S C A L A

 

Chiamati a dare la vita per l’abbondante redenzione

 

 Ufficio di Informazione Redentorista                                                                  Numero 3

16 Gennaio 2005

Nota editoriale

In questa edizione vi offriamo alcune nostre notizie sulla situazione delle regioni colpite dal maremoto Tsunami, là dove vivono Redentoristi. Anche i nostri stanno rispondendo esemplarmente alle urgenze in un momento così critico per le popolazioni flagellate.

Qui, a Roma, c’è stata una piccola esposizione di presepi. Uno di essi mostrava la immagine abituale del presepio, ma incrostato ora in una frattura emergente in un globo terraqueo aperto, rotto. Mi è sembrato che questa immagine era molto adatta al momento. Nonostante le tragedie di questo mondo, il Verbo, veramente, “scende dalle stelle”, come si esprime Sant’Alfonso nel suo canto natalizio, e continua a venire nel nostro mondo provato per essere la nostra Pace e la nostra Luce!

Ho chiesto ai membri del Consiglio Generale e della Curia di scrivermi qualcosa sulle loro esperienze durante questo primo anno di servizio. Alcune di queste impressioni appaiono nella presente edizione; altre usciranno nelle seguenti edizioni di SCALA.

Abbiamo appena ricevuto la notizia che la madre del P. Jacek Dembek, Consigliere Generale, è deceduta improvvisamente in Polonia. Tutti ci sentiamo uniti a lui con sentimenti di cordoglianza e con la preghiera. Chiediamo preghiere anche per il cognato del P. Patrick O' Keeffe, Economo Generale; è morto anche lui all’improvviso pochi giorni fa; era amico nostro, essendo stato più volte ospite nella nostra casa con la moglie.

Come in questo caso del grave maremoto in Asia, se richiesto dalle circostanze, potremo uscire con edizioni speciali di SCALA.

Gary Ziuraitis, C.SS.R.


 

INDICE 

 Eventi

 IR

 Notizie delle (V) Provincie e Regioni

 IR

 In Spiritu Redemptionis

 IR

 Galleria di foto (solamente on-line)

 IR

 Attività del Padre Generale e del  Consiglio  Generale

 IR

 Notizie della Curia, Segretariati, Commissioni e  altri Organismi

 IR

 


Eventi

Nuovi eventi importanti della Famiglia Redentorista. Per una lista completa degli stessi, vedere il "Sito" di Officialia

Hanno emesso i loro voti temporali:

Ivan Datsko, Provincia di Lviv (Ukraina), 19 agosto 2004.
Andrij Dobrovetskyj, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Bohdan Heleta, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Roman Kuzyckyj, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Vasyl Melnychenko, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Apolinariy Nikalayev, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Mukola Senkiv, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Volodymyr Tuhaj, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Andrij Yurkevych, Provincia di Lviv, 19 agosto 2004.
Lúcio Marcos Bento, Provincia di Rio de Janeiro, 8 dicembre 2004
Maikel Pablo Dalbem, Provincia di Rio de Janeiro, 8 dicembre 2004.
Ronaldo Sérgio de Faria, Provincia di Rio de Janeiro, 8 dicembre 2004.

Hanno emesso i loro voti perpetui:

David John Hore, Provincia di Canberra, 29 agosto 2003
José Carlos Meneguzzi, Provincia di Porto Alegre, 1 agosto 2004.
Igor Bezkostyj, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Mykhajlo Ivanyak, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Roman Kvasnytsia, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Vitalij Oleschchuk, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Ruslan Pikh, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Andrij Rak, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Taras Svirchuk, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Yurij Zhdyans´kyj, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Anatolij Zhyvchak, Provincia di Lviv, 15 agosto 2004.
Desius Kaki, Provincia di Indonesia, 16 ottobre 2004
Yohanes Berchmans Notan Watun, Provincia di Indonesia, 16 ottobre 2004
Giovani Don Bosko Wora, Provincia di Indonesia, 16 ottobre 2004
Asterius Zangu Ate, Provincia di Indonesia, 16 ottobre 2004
Francis Xavier Nghia Zuan Cao, Viceprovincia di Nuova Orleáns, 19 novembre 2004
Neville Arul Sinnappah, Viceprovincia di Ipoh, 5 dicembre 2004

Hanno ricevuto l’ordinazione sacerdotale:

David John Hore, Provincia di Canberra, 12 giugno 2004.
Dmytro Novosad, Provincia di Lviv, 14 Luglio 2004.
José Roberto de Oliveira, Provincia di Goiás, 4 dicembre 2004.
Rafael W. Carillo Poma, Viceprovincia di Perú Sud, 12 dicembre 2004.
Mario Genaro Isla Chávez, Viceprovincia di Perú Sud, 12 dicembre 2004.
Marco Antonio Navarro Mendizábal, Viceprovincia di Perú Sud, 12 dicembre 2004.

E’ stato ordinato diacono:

Nghia Xuan Cao, Viceprovincia di Nuova Orleáns, 20 novembre 2004.

Nuovi Oblati:

Ferdinand y Gertrud Derrenbecher, Provincia di Colonia, 18 novembre 2004.
Hans Lessel, Provincia di Colonia, 18 novembre 2004.

Elezioni triennali:

Philip John Trenchard, rieletto Superiore Provinciale di Londra. Confermato il 7 di dicembre 2004.
Edward Hone, Vicario Provinciale di Londra. Confermato il 7 di dicembre 2004.
Zdzislaw Klafka, rieletto Superiore Provinciale di Varsavia. Confermato il 7 di dicembre 2004.
Vasyl Ivaniv, eletto Superiore Provinciale di Lviv. Confermato il 9 di dicembre 2004.

Erezione/Soppressione di (Vice)Provincia/Regioni:

Provincia di Belgio-Sud soppressa il 1 di gennaio 2005.
Regione di Belgio-Sud, eretta il 1 di gennaio 2005.

Erezione di case:

Casa “San Gerardo”, a Daravaloor, Punaloor, Kerala, India, eretta il 20 dicembre 2004.

Sono deceduti:

P. James Kennedy Muthu, 40, Viceprovincia di Ipoh, 16 novembre 2004.
P. William L. Jacob, 84, Provincia di Baltimore, 26 novembre 2004.
Fr. Norman (Peter) White, 95, Provincia di Canberra, 2 dicembre 2004.
P. François Forté, 85, Provincia di Sant’Anna di Beaupré, 7 dicembre 2004.
Fr. Ludwig (Augustin) Rath, 86, Provincia de Munich, 9 dicembre 2004.
P. Igor Mychaliak, 35, Provincia di Lviv, 10 dicembre 2004.
P. Afonso Paschotte, 59, Provincia di San Paolo, 16 dicembre 2004.
P. Paul Henderson, 80, Provincia di Baltimore, 17 dicembre 2004.
P. Julius George Deimel, 91, Provincia di Baltimore, 19 dicembre 2004.
Fr. Siegmund Stockl, 80, Provincia di Monaco, 21 dicembre 2004.
P. Hermanus (Herman) de Groot, 79, Provincia di Amsterdam, 21 dicembre 2004.
St. Ch. Henrique Samba Katumba, 31, Viceprovincia di Luanda, 23 dicembre 2004.
Fr. Joseph (Majella) Pham Van Thuyet, 94, Provincia di Vietnam, 24 dicembre 2004.
P. Matthias Harren, 83, Provincia di Colonia, 26 dicembre 2004.

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Notizie delle (V) Provincie e Regioni

Sri Lanka
Bangalore
Tsunami

Cari confratelli:

Molte grazie a tutti voi per avermi scritto via e-mail esprimendo la vostra solidarietà, domandando sui nostri confratelli e loro famiglie, e promettendo preghiere, aiuto economico...., ecc. Chieso scusa che non mi trovo ancora in condizione per scrivere a tutti in forma individuale ringraziando la vostra fraterna preoccupazione per noi. In questo momento di tragedia nazionale, i vostri messaggi non solo ci confortano, ma ci hanno anche sentire la solidarietà della famiglia CSSR, specialmente in un’ora come questa. Ci siamo sentiti molto commossi per il vostro interessamento per noi.

Da quello che molti di voi mi hanno detto attraverso i loro e-mails, mi sono realmente convinto che la TV dei vostri rispettivi paesi vi hanno informato in diretta dei danni causati dallo Tsunami nella nostra piccola isola. Prima che ci flagellasse questa catastrofe stavamo ancora ponendo un grande sforzo come nazione per ricostruire la pace e la stabilità politica ed economica del paese. Ora, con questo disastro naturale, la maggior parte dei nostri compatrioti sembrano aver perso ogni speranza! Le statistiche del disastro sono terrificanti: si sono già ricuperati circa 30.000 corpi (molti altri non verranno mai trovati perché sono stati sepolti sotto la montagna di sabbia che hanno portato con sè le onde gigantesche). Più di 1.000.000 di persone hanno perso la loro case con tutti i loro averi: tutto è stato inghiottito dal mare in pochi secundi.

