espressamente: “Ricordo che durante la ultima guerra, nel periodo di occupazione nazista della Polonia, io ero operaio in una fabbrica di Cracovia. Di sera, tornando dalla fabbrica a casa, mi fermavo sempre in una chiesa, precisamente quella dei Redentoristi che si trovava sul mio cammino di ritorno. In quella chiesa c’era un’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso. Quantas volte mi son fermato davanti ad essa, e non solo perché mi cadeva nel passo, ma anche perché
la trovavo molto bella. Tornai a visitare quella chiesa anche dopo di esser vescovo e poi Cardinale di Cracovia. Ho predicato in essa molte volte e amministrato i sacramenti, soprattutto quello della confermazione. Porciò è facile capire che, venendo oggi qui, è come se facessi un viaggio verso il mio passato, verso la mia gioventù” (CSSR Communicationes, nº 85).
- Come Cardinale di Cracovia assiste nel febbraio 1973 al Congresso Eucaristico di Melbourne (Australia). L’aereo fa scala a Manila. Il Card. Wojtyla desidera celebrare la Messa, ma nell’aeropuerto non c’è cappella; d’altra parte, non essendoci relacioni diplomatiche tre Polonia e Filippine, il Cardinale non potrebbe uscire dall’aeropuerto. ‘Illegalmente’ le autorità assumono l’uscita sotto la loro responsabilità. Il Card. Santos, di Manila, suggerisce che lo conducano alla Chiesa di Baclaran, che si trova vicina e inoltre è mercoledì, giorno in cui si celebra la novena perpetua alla Madonna del Perpetuo Soccorso. Anni dopo, da Papa, giunge di nuovo a Manila in visita apostolica e dice di nuovo la Messa a Baclaran, pronunciando le memorabili parole: “Oggi vengo qui per la seconda volta nella mia vita. La prima fu durante una scala nel viaggio verso il Congresso Eucaristico di Australia e, quando celebravo la messa quella notte, fui testimone della devozione veramente filiale e della fiducia immensa, di cui, tu, Madre del Perpetuo Soccorso, godi tra i fedeli, tra il popolo di questa grande città, capitale delle Isole Filippine” (Cfr. CSSR Comunicationes, nn. 4, 88).
Il fondatore Sant’Alfonso
Un altro anello di questa catena lo constituisce il nostro fondatore Sant’Alfonso.
- 1° di agosto del 1979; nel suo primo anno di pontificato; questo giorno 1° di agosto, festa di Sant’Alfonso, fu mercoledì e durante l’udienza generale di quel giorno Giovanni Paolo II citò per tre volte Sant’Alfonso (Orbis, nº 49, pág. 53).
Vari sono i documenti che figurano nei nostri archivi, motivati soprattutto in occasione delle efemeridi alfonsiane celebrate duranti gli anni del suo pontificato:
- 6 dicembre 1979: Poco prima si era tenuto il Capitolo Generale, il quale non poté avere udienza con Giovanni Paolo II; in compenso fu ricevuto il Consiglio Generale il 6 di dicembre. Il discorso del Papa fu raccolto nell’Osservatore Romano del giorno 7, sotto il titolo “Rinnovato sforzo missionario nella fedeltà a Sant’Alfonso (BPE, XVI, 95-97)).
- 14 giugno 1982. Lettera gratulatoria attraverso la Segreteria di Stato in occasione dei 250 anni dalla fondazione della Congregazione (BPE, XVII, 230-233).
- 18 novembre 1985. Udienza concessa al Capitolo Generale celebrato quell’anno (NER, 279).
- 1 agosto 1987. Lettera Apostolica nel Bicentenario della morte di Sant’Alfonso Mª de’ Liguori (BPE, XX, 169-177).
- 12 novembre 1990. Allocuzione nella basilica di Pagani, in occasione della Visita all’archidiocesi di Napoli (BPE, XXI, 261-265).
- 24 settembre 1996. Messaggio in occasione del III° Centenario della nascita di Sant’ Alfonso (BPE, XXIV, 347-351)
- 11 ottobre 1997. Lettera diretta al suo Legato nella clausura del Tricentenario della nascita di Sant’Alfonso (NER, 423).