L’intero paese si trova di lutto. Ieri infatti è stato un giorno di lutto nazionale. Tuttavia, dietro questa grande calamità sembra possibile trovare una certa benedizione speciale: la nostra nazione, che si trovava così tristemente divisa, sembra unita in quest’ora fatale! Non sembriamo più la stessa nazione di prima del cataclisma! Sentiamo la speranza che saremo differenti, soprattutto per trovarci uniti, in qualche modo e in molti aspetti della vita in favore della ricostruzione nazionale a causa del colpo subito! Le dimostrazioni di solidarietà a livello internazionale sono veramente innumerevoli; in moltissimi anche sono accorsi ad aiutarci.

Tutti i nostri confratelli sono rimasti illesi. Ma tre dei nostri confratelli più giovani si sono salvati per poco in quel giorno. Stavano andando alla spiaggia, ma un’ora prima del loro arrivo al luogo previsto (Negombo), lo Tsunami aveva già fatto le sue con il maremoto. Sono scampati in tempo. Se l’onda mortale fosse arrivata un’ora più tardi (o loro stessi fossero arrivati alla spaiaggia un’ora prima), è facile immaginare quello che sarebbe successo! Ringraziamo Dio per questo! Le famiglie di due dei nostri confratelli, P. Sanath e P. Shiran (che vivono sulla riva del mare), sono stati evacuate dalle forze di sicurezza, ma già son tornate alle loro case. Non hanno sofferto maggiori danni.

Alcuni confratelli mi hanno chiesto i dati del nostro conto bancario per apportare qualcosa che possa servirci di aiuto per soccorrere la nostra gente. Attualmente, alcuni dei nostri confratelli stanno collaborando in forma individuale e con i loro sforzi personali nella grande campagna di aiuto e di riconstruzione già iniziata. La nostra Regione di Colombo spera da parte sua di poter collaborare per qualcosa di valido e duraturo, come la costruzione di case, invece di impegnarci in aiuti immediati (che stanno già giungendo attraverso grandi donativi). La nostra idea è di farlo attraverso i nostri organismi diocesani.

Poiché alcuni di voi avete chiesto i nostri dati per spedire qualche aiuto, vi diamo qui il numero del conto redentorista a cui potete far giungere ciò che desideriate: Da parte nostra, faremo il giro al corrispondente Fondo Diocesano di soccorso:

Numero di Conto: 0180559817
Nome del titolare del Conto: D.V.A.Tirimanna
Nome della Banca: Hatton National Bank
No:1, Dalada Veediya,
Kandy,
Sri Lanka

Vi chiediamo di continuare apregare per la nostra amata nazione: Ciò di cui abbiamo bisogno ora realmente è la pace interiore, specialmente per quelli che devono ricominciare la loro vita da zero. Non c’è aiuto economico che possa coseguirla! Solamente la preghiera. Continuate a pregare, per favore, per le migliaia di famiglie che non vedono nessuna speranza nel loro orizzonte!

Di nuovo: Grazie per il vostro interessamento per noi! Vi auguro un felice anno nuovo 2005 che porti molta pace anche a voi!

Il vostro cobfratello in Cristo Redentore,

P. Vimal Tirimanna, cssr

Per fortuna, nessuna delle nostre case redentoriste si trova nella zona della costa sudorientale nè nelle isole del nostro paese, in India. Uno dei santuari mariani più importanti del nostro paese è stato tuttavia terribilmente colpito dal desastre causando la morte di più di 2.000 pellegrini ch si trovavano sul posto in quell’ora. Abbiamo chiuso il nostro Teologato a Bangalore e i suoi 25 studenti sono andati per 15 giorni a prestare aiuto come volontari. E’ la nostra maniera di dimostrare la nostra solidarietà con i fratelli e sorelle dannificati e con il nostro paese devastato. Gli Studenti di teologia, insieme con il loro Prefetto e con il direttore di studi, sono andati ad aiutare pure per ciò che fosse necessario di immediato; cioè, a confortare e ad aiutare nel ricupero dei cadaveri, e a soccorrere le vittime superstiti. Si tratta di una situazione molto dolorosa che debbono affrontare i nostri studenti, ma si tratta anche di una speciale opportunità per dimostrare che anche noi Redentoristi possiamo metterci al servizio delle nostre sorelle e fratelli bisognosi di tutto.

P. Ivel Mendanha, C.SS.R.


Regione di Nigeria
Lo Studentato Redentorista
P. Wilfred Chiwetalu, C.SS.R.

Durante più di 15 anni, lo Studentato Redentorista di Nigeria rimase ubicato nel cuore della città di Ibadan, vicino al Seminario Maggiore di San Pietro e San Paolo, a circa 4 km. dall’Istituto domenicano dove i nostri studenti studiano filosofia e teologia. Lo Studentato consisteva in case affittate disperse per la città o in blocchi separati tra loro. La cappella principale per esempio, si trovava a circa 500 metri di distanza da alcune dimore degli studenti. La cucina e la biblioteca si trovavano pure lontane l’una dall’altra. Gli studenti dovevano fare un cammino a piedi per andare a messa, per le loro preghiere di mattina e sera cosí pure per i pasti e gli altri momenti di comunità.

Non era facile vivere in questo modo, nè per gli studenti nè per i loro formatori e direttori. Cosí, quando l’11 dicembre del 2004, noi, i 60 intrepidi, abbiamo cambiato di case affittate di Bodija per la nostra nuova Casa del Ss. Redentore, situata alla periferia di Ibadan, il Governo regionale, gli studenti ed in particolare i loro formatori sospirarono per il sollievo.

La nuova Casa del Ss. Redentore è situata nel quartiere di Kulodi, a 16 km. dal centro di Ibadan. Il quartiere nostro si trova vicino all’autostrada di Ibadan-Ife. Noi la chiamiamo la "Strada di Ife".

Storia della propieta’ della Strada di Ife

Nel 1990, la Missione di Nigeria, allora dipendente dalla Provincia di Oakland, aveva dato inizio al suo programma di formazione nella diocesi di Ibadan. Il vescovo esigeva che i Redentoristi construissero una casa di formazione adequata. Cominció pertanto la ricerca del terreno appropiato per la costruzione di un edificio adatto.

Al principio, d’accordo con il P. William Cleary, l’intenzione fu di comprare 4 ettari di terreno per costruire sia la casa di Noviziato come lo Studentato. Pensandoci meglio, si compró poi un terreno di circa 21 ettari, che includeva anche un bosco tropicale. Il P. Cleary ringraziò il P. Gilbert Enderle per aver appoggiato questa nuova alternativa dopo essere stato consultato.

Si decise di porre un recinto al terreno per evitare intrusi e dissuadere gli agricoltori itineranti, fenomeno abitaule tra la gente di Ibadan: potevano usurpare la propietà o discutere allegando diritti di propietà sullo stesso terreno. Per consentire l’accesso alla propietà, il Fr. Daniel Hall, cssr, fece construire una strada asfaltata che univa la proprietà con la autostrada Ibadan-Ife. A partire dalla costruzione di questa strada, si produsse un grande spiazzamento di persone e di veicoli verso la nostra zona, per cui i vicini comenciarono a investire in altre propietà confinanti con la nostra.

Il P. Lasso Presiedette la cerImonia dI collocazione della prima pietra (1994)

Il P. Juan Manuel Lasso, anteriore Superiore Generale della Congregazione, durante una visita alla nuova Regione di Nigeria nel gennaio del 1994, ebbe l’onore di presiedere la cerimonia di collocazione della prima pietra. Molti altri Redentoristi di diversi paesi africani e dello stesso Governo Generale furono presenti facendo più solenne il festeggio. Conclusa la prima tappa, il passo seguente era la costruzione della casa per il Noviziato.

La Casa del Noviziato

La costruzione del Noviziato iniziò nel 1994. Si fece un contratto con una impresa italiana Chiamat Ponti. Il Fr. Dan Hall, cssr, faceva il supervisore della costruzione dalle fondamenta fino alla terminazione dell’opera. La casa risulta un’opera maestra, adatta per la formazione e funzionale, adatta anche per ritiri. Già nel 1997 i novizi poterono trasferirsi nel nuovo edificio. Il P. Richard Thiele, Maestro dei novizi, e il P. William Peterson, direttore dei postulanti, guidavano il gruppo. Anche il Fr. Dan Hall si trasferì lí. Una volta che i novizi e i postulanti entrarono nel nuovo Noviziato, insieme con i loro rispettivi direttori, i loro posti in città furono occupati dagli studenti professi.

La costruzione dello Studentato

I lavori per la nuova Casa del Ss. Redentore ebbero inizio nel settembre del 2003. Due ragioni principali si tennero in conto nel momento di prendere questa decisione. In prmo luogo, il numero degli studenti era in aumento (e continua ancora così) e le case affittate diventavano sempre meno adatte per ricevere gli studenti, la biblioteca, i computers, ecc. In secondo luogo, i propietari delle case affittate aumetavano ogni anno il prezzo del loro affitto, causando così un maggior peso económico per noi. Per liberarci da questo peso, si venne alla decisione di costruire il nuovo Studentato. Dato che la propietà della Via Ife contava con spazio sufficiente, l’opzione preferita fu di construirvi lì anche lo Studentato. Conviene chiarire, inoltre, che anche lo Studentato potrá servire come casa di ritiri, specialmente durante le vacanze degli studenti.

Questi nuovi lavori ebbero inizio in settembre del 2003. Il termine previsto per la loro conclusione era di 12 mesi, prevedendo che l’edificio starebbe pronto in settembre del 2004. Come suole succedere in questi casi, il termine non si rispettò. La ditta italiana Ponti, che aveva già costruito il Noviciato, dovette far fronte a numerosi problemi. La vacillante congiuntura economica influì sia nel costo della mano d’oprra sia dei materiali; d’altra parte, le piogge persistenti durante la stagione delle stesse affettarono gravemente il corso dei lavori. L’impresa non puté rispettare i tempi previsti. Ciò fece che i nostri studenti poterono trasferirsi alla nuova casa del Ss. Redentor solamente l’11 dicembre del 2004, tre mesi dopo la data prevista.

Il futuro

Attualmente, l’impresa ha terminato solamente una parte del progetto. Il secondo padiglione, oltre alle rifiniture del primo, è ancora in marcia. Si spera che Ponti concluda definitivamente dentro il 2005. E ciò non è tutto. Lo Studentato non ha la cappella. Gli studenti stanno usando come cappella il salone degli atti. Nella Provincia di Denver, USA, si stá facendo un’ampia campagna per raccogliere i fondi necessari che ci permettano di terminare il complesso intero.


Brasile
Bahia, Missionari Laici Redentoristi
Carlota Ferreira, MRL

Il 18 dicembre 2004, 35 persone hanno ricevuto il Diploma o Certificato del corso di formazione di Missionari Laici, organizzato dai Redentoristi di Bahia a carico del P. José.

Il 30, altri Laici di Bom Jesus da Lapa hanno espresso i loro primi impegni in parrocchia.

Inoltre, il 13 di febbraio prossimo celebreremo i 10 anni dei primi impegni dei nostri Missionari Laici a Bahia.

Sono gia’ passati 10 anni...

Infatti, il 5 di febbraio del 1995, nella chiesa di Nostra Signora delle Candele, nel Quartiere di Pituaçu, si era tenuta una grande celebrazione: la professione religiosa perpetua di tre giovani redentoristi insieme con la professione temporale di altri due giovani oltre all’impegno formale, per la prima volta, di 22 missionari laici che, "guidati dallo Spirito di Dio, consacrarono la loro vita a Cristo Redentore nella carità e nello zelo apostolico, impegnandosi per un anno a vivere come Missionari Laici Redentoristi nella Congregazione del Santissimo Redentore, dedicandosi all’opera della evangelizzazione dei poveri ed ematginati".

Per alcuni, la rinnovazione "per un anno" si ripeterà per la decima volta e qui è dove stá il fatto veramente importante. La nostra perseveranza è il signo che continua lo stesso "fuoco nel petto e il dardo nell’anima" (questo era stato il canto di entrata della celebrazione di quel giorno indimenticabile). Volgendo un’occhiata a questi dieci anni trascorsi, vediamo che sono successe molte cose: si sono avute varie uscite ed entrate; tuttavia, si è andati sempre avanti sapendo che ci troviamo fedelmente allo stesso posto, insieme, con lo stesso impegno.

Diamo grazie a Cristo Redentore che ci ha aperto questo cammino, e a lui pure chiediamo che non ci manchi mai la forza interiore e la salute per rispondere alla sua chiamataa, facendoci sempre messaggeri del Vangelo.

Siamo riconoscenti con la Congregazione Redentorista che si è impegnata tanto con la formazione nostra come Missionari Laici. Vada qui pure un tingraziamento speciale a coloro che si stanno dedicando più da vicino alla nostra formazione permanente, mantenendoci uniti e, soprattutto, impegnandosi per la nostra crescita perché credono nei Laici.

Che la Madonna del Perpetuo Soccorso ci protegga e non allontani mai da noi il suo sguardo di Madre

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In Spiritu Redemptionis

In Spiritu Redemptionis
Dal Presepio alla Croce e oltre
P. Sean Wales

Non è facile, a volte, distinguere l’inizio dalla fine. Ciò che sembrava essere una fine diventa un nuovo inizio; ciò che sembrava essere un principio termina mostrandosi come una fine. Al finale del suo lungo poema dei "Quattro quartetti", T.S. Eliot scriveva:

“We shall not cease from exploration
And the end of all our exploring
Will be to arrive where we started
And know the place for the first time.”

“Non cessiamo di cercare
E il finale di tutta la nostra ricerca
Sará di arrivare dove abbiamo iniziato
E conoscere il luogo per la prima volta”.

Il Natale è un finale o un principio? La Pasqua è un finale o un principio?

Per il cristiano, la Pasqua è una festa incomparabile, è l’origine di tutto e ciò che da senso a tutto. La Pasqua innonda tutte le altre feste: il Natale, la Pentecoste, la Trasfigurazione, ecc. E’ la Pasqua che da significado a tutte le cose nel mondo cristiano. La Pasqua marca tutte le altre feste come "pasquali" e la luce della Pasqua può intravedersi in ogni celebrazione cristiana.

Dato che la Pasqua è il modello, per cosí dire, di tutta la realtà cristiana, si possono trovare in tutte le feste cristiane certi aspetti del mistero pasquale. E’ questo il motivo per cui il Natale è contrasseganto sia dalla sofferenza sia dalla gloria; il Natale manifesta tanto la povertà come la ricchezza; il Natale include la tristezza e la felicità allo stesso tempo.

Oltre alle sofferenze e preoccupazioni di María e di Giuseppe, la liturgia dell’ottava di Natale ci ricorda, con le feste di Santo Stefano protomartire e dei Santi Innocenti, che il Natale non è solamente fulgore e incanto: il prezzo di questa nascita se misura con quello della morte. Nulla tuttavia può silenziare il canto degli angeli: “Gloria a Dio nell’alto del Cielo” (Lc 2,14).

“Essendo ricco, si è fatto povero per noi per arricchirci con la sua povertà” (2 Cor 8,9). La povertà física del presepio può essere stata eccessivamente idealizzata, ma nulla può sminuire lo stesso spogliarsi (kénosis) del Verbo considerando la ricchezza infinita di Dio.

La tristezza del Natale si traduce nelle parole del prologo del Vangelo di Giovanni: “Venne ai suoi e i suoi non lo accolsero” (Gv. 1,11). Ciò si compensa con la frase seguente: “Ma a tutte quelli che lo accolsero diede il potere di essere figli di Dio”. Il giubilo del Natale consiste nella gioia di ricevere il dono totalmente gratuito della vida divina.

La gioia è più profonda del piacere, qualcosa di più duraturo del divertimento. Essa è stata descritta come il fiorire della vita, ed avere coscienza di questo fiorire. Se la gioia del Natale è la celebrazione della vira di Cristo in noi, allora è anche il compimento della promessa di Cristo: “Vi dico queste cose perché abbiate in voi stessi la mia gioia in pienezza” (Gv. 17,13).

La gioia del Natale trasforma nell’intimo: “Ora siete tristi, ma tornerò a vedervi e il vostro cuore gioirà e la vostra gioia nessuno ve la potrá togliere” (Gv. 16,22).

Fu il genio e l’ispirazione di santi come Francesco e Alfonso, che espressearo questa gioia del Natale in modo da toccare il cuore di tutti, soprattutto di quelli che non riuscivano a capire i ragionamenti teologici. Ciò che Francesco fece con il suo presepio, lo fece Alfonso con le sue canzoni, novene, “saette di fuoco”, meditazioni e prediche. Nessuno di quelli che abbiano letto “L’Incarnazione, la Nascita e l’Infanzia di Gesù Cristo” può non percepire l’ardore e l’entusiasmo di Alfonso davanti a questo mistero di amore: “(Dio) con tale prodigio di amore ha voluto incatenarsi a noi per incatenare allo stesso tempo i nostri cuori forzandoli ad amarlo”.

Alla luce della Pasqua possiamo vedere che tutta la vita di Gesù è redentrice; in realtà Gesù in persona è la nostra redenzione. Porciò i misteri gaudiosi che celebriamo durante il Natale sono i misteri della redenzione: il Redentore nel seno materno, nella nascita física di colui che è il “Primogenito di tutta la creazione” (Col. 1,15), la manifestazione della gloria divina nel canto degli angeli, la sorpresa dei pastori davanti al Santo Bambino, la manifestazione ai Re Magi, gli andirivieni della Sacra Famiglia dentro e fueri del paese, in Egitto, sono tutti momenti redentivi. L’angelo dice ai pastori che era nato quella notte un bambino che era il “Salvatore”; la sua missione è quella di redimere, perciò dice l’angelo che questa notizia sará “una grande gioia e lo sará per tutto il popolo” (Lc. 2,10-11).

Il nostro enfasi redentorista riguardo al presepio, alla croce e all’altare può essere considerato come un modo per unificare il grande mistero della redenzione: il presepio indica la nascita temporale del Figlio Unico di Dio, eternamente generato; la croce i misteri della Passione e Morte di Gesù; e l’altare il Signore della gloria presente nel suo mistero pasquale. La nostra vita personale rivive molte volte questi misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e il nostro mistero personale riflette con frequenza i misteri luminosi di Cristo vivo.