- 3 ottobre 2003. Udienza ai Capitilari (Pág. Web CSSR. XXIII Cap. Gen., Udienza papale).
- A questa lista dobbiamo aggiungere anche il Messaggio inviato da Giovanni Paolo II alle Monache dell’Ordine del Santissimo Redentore, in occasione del III Centenario della nascita di Suor Maria Celeste Crostarosa il 31 ottobre del 1996 (BPE, XXIV, 351-354).
I nostri Beati
Durante il pontificato di Giovanni Paolo II si vide incrementata, in modo mai visto, la galleria dei nostri Beati. Efettivamente:
- 23 maggio 1982: Beatificazione di Pietro Donders.
- 24 aprile 1988: Beatificazione di Gaspar Stangassinger.
- 12 maggioi 1996: Beatificazione di Gennaro Mª Sarnelli.
- 9 aprile 2000: Beatificazione di Francesco Saverio Seelos.
- 27 ggiugno 2001: Beatificazione di Nicola Charnevskyj, Basilio Velychkovskyj, Zenón Kovalyk e Iván Ziatyk.
- 4 novembre 2001: Beatificazione di Metodio Domingo Trcka.
- Anteriormente era stato canonizzato S. Giovanni N. Neumann, ma all’inizio di ottobre 1979, in occasione della sua visita agli Stati Uniti, Giovanni Paolo II pregó davanti alla sua tomba a Filadelfia e nel discorso diretto alla Gerarchia Nordamericana lo presentó come modello per tutti i Vescovi (Orbis, 51, 14-15).
Coincidenze
Nel discorso pronunciato dal Superiore Generale, P. Juan Manuel Lasso de la Vega, in occasione della Visita alla Casa Generalizia per celebrare i 125 anni del Perpetuo Soccorso, egli ricordó a Giovanni Paolo II alcune coincidenze; per esempio: che fu eletto Papa il 16 di ottobre, festa di San Gerardo; che pubblicó la sua prima enciclica ‘Redemptor hominis’ il giorno 15 di marzo, festa di San Clemente; altre encicliche portano anche come titolo il tema del Redentore: ‘Redemptoris Mater’, ‘Redemptoris missio’...
(CSSR Communicationes, 85).
Altri Aneddoti
- Il nostro Cardinale redentorista José Clemente Maurer aveva detto scherzando che, anche se non voleva la morte del Papa (Paolo VI), gli piacerebbe tuttavia poter partecipare in un conclave. Per fortuna o per castigo dovette partecipare in due. Nel primo saluto personale che diresse a Giovanni Paolo II in occasione della sua elezione gli disse queste parole: “Esto vir! Ti aiuteremo; pregheremo per te”. Nella sua risposta, Giovanni Paolo II gli disse che per il giorno 26 era impegnato con i Redentoristi di Cracovia
per celebrare i 75 anni della fondazione della casa; purtroppo non poté adempiere il suo impegno (Orbis, 46, 74-75).
- Nei numeri del giornale ‘Ya’ del 27 ottobre 1981 e 24 gennaio 1982 appare una fotografía con questa dicitura: Il P. Paolo Dezza, Delegato del Papa alla Compagnia di Gesú, con Giovanni Paolo II (foto UPI). In realtà, chi stá con il Papa in quella fotografía non è il P. Dezza, ma il nostro Fr. Adrián Mª Cremades, che sostiene la benedizione per il suo fratello P. Antonio Mª Cremades in occasione del 60° di professione (NER 237).
- In occasione del Congresso Internazionale di Mariologia celebrato a Malta nel 1983, uscì dal Vaticano una Lettera firmata da Giovanni Paolo II, in cui si lodavano gli apporti mariologici di Santi del secolo XVIII come S. Luigi Grignon de Monfort e S. Leonardo da Porto Maurizio: Non si faceva menzione di S. Alfonso. Il nostro P. Angel Luis, che assisteva al Congresso, non poté sopportare omissione così enorme. Passó per Roma; ebbe una intervista con Mons. Martínez Somalo, chiedendogli che, per favore, si sussanasse l’omissione quando si pupblicasse la Lettera in ‘Acta Apostolicae Sedis’; incluso gli offrì il possibile testo da inserire. Effettivamente, quando si pubblicó la Lettera in AAS, figuravano pure, firmate dal Papa, le parole del P. Angel Luis: “E come dimenticare l’incomparabile autorità di Sant’Alfonso Mª de’ Liguori, il quale, come giustamente sottolinel San Pío X, non solo fu l’intrepido difensore dell’Immacolata Concezione, ma anche il grande apostolo che propagó la devozione a Colei che fu concepita senza macchia alcuna di peccato? (NER, 261).