Il modo di come noi Redentoristi valorizziamo il Natale è un potente indicatore di come stiamo vivendo la nostra vocazione di Redentoristi. Nel Natale respondiamo al lamento di Nietzsche che i cristiani dovrebbero tener maggiore aspetto di redenti. La nostra tradizione garantisce che qualcosa di quella “grande gioia” del primo Natale, una grande gioia rivelata in ogni dimensione della vita, morte e glorificazione di Cristo, trova la sua espressione tra di noi.

Qualunque sia la nostra teologia, o la nostra mancanza di teologia, a tutti noi piace ricevere regali a Natale. Se siamo persone civili, ci piacerà pure fare regali ad altri. Scopriamo la gioia di dare e di ricevere; il rito dei regali di Natale rivela aspetti del meglio che c’è dentro di noi stessi.

I “Regali di Natale” ci fanno ricordare il grande “Regalo di Natale”: il Bambino Redentore. Nelle nostre liturgie natalizie diamo più volte il benvenuto al Dono che il Padre ci ha fatto, e facciamo di Gesù il nostro presente al Padre. Questa gioia di ricevere e di dare a Natale è radicata nella Pasqua di Cristo, nascita alla pienezza della gloria.

San Fulgenzio di Ruspe scrive: “E’ conveniente che nel giorno del Natale di Nostro Signore siate motivati a parlare anche del giorno della Risurrezione del Signore. Poiché così come l’Unigenito di Dio si è degnato di nascere per noi, si è degnato pure di morire nella carne per noi e di risorgere.... Concepito nel seno materno, si è fatto partecipe della nostra morte; risuscitando dal sepolcro ci ha fatti partecipi della sua vita”.

Quando Isaac Watts scrisse quella che è probabilmente la più gioiosa canzone di Natale si basó sul salmo 98, che invita tutta la creazione a cantare e a lodare Dio per la sua presenza e salvezza. Ci rallegriamo al rinnovare la immensa gioia e al celebrare i prodigi del suo amore in questo Natale:

‘Joy to the world, the Lord has come:
let earth receive her King,
let every heart prepare him room
and heaven and nature sing’.

“Gioia al mondo, il Signore è venuto:
Che la terra riceva il suo Re,
Che ogni cuore gli prepari una dimora
E che cantino il cielo e la natura intera”.

 

 

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Galleria di foto   (solamente on-line)

Bogotá, Colombia
Rogative al Signore dei Miracoli
Ogni 7 anni si celebrano le Rogative

Ogni 7 anni si celebrano in Colombia le "Rogative a1 Signore dei Miracoli", immagine del secolo XVI che si venera a Buga sotto la direzione dei Missionari Redentoristi.

Prima della festa delle Rogative, si è rea1izzato durante quattro mesi il "Pellegrinaggio per la Pace in Colombia", portando una replica dell’immagine per più di 300 città e paesi della nazione. La risposta dei cattolici fu moltitudinaria.

1. Messa campale nella Piazza di Bolívar della capitale Bogotá.
    Alla sinistra il Palazzo cardinalizio.

2. Messa campale nella stessa Piazza, presieduta dal Cardinale Primate.
    Al fondo, il Congresso della Repubblica.

3. Il Cardinale incensa l’immagine del Signore dei Miracoli di Buga.

4. Immagine replica del Signore dei Miracoli di Buga. Al fondo, il Palazzo Municipale di Bogotá.

5. Interno della chiesa redentorista di S. Alfonso a Bogotá il giorno del ricevimento dell’Immagine.


Slovacchia
Madri Redentoriste
Nuovo Monastero in construzione

Si stá terminando di construire il nuovo monastero delle Madri Redentoriste a Kežmarok, Slovacchia. La sua inaugurazione è prevista dopo la Pascua di quest’anno.

Foto:

1. Cappella del Monastero.

2. Le Madri introducono il ricordo della data durante la benedizione della prima pietra.


Regione di Nigeria
Lo Studentato Redentorista

1. Il refettorio in costruzione

2. Lo Studentato in costruzione

3. Il Padre Bill Cleary nella cucina

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Attività del Padre Generale e del Consiglio Generale

Roma
Serafino Fiore

Bilancio Di Un Anno

Il 2004 è stato il primo anno vissuto a tempo pieno con il nuovo gruppo del Consiglio Generale. Cosa posso dire dei miei nuovi compagni di lavoro? Considerando che solo io e il P. Generale P. Joseph Tobin facevamo parte del gruppo del sessennio precedente, sarei tentato di fare paragoni, che sono sempre antipatici, e per di più inopportuni. Ogni persona, ogni situazione, ogni gruppo ha sempre qualcosa di irripetibile e unico. Posso solo dire che con i nuovi compagni di lavoro e di vita mi trovo molto bene. Abbiamo impiegato vari mesi per imparare un certo metodo, per chiarire certe cose, ma ora vedo che tra noi l’intesa è molto buona, e ci sono tutte le premesse per offrire un buon servizio alla Congregazione, indipendentemente dai nostri demeriti e dalle difficoltà oggettive che questa missione ci riserva.

Cosa mi piace ricordare soprattutto di quest’anno? In Italia c’era (e continua ad esserci in vari luoghi) l’uso di buttare per strada, all’inizio del nuovo anno, le cose vecchie e inutili, o quelle che sono state più motivo di dispiacere. E allora, dovrei dire: cosa butterei per strada all’inizio di quest’anno? Cosa invece terrei gelosamente con me e condividerei nella festa con gli altri?

Tra le cose che più mi hanno recato dispiacere, metterei certamente le notizie delle morti violente o improvvise di alcuni confratelli più o meno giovani, soprattutto quelle più recenti: P. Igor della Provincia di Lviv morto in Spagna, P. Harry della Provincia Flandrica, P. Macrino della Provincia di Messico, P. Alfonso della Provincia di Sao Paolo. E certamente ne dimentico alcuni. Sono stato preoccupato anche dalle notizie che giungevano dalla Costa d’Avorio, quando sono insorti i ribelli, o dalle Filippine e da Haiti in occasione di cicloni o tifoni. Anche qui, ripeto, l’elenco è incompleto: i nomi citati sono solo simboli di altre notizie tristi che certamente non posso ricordare tutte in questo momento.

E allora mi consolo con i bei ricordi: le visite veloci fatte in Congo e India (Bangalore) sono state per me occasione per incontrare i confratelli, e soprattutto nel secondo caso, di visitare un paese che non conoscevo e che mi ha fatto innamorare al primo colpo. Anche la visita fatta in Belgio Sud è per me motivo di gratitudine al Signore. Un ricordo speciale occupa la mia visita in Brasile: prima con una presenza, insieme al P. Athanase, al nostro Santuario di Aparecida in occasione della festa. Lì ho vissuto momenti straordinariamente intensi, ho visto una fede popolare che si manifestava in un modo bellissimo, toccante ma nello stesso tempo rispettoso dello spirito della liturgia. Durante la novena ad Aparecida ho capito un aspetto importante della missione redentorista in Brasile oggi. E poi il Nord Est e il Nord del Paese: prima Recife con gli stati di Pernambuco, Paraiba e Rio Grande do Norte, poi Manaus e Amazzonia.

Lasciatemi terminare con un’immagine di speranza e gioia. Dal 14 al 19 agosto, insieme al P: Generale, ho partecipato a Bonn in Germania all’incontro che ogni tre anni abbiamo con i giovani della Pastorale Giovanile Vocazionale Redentorista di Europa. Circa 600 giovani hanno partecipato, in un clima di festa e di fede, Est e Ovest si sono abbracciati con la spontaneità che solo i giovani hanno, malgrado le differenze di lingue e di tradizioni. E’ stato davvero un momento molto bello anche questo, di cui non posso non rendere grazie al Signore.

Ed ora l’Africa: almeno per i primi mesi del nuovo anno girerò tra Burkina Faso, Niger, Kenya, Zimbabwe. E’ prevista anche una visita alla nostra comunità più vicina, Sant’Alfonso in via Merulana. E dopo l’estate, Edmonton-Toronto in Canada. Se il Signore vuole, avrò ancora tanti motivi per dirgli grazie, anche per il nuovo anno che va a cominciare.


Roma
Dal Consiglio Generale
Athanase Nsiamina Masengi. CSsR

Essere Consigliere: una missione, una vita dedicata aGesù e alla Congregazione.

Fu il 2 di ottobre del 2003 quando, al finale di una sessione elettiva del 23° Capitolo Generale della Cssr, accettai di essere Consigliere generale. Compresi subito che non doveva essere così facile prestare questo servizio in una istituzione internazionale che conta oggi con 5.489 membri e che è presente in 77 paesi del mondo. Era quindi necessario tutto un allenamento, tutta una dinamica per poter conoscere il mio nuovo compito, la mia nuova missione (Est. 0124).

Il giorno di ritiro di dicembre del 2003 fu come il punto di partenza di questo processo di allenamento. La nostra missione è un servizio che si svolge in équipe. Come Consiglieri venuti dagli estremi del mondo, ci sentivamo mossi da uno stesso ideale ed anche impegnati in una stessa missione. C’è bisogno di conoscersi e di prendere coscienza, come équipe, di questa stessa missione. C’è bisogno di intravvedere insieme le prospettive di futuro di questa missione, assimilando bene l’esperienza del passato. Così si potrà essere capaci di prevedere, di anticiparsi e di rispondere nella miglior maniera possibile alle aspettative della Congregazione. Con questa visione ci è stato possibile fissare un primo sbozzo del calendario per il 2004: visite alle (V)Provincie, presenza nei Capitoli (V)Provincialis, risposte a casi urgenti che hanno bisogno della presenza del Padre General o di un Consigliere, presenz nelle celebrazioni di determinati eventi, condividendo così gioie e pene con i confratelli.

Il 50° della presenza della Cssr in Angola/Luanda e la pianificazione economica di questa Viceprovincia, in Febbraio del 2004, constituì per me la "messa in marcia" di questa programmazione. Seguirono le visite, rispettivamente, alla Provincia di Lyón-París, in aprile-maggio del 2004; poi quella della Viceprovincia di Recife in "altro mondo ", le Americche, in ottobre del 2004.

Tutte queste visite mi hanno permesso di entrare, ogni volta di più, nel vissuto concreto della realtà del nostro carisma o della nostra missione di Redentoristi nei suoi diversi aspetti. Ho potuto ammirarr lo zelo apostolico, la gioa, la fede e la speranza di cui sono animati i confratelli. E che costanza! Non c’è nulla che la freni! Nè la guerra, nè la povertà, nè le malattie, nè la vecchiaia, nè la precarietà, nè la mancanza di vocazioni! Tutto ciò si vive con la fede e con la speranza... di cui danno validissima testimonianza. Non si accontentano di " proclamar " la Buona Novella, vogliono essere " Buona Novella" per tutta la vita e attraverso il lavoro missionario: vivendo e lavorando con gli immigranti, impegnandosi nella lotta in favore della giustizia, contro le discriminazioni razziali o religiose, ecc. Sono questi segni di speranza e di gioia per il futuro della Congregazione! Questi segni si danno in concreto. Se in una parte la Congregazione "si debilita" per la vecchiaia e per la diminuzione dei suoi membri, là essa rinverdisce e si trova vigorosa per la freschezza e il vigore di numerosi giovani... E’ come se il Sigmore ci dicesse: Abbiate fiducia, il mio Spirito si muove davanti a voi, siategli fedeli!

Queste visite mi hanno permesso, da una parte, di avere la gioiosa e forte esperienza dell’appertenenza a una famiglia religiosa internazionale, quela della comunione e della solidarietà nella missione dentro la nostra Congregazione; e, d’altra parte, qulla di scoprire nuovi aspetti della vita della Congregazione; e non solamente ciò, ma anche rispetto alla missione dei Consiglieri come “presenza fraterna ed animatrice in spirito di dialogo” di fronte a situazioni molto concrete. Ciò lo hanno confermato alcuni confratelli quando mi dissero: "La presenza del Consiglio Generale nelle nostre comunità è veramente un segno di coraggio e di intrepidezza".

Questa gioia di essere Comunita’ e questa coscienza di ESserE Missionario..., il Consiglio Generale sente la necessità di esprimerla, di confermarle o, dove non esista, di suscitarla... PER LA COPIOSA REDENZIONE. La riunione del Segretariato Generale per la Evangelizzazione che si è tenuta a Roma nello scorso mese di novembre si iscrive in quest’ordine di idee. Il Segretariado intende efettivamente proiettare il nostro sguardo verso il futuro, desideroso di stimolare la vocazione missionaria di ogni membro e di animare le diverse Unità della Congregazione, incoraggiandola ad accettare le nuove iniziative per l’evangelizzazione nella Congregazione, nella Chiesa e nel mondo. La proclamazione del Vangelo deve esser una Buena Noticia que susciti nell’animo dei destinatari un senso e un desiderio di solidarietà, di apertura alle sfide del nostro tempo.

P. Athanase Nsiamina Masengi. CSsR


Roma,Italia
Riflessioni dopo il primo anno come Consigliere Generale
Ray Douziech, C.Ss.R.

Leggere romanzi gialli è una cosa che mi piace fare quando rimango in attesa per un lungo viaggio in un aeroporto. E’ una vera evasione ed una buona alternativa al fastidio che sente spesso la gente al dover attendere su poltrone che producono i crampi. In un lungo viaggio recente ho letto “The Bourne Identity” di Robert Ludlum che mi ha aiutato a capire il film “The Bourne Supremacy”, visto una settimana prima. Per chi non sa la trama, "Bourne" è un pseudonimo di un agente della CIA che soffre di amnesia e che, per una serie di circostanze comiincia a ricuperare la sua "vera" identità anteriore.

Questo primo anno come Consigliere Generale è stato qualcosa di simile all’avventura di “Bourne”. E’ stato un tempo per formare una identità. Ho appena terminato la riunione del Segretariato di Formazione in cui uno dei temi trattati è stato "Come trasmettere ai nostri candidati una identità redentorista". La prima domanda fu: In quale misura i nostri programmi di formazione danno un senso chiaro della identità redentorista che aiuti ai candidati a identificarsi con il carisma e con la missione della Congregazione? In maniera simile, penso che si da un processo di identificazione che ha luogo ogni volta che noi, come Redentoristi, assumiamo una nueva responsabilità nella Congregazione, sia come superiore locale, o provincial o, come nel mio caso, come Consigliere Generale.

Fin dalla mia elezione a questo servizio, ho avuto e ancora mantengo, la chiara percezione che è questo il posto dove Dio mi vuole e che i miei compagni sono le persone con cui sono chiamato a lavorare. Trovo strano il dirlo, ma non ho dubbio che questa è la volontà di Dio per me. Detto ciò, il dare forma e contenuto alla volontà di Dio mi risulta già una sfida maggiore. So che non sono un "piccolo Superiore generale" per la Regione di America del Nord. Percepisco anche che qualsiasi ufficio che io copra nella Congregazione è delegato, cioè devo rendere conto al Superiore Generale e ai miei colleghi del Consiglio. In certo modo, tutti dobbiamo lavorare con l’ansia di essere stati eletti da una determinata Regione, anche se pure eletti per tutta la Congregazione; e dobbiamo imparare anche a lavorare in équipe. Come ultima osservazione, siamo Consiglieri del P. Generale, cioè a lui fu affidata la responsabilità di dirigere la nostra Congregazione.

In questo modo, la mia identità è stata una lotta con me stesso in quanto persona, in quanto Redentorista, ed anche in quanto al mio cambio di attività. Essere presente in Capitoli, fare visite, dirigere Segretariati e rappresentare il P. Generale in celebrazioni sono stati, sotto alcuni aspetti, i momenti più facili della carica. Mi fu gradevole stare con i confratelli nelle diverse riunioni di quest’anno. Tutti sono eccellenti nell’accoglienza, nelle parole gradevoli e nell’appoggio. Mi è piaciuto anche lavorare con due Segretariati , la Collaborazione nella Missione (Laici) e la Formazione. Ho provato il piacere di partecipare nei Capitoli delle Provincie di Edmonton-Toronto, Denver e Strasburgo. A Strasburgo, Enrique López ed io abbiamo concepito la nostra strategia rispetto alle visite. Ci sono state anche riunioni di Formatori, del Segretariato per i Laici e sulla Ristrutturazione. Altri momenti importanti furono l’ordinazione e la prima messa di Jon Hansen nella mia Provincia di origen, Edmonton-Toronto. C’è stata pure una conferenza a Palermo, Sicilia e l’opportunità di prender parte nella conferenza del Sud.

Il cambio interiore, tuttavia, è avvenuto con maggiore o minore esito. Mi ricordo di avere partecipato ad una riunione di Provinciali in cui un Provincial ha presentaro a nome proprio e del suo Consiglio la proposta di fondare una comunità internazionale per aiutare il lavoro della sua Provincia. Non ho dubitato in dare la mia opinione, cioè una affirmazione abbastanza forte e spontanea. Dopo mi sono sentito incontrasto con me stesso e dovetti ricordarmi, sempre a me stesso, che io non parlo più come individuo, ma che nell’esercizio del mio carico parlo come voce del Governo Generale. Grazie a Dio che l’apprendere è un processo che perdura lungo tutta la vita!

Ricordo ancora un famoso discorso di Shakespeare nella sua opera: As you Like It (Come le piaccia) - "Il mondo intero è uno scenario e tutti gli uomini e donne sono semplici attori. Hanno le loro uscite e i loro silenzi". Trovare la mia identità come Consigliere Generale non è questione di essere un personaggio speciale, ma di scoprire come sentirmi comodo tra le quinte, come un direttore di scena. Durante quest’anno ho potuto vedere il mio incarico come di uno che aiuta gli altri a ricordare direttive, o a ricordar dove situarsi, o a che cosa dar valore. La mia identità come Consigliere consiste in come dare consigli alle persone e non in "dirigerla". Si tratta di dare ai confratelli, come un buon direttore di scena, appoggio, suggerimenti e incoraggiamenti. In ogni modo sono sicuro che avrò molte altre cose da scoprire durante il mio secondo anno!