Galleria di foto (solamente on-line)
Shetland
due membri della Comunità di St. Patrick di Edimburgo, il P. Ed Hone e il P. Richard Reid, che hanno predicato recentemente una missione parrocchiale a Shetland, Helsinki, Finlandia, più al nord, quindi, di San Pietroburgo, Russia.
#1 e #2
Messa in cui si inauguró la pastorale per sordi e ciechi diretta dal P. Cyril Axelrod
#1 e #2
L’esposizione in occasione del ricevimento del P. Cyril Axelrod
Il P. Cyril Axelrod con il Vescovo Mons. Bernard Longley
Il Papa Giovanni Paolo II e il P. Juan Manuel Lasso de la Vega, allora Superiore Generale
Attività del Padre Generale e del Consiglio Generale
Visita alla Viceprovincia di Burkina-Níger
P. Serafino Fiore e P. Athanase Nsiamina
Dal 17 gennaio al 13 febbraio 2005
I Consiglieri Generali, P. Serafino Fiore e P. Athanase Nsiamina, visitarono la Viceprovincia di Burkina-Niger dal 17 di gennaio al 13 di febbraio del 2005.
Nel 1946 erano arrivati a Burkina-Niger i primi Redentoristi venuti dalle Provincie di Lione e di Parigi. Cominciarono immediatamente a organizzare la Chiesa fondando centri di missione e, più tardi, parrocchie al servizio delle diocesi. Diedero inizio alle Viceprovincie di Fada N'Gourma (Alto Volta) e Niamey (Niger).
A partire dal 3 gennaio del 1996, le due Viceprovincie si unirono per formare la Viceprovincia di Burkina-Niger. Quando si fece la visita a questa Viceprovincia, contava con 43 confratelli: 1 vescovo, 24 sacerdoti, 4 fratelli, 12 studenti professi, 3 studenti di teologia in esperienza pastorale e 7 novizi. C’erano anche 9 postulanti che studiavano filosofia.
I confratelli di questa Viceprovincia provengono da diverse nazioni: 26 sono africani: di Togo, Niger, Burkina Faso, Benin e Costa d’Avorio; 16 sono europei: 13 francesi, 2 polacchi, 1 spagnolo ed 1 australiano.
Il nostro itinerario fu il seguente: Niamey, Tchirozerine e Maradi, nel Niger; Kantchari, Fada N’Gourma, Tibigi e Ouagadougou in Burkina Faso.
La maggioranza della popolazione nel Niger è mussulmana. C’è anche una grande quantità di animisti e solo il 3% della popolazione è cristiana. Anche se i Redentoristi hanno evangelizzato il Niger durante più di 50 anni, appena esiste una manciata di cattolici; a Tchirozerine sonn 25, venuti quasi tutti dai paesi vicini. A Pasqua hanno avuto la gioia di celebrare 3 battesimi, 2 giovani e 1 adulto. Come 10 thuareg sono pure battezzati o si trovano in procinto di accettare la fede cristiana. Tre confratelli lavorano nel catecumenato e vi celebrano l’Eucaristia. La missione in Niger è, in buena misura, una missione di presenza tra i mussulmani. Le conversioni sono rare e il lavoro pastorale si sviluppa tra i cristiani dei paesi vicini. Ma la popolazione apprezza presenza dei cristiani nel paese perché la Chiesa è impegnata con lo sviluppo e con progetti sociali in loro favore.
Nonostante il piccolo nomero di conversioni, questa missione è animata da un forte spirito di testimonianzao e di dialogo. I confratelli riconoscono che non è una proclamazione esplicita del Vangelo quello che fanno, ma piuttosto una testimonianza di vita evangelica “convivendo con i più poveri che esistano”. Inoltre tre confratelli - due sacerdoti e un fratello - sono di origine mussulmana e animista. Possiamo dire, perciò, che esiste la speranza di avere giovani del Niger nella Congregazione.