Roma
Dal Consiglio Generale
P. Enrique Lòpez

Momenti  Speciali  Nella  Via  Della  Solidarieta

Ho avuto l’opportunità di partecipare personalmente  nelle riunioni sub-regionali dei Superiori di America Latina: Nord, Cono Sud e Brasile. Ho partecipato anche nel 6° Congresso Latinoamericano dei Fratelli Redentoristi, in Ecuador. Le Visite fatte durante l’anno scorso e gli incontri in cui ho potuto partecipare sono stati occasioni speciali per stabilire relazioni personali e per avere una comunicazione molto più diretta con i Superiori Maggiori di America Latina e con molti confratelli. Senza dubbio, essi sono stati momenti speciali per condividere vita, speranze e sfide. Essi aprono e consolidano la via  della solidarietà.

Secondo i programmi pensati per i prossimi anni, in ogni riunione sub-regionale dei Superiori saranno presenti il Coordinatore sub-regionale, il Rappresentante Regionale della Commissione per la Ristrutturazione, e il Consigliere Generale della Regione. Si pensa che queste presenze nelle riunioni annuali favoriranno la cooperazione e la solidarietà regionale; propizieranno maggior comunicazione e contatto personale e aiuteranno nella animazione delle diverse unità. Accresceranno la consapevolezza che siamo una comunità missionaria internazionale. Si potrá dare continuità alle proposte per il Capitolo Generale e nel seguire le orientazioni del Governo Generale. D’altra parte si potranno cogliere meglio le inquietudini, le preoccupazioni, il processo, gli esiti e le sfide, le idee e i suggerimenti provenienti dalle unità. 

Di grande importanza sarà il mantenere la continuità delle proposte e dei progetti già iniziati dalle sub-regioni nel triennio scorso, anche se si sa che nel 2005 ci saranno nuovi Superiori in alcune unità secondo le elezioni triennali ordinarie. Si cerca di progredire in modo più coordinato. Ciò mi sembra molto positivo e utile come possibile modello di struttura intermedia per consolidare la collaborazione interprovinciale e la realizzazione di progetti comuni. Con una comunicazione più diretta e continua, risulterà anche un maggior spirito di partecipazione, di collaborazione, di ntegrazione e comunione.

Ecco alcune delle impressioni ed espressioni che ho raccolto durante queste visite: 


Roma
Consiglio Generale
Juventius Andrade, C.SS.R
.

Una esperienza di vita comunitaria internazionale

Esiste un libro, scritto dalla coppia Scott e Kimberley Hahn, intitolato Rome Sweet Home - a Journey to Catholicism, “Roma, dolce dimora – un Pellegrinaggio al Cattolicesimo", in cui essi narrano il loro pellegrinaggio fino ad abbracciare la fede cattolica. Nel suo aspetto geografico, non teologico, il mio trasferimento a Roma potrebbe forse intitolarse cosí? Dopo essere stato eletto come Consigliere Generale, per me si tratta ora di vivere in comunità nella Curia Generalizia. In questo senso, si può la mia "dimora". Finora ciò ha supposto per me un cambiamento di mentalità!

Ma in quale senso è “dolce” Roma? Chi vive qui in questa città prova sentimenti ambivalenti per il fatto di abitarvi. Come qualsiasi luogo, Roma può mostrare aspetti dolci o amari. Tuttavia, il fatto di vivere a Roma (ma la domanda è “per quanti mesi all’anno?”) ci offre anche un clima, un punto di riferimento, almeno come Consiglio Generale, per stare in contatto con le differenti Unità nostre. In pratica, significa pure che, in qualsiasi paese ci troviamo, lì dove ci abbiano portato i nostri viaggi, alla fine dobbiamo ritornare a "Roma", dopo la visita a qualche unità della Congregazione!

Sott’altro aspetto, vivere a Roma significa anche non solamente vivere qui (nè in Italia), ma molto di più. Significa vivere in una comunità internazionale e formar parte di essa. Nel Consiglio Generale stesso teniamo la ricchezza e la varietà di confratelli di nazioni, culture e lingue molto differenti. Nell’ultimo Capitolo Generale si manifestò la disponibilità a creare comunità internazionali. Si dice pure che questa sarà la "manifestazione di moda" nella Congregazione alla vista dello spiazzamento della popolazione nel mondo intero e della necessità di prestare adeguati servizi ad essa. Forse le analogie non sono perfette, ma il fatto di appartenere al Consiglio Generale ci fa ricordare la realtà, cioè che siamo impegnati nella missione della Congregazione in quanto comunità internazionale.

Dato che io provengo dalla Provincia di Bangalore, in India (dove i nostri confratelli fanno apostolato in almeno dieci lingue differenti!), mi trovo preparato a vivere in un clima di diversità culturale e idiomatica. Vivere a Roma aggiunge a ciò un sapore internazionale speciale che aiuta ad incarnare il concetto di "Fratello" indipendentemente da frontiere, nazioni, culture o lingue diverse.

Visitare per la prima volta alcune unità oppure udire nel Consiglio Generale descrivere o riflettere su altre, mi serve anche per ricordare che, magari, l’esperienza della comunità internazionale riceva ora un nuovo impulso nella Congregazione, non è un concetto nuovo per me. Questa fu già una realtà vissuta quando le Provincie-madri assistevano ed accompagnavano le nuove Unità nei loro sforzi per promuovere vocazioni native. Ciò stá succedendo già nella misura in cui alcune Unità si muovono attualmente a dare appoggio ad altre Unità nella ricerca di una nuova visione della Missione, cercando insieme nuove risorse che aiutino a prestare un servizio più efficace e creativo in favore della gente.

La prima metà dell’anno 2004 è stata per me un tempo di cambiamento e di adattamento al nuovo stile di vita in quanto Redentorista. La seconda metà ha comportato realizzare una serie di viaggi e iniziare i primi contatti con la realtà dei confratelli nel loro proprio ambiente. Ho impiegato quasi cinque mesi per ottenere il permesso di residenza e solamente dopo ho potuto viaggiare fuori d’Italia. Il 14 di agosto 2004 ho avuto l’opportunità di essere presente all’ordinazione episcopale del nostro anteriore Consigliere Generale, Mons. Emmanuel Cabajar, a Cebu. La Chiesa locale delle Filippine ha riconosciuto il suo talento e le sue doti artistiche e musicali che potevano facilmente integrarsi nella liturgia e nei simboli che si usano oggi. Fu inoltre una opportunità per incontrarmi con i confratelli della Provincia di Cebu. Una tappa a Singapore mi diede la opportunità di costatare l’ospitalità dei confratelli che vivono nelle diverse comunità di Singapore. Come dato curioso, un confratello di questa Viceprovincia di Ipoh forma parte di una comunità internazionale creata a Dalat, Malesia, insieme con un altro confratello della Provincia di Cebu e un terzo della Provincia dell’Indonesia.

In questo sessennio, le nostre Visite Pastorali si stannno organizzando per zone o regioni particolari. Le più recenti, nel mese di ottobre, furono alle Unità del nord e del nordest brasiliano, visite che ci diedero la possibilità di conoscere, come Governo Generale, ad alcuni dei confratelli che lavorano insieme indipendentemente dalla diversità di frontiere. La visita alla Viceprovincia di Fortaleza fu per me motivo di particulare ispirazione data la dedicazione e lo zelo del suo apostolato tre i più abbandonati. Le nostre prossime visite a varie Unità dell’Africa, nei primi mesi del 2005, saranno pure una occasione per prendere nota delle differenti nazioni che lavorano in diverse Unità della Congregazione in Africa in perfetta collaborazione con esse. La necessità della loro esistenza come la maniera di formar comunità internazionali sará qualcosa che la Commissione per la Ristrutturazione dovrà esaminare alla luce della nostra missione.

La globalizzazione ci ha messi di fronte a nuove sfide e prove e perciò anche di fronte a nuove possibilità. Realmente, i tempi stanno esigendo un modello ed un tipo di presenza internazionale che renda possibile che la missione della CSSR arrivi fino ai poveri ed abbandonati. La realtà della Incarnazione si manifesta in certo modo attraverso di una dimensione di inculturazione. L’urgenza delle comunità internazionali sará una chiamata ai confratelli affinché incontrino, per il loro amore alla Missione, una dimora lontano dalla loro casa? Dopo tutto, non abbiamo fatto la professione religiosa solo per la nostra Unità di origine, ma per la Congregazione alla quale apperteniamo. In principio, il legame che ci unisce non è quello di uno spirito monoculturale o escludente, ma la Missione che cerca di incarnare il nostro carisma. Vivere a Roma mi è stato utile per rammentarmi questa dimensione della nostra identità!

 

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Notizie della Curia, Segretariati, Commissioni e altri Organismi

Curia
P. Joseph P. Dorcey, C.Ss.R.
Segretario Generale

Un anno fa, il nuovo Consiglio Generale mi ha nominato per servire la Congregazione come Segretario Generale, compito che non ho cercato, ma ho accettato perché avevo fede che si trattava di una chiamata di Dio nel servizio alla missione della Congregazione a livello internazionale.

E’ stato un anno di molta occupazione, pieno di attività e di lavoro. Oltre a trattare di apprendere come lavorare con il grande volume di documentazione ch arriva ogni giorno, mi son fatto carico della pubblicazione di quattro documenti importanti: la prima Communicanda del sessennio, "Chiamati a dare la vita per l’abbondante redenzione" in sette idiomi, “Acta integra Capituli Generalis XXIII” (sono grato di cuore al P. Emilio Lage per il suo generoso aiuto), “Analecta 2002-2003” (eaprimo la mia gratitudine special al P. Michael Kratz che, di fatto, ha svolto la maggior parte del lavoro) e “Inscriptiones C.Ss.R. 2004” (desidero esprimere il mio ringraziamento molto speciale a tutti i Superiori Maggiori che hanno inviato i dati e al P. John Vargas che mi ha aiutato nella elaborazione del programma per la base di dati).

Ho trattato di facilitare la comunicazione tra il Governo Generale e le diverse Unità della Congregazione. Si è posto a disposizione di ogni Superiore Maggiore un "conto" e-mail nel Catholic Online (@cssr.com), anche se finora solo circa la metà ha conseguito configurarlo nei suoi rispettivi ordinatori. Ho prestato il mio aiuto al P. Danilo Bissacco, Provinciale di Roma, per configurare la sua. Incoraggiato dall’esito, ho avuto l’audacia di chiedere al P. Generale che mi autorizzi a viaggiare per tutto il mondo per aiutare agli altri Superiori Maggiori che avessere simile problema nel configurare il loro "conto". Infatti, mi ha detto che potevo farlo, ma penso che non parlava in serio! Il P. O’ Keeffe, Economo Generale, di sicuro non sarebbe stato disposto a pagare una tale quantità di tickets! Continuo a lavorare forte qui a Roma e penso che neppure avrei potuto uscire così facilmante!

Nel suo proprio ufficio, il P. Joseph Wimmer, Vice-segretario generale, ed io, lavoriamo rispondendo alle lettere e organizzando tutti i documenti che giungono, molti dei quali vanno a finire al Fr. Placido, incaricato delle statistiche. Ci siamo preoccupati anche che tutti i documenti circolino tra i diversi membri del Consiglio Generale affinché tutti stiano preparati per le riunioni. Dopo le riunioni, prepariamo, firmiamo e spediamo tutti i rescritti, decreti, ecc. Il P. Vargas ci sta aiutando pure a porre in marcia un nuovo sistema di archiviazione dei documenti mediante un moderno programma che è compatibile con il sistema che attualmente si usa nell’ Archivio Generale CSSR. Ci richiederà un certo tempo per imparare il nuovo sistema di programma e per trasferire tutti i dati allo stesso, ma si fará un bel progresso!

E’ inoltre di mia competenza redigere gli atti e le risoluzioni del Consiglio Generale durante le loro riunioni trimestrali straordinarie. Ciò suppone un problema per me perché il mio italiano è piuttosto povero. Tuttavia il P. Serafino Fiore, Vicario General, mi offre la capacità di fare che il mio linguaggio abbia una certa forma per popter passare come italiano.

Continuo ad aiutare il P. Ziuraitis, direttore dell’ufficio di Comunicazioni, per far funzioanre il "Sito" ufficiale della Congregazione (www.cssr.com). Poco tempo fa, ho cominciato a porre “online” la Ratio Formationis C.Ss.R. possibilitando cosí che si prensano dalla Rete i documenti in formato Word o PDF. Attualmente esso è accessibie in inglese, spagnolo, portoghese e francese. Presta si avrà anche in italiano e tedesco. Il polacco entrerà “online” appena avremo la traduzione corrispondente. Allo stesso modo, spero collocare nella Rete anche il Directorium Superiorum. Credo che questi documenti, in sette idiomi, sono importanti e saranno molto utili per tutti i confratelli del mondo. Come per la Congregazione, anche il nostro Sito" ha bisogno di una ristrutturazione. Una parte di questa ristrutturazione del "Sito" speriamo di poterla terminare nel 2005 per renderlo più facile a consultarsi, in modo che l’informazione importante possa ottenersi più rapidamente.

Sono riuscito a scoprire un aspetto spirituale nella mia missione un tanto arida e burocratica. Molte volte penso e immagino la gioia o la sofferenza di persone i cui nomi passano sulla mia scivania, sia in occasione della celebrazione di professioni, ordinazioni, giubilei, decessi, permessi di assenza, secolarizzazioni, esclaustrazioni o riduzioni allo stato laicale. Mentra ripasso i documenti elevo la mia mente a Dio e prego per la persona il cui nome è sul mio tavolo. Spero che le mie preghiere siano ascoltate e che quei confratelli siano benedetti e a loro volta siano una benedizione per moltri altri.

Il P. Rafael Prada, redentorista colombiano, professore dell’Accademia Alfonsiana, mi dice sempre nel su inglese di inconfondibile accento: "here comes the power behind the throne” (fino a qui arriva il potere dietro al trono). Ciò mi fa sempre sorridere ed io son solito rispondere, pure in uno spagnolo di accento inconfondibile, che usare la parola “poterer” con il vocabolo inglese “power” può significare anche "essere capace di". Rispondo che non sò bene che cosa siano i troni, e che, in ogni modo, nel mondo di oggi mi sembra che hanno ben poco di glorioso! Ringrazio Dio con semplicità perché sono capace (tengo il "potere") di lavorare e di servire per una buona causa, dando un contributo alla missione redentorista in tutto il mondo.


Roma
Segretariato Generale della Formazione
Prima riunione di questo sessennio

Il Segretariato Generale della Formazione ha tenuto la sua prima riunione di questo sessennio a Roma dal 2 al 4 dicembre 2004. I membri del Segretariato sono:

Jacek Dembek, C.Ss.R. – Presidente e Consigliere generale
Raymond Douziech, C.Ss.R. – Consigliere generale
Ronald McAinsh, C.Ss.R. – Zimbabwe
Rafael Prada, C.Ss.R. – Bogotá
Sahaya Arockiasamy, C.Ss.R. – Bangalore
Yaroslav Pryriz, C.Ss.R. – Lviv
Jacek Zdrzalek, C.Ss.R. – Varsavia
Michael Brehl, C.Ss.R. – Edmonton-Toronto

Dopo la presentazione di ciascuno dei membri e di una breve sintesi sullo stato generale della formazione in ognuna delle sei Regioni della Congregazione, si diede inizio discernendo sul nostro compito per questo sessennio. La riflessione è partita dalle Orientazioni del XXIII° Capitolo Generale relative alla formazione. Queste Orientazioni tracciano, a grandi linee, il lavoro che abbiamo davanti per questo sessennio.

Il nostro lavoro comporta:
Lo studio sul tema di un Istituto di Vita Redentorista e la formazione dei formatori;
Un programma di formazione dei formatori per mezzo di incotri di lavoro, risorse, "Web", guida dei formatori ed una efficace comunicazione;
La promozione di incontri di formatori a livello regionale, e appoggio ai progetti di collaborazione nella formazione;
La preparazione di uno strumento che aiuti il Consiglio Generale a esaminare i programmi di formazione delle (Vice)Provincie.

Dato che la Ratio Formationis della CSSR si è esaurita alla fine del sessennio scorso, si è chiesto ad ogni (Vice)Provincia che faccia la revisione della sua propria Ratio e la presenti al Governo Generale per la sua approvazione entro il 31 dicembre 2004. E’ responsabilità del Segretariado Generale esaminare ogni Ratio e proporre raccomandazioni al Consiglio Generale. Parte della nostra riunione è stataddedicata al dibattito di questo processo ed alla preparazione di uno strumento di revisione.

Riconoscendo l’importanza della formazione nella vita della Congregazione, i membri del Segretariato hanno dimostrato una grande disponibilità ad affrontare il loro compito. Per molti formatori, un tema che interessa in modo particulare è la formazione permanente, risorse ed aiuto effettivo da offrirsi dentro le stesse Regioni per realizzare gli obiettivi. Questa sará una priorità del Segretariato nei prossimi anni. La nostra prossima riunione è prevista a maggio del 2005 e questo punto sará prioritario nell’agenda di quella riunione.


Commissione per la Ristrutturazione della Congregazione
La prima riunione

Martedì, 14 dicembre 2004

Cari Confratelli,

In risposta alla Orientazione del XXIII° Capitolo Generale, il Consiglio Generale ha nominato i membri della Commissione per la Ristrutturazione. Questa ha tenuto la sua prima riunione a Roma dal 10 al 14 di dicembre 2004. La Commissione ha avuto riunioni sia insieme con il Consiglio Generale sia da sola, a parte.

La Commissione ha eletto come suo presidente il P. Lasso de la Vega y Miranda. Questi sono gli altri membri che la compongono: P.Cornelius Casey (Dublino), P.Guy Pilote (Sant’Anna di B.), P.José Ulysses da Silva (S. Paolo), P.Brendan Kelly (Cebu), P. Lawrence Kaufmann (Sud Africa).

Fin dal primo momento ci è risultato chiaro che esiste una necessità reale di una certa ristrutturazione della Congregazione per garantire la vitalità ed efficacia apostolica in un mondo di rapidi cambiamenti e di situazioni umane in costante evoluzione.

In principio, la nostra riflessione si centró su alcuni progetti di ristrutturazione posti già in marcia.