In Burkina Faso il panorama è ben diverso. Alla frontiera vediamo i baobab e il verde è qui qualcosa di nuovo che ci da il benvenuto, anche se neppure questo paese si è salvato completamente dal deserto. La Chiesa è viva e fiorente. L’anno scorso ci furono 150 battesimi. Si visitano anche qui le frazioni, si dirigono gruppi religiosi, si danno classsi per gli analfabeti, li si istruisce riguardo all’Aids e si aiuta pure alla perforazione dei pozzi. Cooperano nella lotta per la giustizia, specialmente nei riguardi dei “matrimoni forzati” di minori, e lottano ugualmente contro la circoncisione femminile. Lavorano in stretta collaborazione con altri istituti religiosi, specialmente nel campo della formazione.
Ci furono ancora da menzionare altri due fatti avvenuti durante la visita dei Consiglieri: la visita alle Monache Redentoriste e la clausura della visita da parte del R.mo P. Joseph Tobin, Superiore Generale.
Questa visita fraterna ci ha dato l’opportunità di condividere la forma di vita di una cultura differente, che noi stiamo evangelizzando ma che a sua volta ci evangelizza.
tornare all’IndiceRassegne
ProfiloP. Cyril Axelrod è un confratello unico nella Congregazione. Nato tra il popolo ebreo, del quale si sente orgoglioso, è sordo dalla nascita e attualmente è anche totalmente cieco. E’ esperto in Braille, sa esprimersi nell’idioma internazionale dei segni come pure, ugualmente per segni, in inglese, inglese africano e cantonese. E’ stato insignito con numerosi premi internazionali e con un Honoris causa nel 2001. Tra breve lancerá la sua autobiografia intitolata “And The Journey Begins”, edito da Douglas McLean Publishers, di Gloucester, Regno Unito, e che uscirà alla luce il prossimo 12 di maggio in Church House, Westminster Abbey. Il Direttore dell’Ufficio di Comunicacioni, P. Gary Ziuraitis, rappresentará il P. Generale in quella circostanza.
Da bambino, Cyril voleva essere rabbino. Nella sua gioventù cambió idea e, terminati gli studi, si fece ragioniere, ma Dio aveva altri piani per lui e seminó nel suo cuore il seme della vocazione al sacerdozio nella Chiesa Cattolica. Ci furono molti ostacoli da superare.
Nel suo racconto autobiografico si dice che Cyril chiese a Mons. Green, di Port Elizabeth, do essere ammesso come candidato al sacerdozio. Il vescovo, che era un entusiasta dell’apostolato tra i sordi, si mostrò incantato con la sua domanda e si diede inizio ai corrispondenti tramiti. Prima di tutto gli chiese il vescovo qual era la religione dei suoi genitori. Cyril rispose: “La religione ebrea”. “In questo caso – continuó il vescovo – sua madre sarà stata cattolica, noh?”. “No - gli rispose Cyril - ella pure è ebrea”. “Allora – continuó il vescovo – lei si è convertito a cattolico”. “No, – replicó Cyril - ancora non sono battezzato”. “Bene, – disse il vescovo - in questo caso, il suo battesimo sará il primo passo nel suo cammino verso il sacerdozio”.