In questo esempio, ciò che mostra un significato speciale dal punto di vista della Commissione per la Ristrutturazione, è la forma in cui le condizioni locali hanno facilitato le risposte a domande concrete di collaborazione. Non si tratta in assoluto di sostenere ministeri già esistenti, bensì, com’è il caso di Recife e Manaus, di un impegno con la missione della Congregazione come un tutto, includendo la formazione e le missioni popolari.

A partire da questa riflessione iniziale, ci risultò chiaro che, prima di formulare proposte concrete, abbiamo bisogno di un tempo di studio  per riflettere sui vari tentativi di ristrutturazione.

In questo modo, cominciando a livello regionale, abbiamo adottato il seguente piano di azione:

Piano di azione (Fase I):  2004 - 2006

1.      Da Gennaio a luglio del  2005

La Commissione, con l’aiuto dei Consiglieri Generali, raccoglierà informazioni e fará una revisione dei distinti progetti e/o esperienze di ristrutturazione che sono già in marcia in alcune Regioni della Congregazione.

La Commissione riunirá anche informazioni sul funzionamento di ognuna delle sei Regioni attuali della Congregazione. Per ottenere ciò, tratterá di individuare  quanto ha contribuito, o no, in ciacuna Regione, alla vitalità apostolica rispetto alla missione, alla formazione, alla  economía e al governo. Si fará pure una revisione della situazione di ogni Regione per quanto concerne l’efficacia della sua composizione in relazione con la vitalità apostolica stessa.

Questa revisione si porrà sotto la responsabilità di ciascuno dei membri della Commissione relativo alla sua propria Regione, il quale opererà in connessione con il Consigliere generale rispettivo, così come con il Coordinatore Sub-regionale.

2.      La Commissione si riunirà di nuovo alla fine di agosto del 2005

In questa riunione, la Commissione rifletterà sui dati della revisione raggiunta e tratterá di determinare quali progetti dimostrano maggior esito degli altri. Con questa riflessione stabilirà criteri per presentare proposte di passi che conducano verso la ristrutturazione.

Tali proposte saranno presentate alla Congregazione in un documento che: (A) offrirá una visione dell’obiettivo che vogliamo raggiungere, entro un periodo di cinque anni, sia a livello generale che regionale, e (B) traccierá diverse strategie per vedere il modo di mettere in opera tale visione.

3.      Dibattito a livello regionale

Le propoeste saranno presentate a tutte le Regioni per un suo adeguato studio e discussione.

Chiederemo alle Regioni che mandino le loro risposte alla Commissione prima della fine   del 2005.

4.      La Commissione e il Consiglio Generale si riuniranno in dicembre del 2005

Durante la riunione della Commissione con il Consiglio Generale in dicembre del 2005, si prepareranno proposte concrete di azione che entreranno nell’ordine del giorno nella riunione di metà sessennio nel 2006.

5.      Fase II: Dalle riunioni di metà sessennio fino al Capitolo Generale del 2009

La tappa seguente, Fase II, inizierà dalle riunioni di metà sesennio fino al Capitolo Generale del 2009. Si spera che durante questa tappa la Commissione potrà studiare il tema della Ristrutturazione della Congregazione a partire da una prospettiva globale.

Siamo coscienti della serietà dei temi involucrati in questo tentativo e perciò chiediamo a tutti   collaborazione e preghiere mentre cerchiamo di portare avanti questo compito.
Juan Manuel Lasso de la Vega y Miranda
Cornelius Casey
Guy Pilote
José Ulysses da Silva
Brendan Kelly
Lawrence Kaufmann


Roma
Segretariato Generale per la Collaborazione nella Missione
Atti della riunione dello scorso mese di ottobre 2004.

I membri del Segretariato Generale per la Collaborazione nella Missione sono: Il P. Raymond Douziech, Consigliere Generale e Presidente; il Sr. Geraldino Loyola, missionario laico della Viceprovincia di Manila, rappresentante di Asia; la Sra. Ageeth Potma, corrispondente di SCALA per la Provincia de Amsterdam, rappresentante di Europa Nord; P. Michael Kelleher, della Provincia di Dublino, rappresentante pure di Europa Nord; P. Gerard McCabe, della Provincia di Sud Africa, rappresentante di Africa; P. Jozef Grzywacz, della Viceprovincia di Bahia, rappresentante di America Latina e incaricato di un gruppo di speciale interesse in Europa Orientale; e P. David Louch della Provincia di Edmonton-Toronto, rappresentante di America Nord.

Prima di tutto, si sono proposti vari termini per designare coloro che sono impegnati nella Missione Redentorista. Per diverse ragioni abbiamo preferito mantenere il termine di “collaborazione”. Ma il termine di “laico”, e incluso di “laicato”, non sempre è adeguato perché in alcune culture e contesti sociali si usa in senso peggiorativo, come dire di “non credente”. Al finale, ci è sembrato bene suggerire che l’attuale Segretariato si denomini: Segretariato per la Collaborazione nella Missione.

La riunione iniziò con un momento di preghiera nella cappella della Curia per invocare la assistenza dello Spirito Santo durante il tempo che saremmo stati insieme in quei giorni e lungo l’intero sessennio. Di seguito, il P. Douziech diede il benvenuto a ciascuno dei membri e invitó gli stessi a fare lpropia presentazione al gruppo. Poi ognuno presentò una descrizione della situazione nella sua rispettiva Regione. Abbiamo chiuso la prima mattina con una Eucaristia presieduta dal P. Tobin.

La sessione della sera terminó con una condivisione sulle orientazioni che potevamo prendere dall’anteriore Segretariato in relazione con la proposta di nuovi obiettivi per questo sessennio.

La riflessione principale del mercoledì e del giovedì si centró nel proporre le finalità ed obiettivi di questo Segretariato per il sessennio. Abbiamo cercato anche di delineare una specie di “Direttorio” del Governo Generale in cui figuri ogni Segretariato con i suoi membri, le sue finalità ed obiettivi concreti.

In una sessione alquanto agitata, con le varie proposte sui fini e gli obiettivi nostri, sono stati segnalati 32 suggerimenti.

Nel passo successivo, si ripresero i suggerimenti per arrivare a programmi concreti di azione. Dall’informazione raccolta si giunse a formulare tre obiettivi: lavorando in coppie di due persone, abbiamo cercato di descrivere la finalità e gli obiettivi di ognuna delle tre aree proposte; abbiamo suggerito anche compiti specifici per stimolarci alla messa in pratica degli obiettivi della riunione.

1. Formazione
Obiettivo: arrivare ad una conoscenza più approfondita della collaborazione tre la CSSR e i laici, condividendo la nostra visione con il resto della Congregazione.

2. Comunicazione
Obiettivo: promuovere la comunicazione e cercare di condividerla con le unità della CSSR in tutto ciò che concerne la collaborazione tre i laici e la CSSR.

3. Attività verso altri
Obiettivo: favorire nuove esperienze di azione comune in ordine alla collaborazione missionaria tre i Redentoristi professi e i laici.

Si è dato un pò di tempo allo studio della forma di nominare i membri del Segretariato. Dopo una lunga discussione ci siamo trovati d’accordo sui punti seguenti:

I membri del Segretariato sono nominati dal Governo Generale dopo consulta con i (V)provinciales delle varie unità della Congregazione e col Presidente del Segretariato. Si intende che per l’ammissione si tenga in conto che ciscuno dei membri rappresenti a quanti sono impegnati nella collaborazione dei laici in ognuna delle sei Regioni della Congregazione. Inoltre, dato che l’idioma in cui lavora il Segretariato è l’inglese, si richiede che ognuno dei membri debba tenere qualche facilità nell’uso di tale lingua.

L’attuale Segretariato è composto sia da laici, uomini e donne, sia da sacerdoti impegnati nella collaborazione nella nostra Missione Redentorista. Speriamo di avere in futuro una rappresentazione più equitativa tra uomini e donne, da una parte, e Redentoristi, dall’altra, quando si costituisca il Segretariato. Si è fatto un suggerimento concreto: si nomini un Redentorista e un laico o laica per ognuna delle Regioni. Dato che ogni Regione è formata da diverse Sub-regioni, risulterebbe impossibile che si abbia una rappresentazione per ogni angolo della Congregazione. Il Segretariato dev’essere cosciente di questa grande varietà nella collaborazione come pure della necessità di sforzarsi per coltivare il contatto con i diversi gruppi.

La mattina del giovedì, i PP. Félix Catalá e Ivel Mendanha, del Centro di Spiritualità Redentorista, hanno parlato sul modo in cui il Centro potrebbe servirci di aiuto per esporre la spiritualità redentorista ai collaboratori e missionari laici.

Il punto finale della nostra riunione incluì una lista di compiti da svolgere da parte dei membri del Segretariato.

La prossima riunione del Segretariato per la Collaborazione nella Missione avrà luogo a Belfast, Irlanda, dal 27 al 30 di giugno del 2005.

Attentamente,

Raymond Douziech


Per conoscere le ultime notizie dei Segretariati e Commissioni, andare alla sezione di Notizie Redentoriste del "sito" Web del Governo generale.http://www.cssr.com/italianomembers/news.shtml

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