In tal modo, il 15 di agosto del 1965 Cyril fu battezzato nella Chiesa Cattolica e fu inviato da Mons. Green a studiare all’Università Gallaudet di Washington DC, unico Centro accademico per sordi negli Stati Uniti e, probabilmente, nel mondo intero. Cyril studió allo stesso tempo filosofía nella Università Cattolica. Nel 1967 ritornó in Sudafrica per terminare la teologia. Il 28 di novembre del 1970 venne ordinato sacerdote da Mons. Green incardinandosi nella diocesi di Port Elizabeth. La sua ordinazione sacerdotale fu tutto un evento memorabile, illustrato con segni da un Redentorista degli Stati Uniti, il P. David Walsh, capellano dei sordi che Cyril conobbe durante i suoi studi là. Ma ci furono altri dettagli interessanti in quella ordinazione. In quel momento, Cyril era il secondo sordo di nascita del mondo che veniva ordinato sacerdote. Tuttavia, l’incredibile è che la madre di Cyril assistette alla cerimonia. La maggior parte dei confratelli pensava che la sua presenza non supporrebbe in sè nessun problema. Ma come ebrea strettamente ortodossa, la madre di Cyril aveva deciso che non potrebbe assistere all’ordinazione sacerdotale del suo unico figlio giacché anteriormente si era opposta molto alla sua conversione. Successe quindi che, tre giorni prima dell’ordinazione, cambió di idea e quando Cyril fu chiamato formalmente dal Vescovo per essere ordinato, fu la sua stessa madre che lo accompagnó fin presso al Vescovo ordinante.
Il ministero sacerdotal di Cyril, come sacerdote sordo, acquistó subito proporzioni universali. Fu cappellano del collegio per sordi, essendo stato lui stesso lí prima come alunno del collegio Saint Vincent, di Johannesburg. Predicó in vari idiomi missioni e ritiri per sordi in tutti il Sud Africa, e fondó un asilo per bambini sordi a Soweto come pure un pensionato per neri al nord di Pretoria. Durante tutto questo tempo, Cyril stette assistendo sua madre rimasta vedova. Nel suo cuore, tuttavia, alimentava il sogno di essere Redentorista. La madre di Cyril morì il giorno di Sant’Alfonso 1974.
L’anno seguente, 1975, Cyril entró nella Congregazione. Disimpegnó il carico di economo viceprovinciale e nel 1984 fu Maestro di novizi. Durante i suoi 12 primi anni di redentorista, Cyril fu molto richiesto come missionario internazional: predicó missioni ai sordi in Italia, Irlanda, Inghilterra, Olanda, Stati Uniti, Singapore e Australia. Durante la sua permanenza a Singapur scoprì che in Estremo Oriente c’era una seria mancanza di attenzione pastorale ai sordi. Sembrava che Dio lo stava chiamando come missionario in campi molto distanti tra loro. Cyril cominciò a studiar cinese, conseguì a dominare 4.000 caratteri e, dopo due anni, si sentì capace di accettare la proposta di lavorare pastoralmente con i sordi di Hong Kong e di Macao dove fu trasferito nel 1988, incorporandosi alla Provincia di Canberra che vi aveva fondato là una nuova comunità internazionale.
Al soffrire una retinitis pigmentosa, Cyril divenne progressivamente ciego. Dopo quasi quindici anni di apostolato tra i sordi in Estremo Oriente, si vide obbligato ad abbandonare il suo lavoro pastorale lí, data la sua totale cecità, e a ritirarsi a Peterborough, Inghilterra, nel Centro di “Sordi e ciechi del Regno Unito”, dove studió Braille ed imparò la professione di massaggista terapeutico ed aromaterapeuta. Attualmente, il senso del tatto è il suo principale mezzo di comunicazione. In questo momento attua un apostolato internazionale tra i sordi e ciechi, mentre nel 2004 iniciava anche la sua attività pastorale tra di essi nell’archidiocesi di Westminster.
Son vissuto con P. Cyril quando gli si diagnosticó la cecità progressiva. Pienamente cosciente e pieno di pace interiore e di fortezza, Cyril mi disse solo questo: “Dio per il suo lavoro si è servito della mia sordità; forse adesso potrà servirsi anche della mia cecità”.
L’ordinatore gli traduce a Cyril il linguaggio Braille in testo normale. Internet è ovviamente il suo principale strumento di comunicazione con il “mondo esterno” e gli piace relazionarsi con i confratelli. Il suo e-mail è: cyril@axelrod1.freeserve.co.uk
tornare all’IndiceDal sito Web dei Redentoristi
In questo mese, il sito che vi comunichiamo è www.redemptorists.com
E’ frutto della collaborazione tra i
confratelli della Regione di America del Nord.
Senza dubbio, vi gradirá conoscere il seguente omaggio audiovisuale al Papa Giovanni Paolo II che si trova in: http://michaellewismusic.com/pope/
Visite, por favor, nuestro “sitio”:www.cssr.com